Questi codici segreti rivelano se il tuo smartphone è sotto sorveglianza

Questi codici segreti rivelano se il tuo smartphone è sotto sorveglianza

Digitati direttamente nella tastiera del telefono come se fossero un numero da chiamare, i codici USSD sono sequenze di caratteri che comunicano direttamente con i server dell’operatore mobile, bypassando le app e l’interfaccia del sistema operativo.

Pochi li conoscono. Nessuno li cerca finché non sospetta qualcosa di strano. Vale la pena sottolineare un limite strutturale di questi strumenti: i codici USSD rilevano i reindirizzamenti configurati a livello di rete, non i software spia installati direttamente sul dispositivo.

Un’app di sorveglianza che accede ai microfoni, alle fotografie o alla posizione GPS non lascia tracce visibili attraverso questi codici. Per quella categoria di minacce servono strumenti diversi — scanner antimalware, verifica delle autorizzazioni concesse alle app, analisi del traffico dati.

I codici segreti da usare sullo smartphone

Nel 2024, il 6,3% degli smartphone nel mondo aveva un’app malevola installata. Circa 24.000 applicazioni dannose vengono bloccate ogni giorno. Nel primo semestre 2025, gli attacchi agli utenti Android sono aumentati del 29% rispetto allo stesso periodo del 2024. I segnali comportamentali che possono indicare una compromissione includono un consumo anomalo della batteria, surriscaldamento del dispositivo in stand-by, picchi inspiegabili nel traffico dati e la presenza di applicazioni che non si ricorda di aver installato.

I codici segreti da usare sullo smartphone-melablog.it

Il codice più immediato è *#21#: eseguito su Android o iPhone, mostra se le chiamate in entrata, gli SMS o i dati vengono reindirizzati verso un altro numero. Se il risultato è vuoto, nessuna deviazione è attiva. Se compare un numero sconosciuto, la situazione merita attenzione. Il codice ##21# annulla immediatamente qualsiasi reindirizzamento incondizionato attivo sul dispositivo.

Il codice *#67# verifica invece le deviazioni che scattano quando il telefono è irraggiungibile o occupato — una condizione diversa, meno visibile, che può sfuggire anche a chi ha già controllato con *#21#. È utile sapere che il risultato può includere il numero della segreteria telefonica dell’operatore, che tecnicamente è anch’essa un reindirizzamento. Non è un segnale di allarme, ma va distinto da deviazioni verso numeri sconosciuti. Il codice ##67# disattiva questa categoria di deviazioni.

##002# è il comando più radicale: disattiva in un colpo solo tutti i reindirizzamenti attivi sul dispositivo, indipendentemente dalla categoria. Utile come misura preventiva, ma anche come risposta immediata se si sospetta una compromissione.

Il codice *#004# mostra le impostazioni di deviazione per linea occupata. Il suo corrispettivo ##004# le azzera. Per verificare i blocchi sulle chiamate in uscita o in entrata è disponibile *#33#. Il codice *#06# visualizza invece il numero IMEI del dispositivo — un dato utile in caso di furto o per verificare che il telefono non sia stato sostituito con un clone fisicamente identico.

Su iPhone esiste anche il codice *3001#12345#*, che apre un pannello con informazioni dettagliate sulla connessione di rete: frequenza del segnale, tecnologia utilizzata (LTE, 5G), identificativi della cella a cui il dispositivo è agganciato. Su Android il codice *#*#4636#*#* fornisce dati analoghi, mentre sui dispositivi Samsung *#197328640# apre un menu di diagnostica esteso.

Se dopo aver eseguito uno dei codici di verifica appare una deviazione non riconosciuta, il passaggio successivo è disattivarla con i codici ##21# o ##002#, poi cambiare le password degli account più sensibili, partendo dall’email. Il ripristino alle impostazioni di fabbrica rimane l’opzione più efficace in caso di dubbi persistenti su una possibile compromissione software — ma comporta la perdita di tutti i dati non salvati in backup.

Il codice *#06# e il numero IMEI che restituisce possono essere verificati anche sul sito ufficiale del produttore per controllare che il dispositivo corrisponda al modello registrato. In caso di sostituzione non autorizzata dell’hardware, il numero risulterebbe diverso da quello registrato al momento dell’acquisto.

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