Apple-Universal: dopo la musica, saltano anche gli show tv

Non c’è proprio più sintonia tra Apple e Universal. Dopo la rottura del contratto per la fornitura di brani Universal Music su iTunes Store e l’ipotesi della messa in vendita dei file DRM-Free solo sugli altri negozi, ora sono a rischio anche i contenuti video di NBC-Universal.La sussidiaria americana di Vivendi, che fornisce il 40%

Non c’è proprio più sintonia tra Apple e Universal.
Dopo la rottura del contratto per la fornitura di brani Universal Music su iTunes Store e l’ipotesi della messa in vendita dei file DRM-Free solo sugli altri negozi, ora sono a rischio anche i contenuti video di NBC-Universal.

La sussidiaria americana di Vivendi, che fornisce il 40% degli show tv venduti sullo store multimediale di Apple, ha annunciato che non rinnoverà il contratto con Apple, limitandosi ad accordi temporanei sulla falsariga della condotta intrapresa con i brani musicali.

Sono le condizioni economiche, ritenute inaccettabili dal colosso francese, il nocciolo della questione, unitamente alla paura di essere la parte contrattualmente debole nei confronti di un iTunes Store monopolista.

A questo punto c’è da aspettarsi che una posizione analoga venga presa anche per la distribuzione dei film, il cui contratto è in scadenza ugualmente a dicembre.

La domanda è sempre la stessa: chi ha più da perdere, Apple o Vivendi?

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