AirTag, inizia la produzione del portachiavi smart di Apple

Un portachiavi intelligente che permette di trovare oggetti, persone e animali ovunque nel mondo con una precisione impensabile e una rete di milioni di Sherlock Holmes a perenne disposizione. La rivoluzione di AirTag sta per arrivare.

AirTag è un gingillo intelligente che sfrutterà Bluetooth e Ultra-Wideband (UWB) per consentirci di ritrovare le cose in tutto il mondo, grazie ai milioni di utenti iPhone che fanno da ponte temporaneo tra noi e il dispositivo in modo del tutto anonimo.

Secondo l'affidabile Ming-Chi Kuo, la maggior parte degli AirTags sarà prodotta da Universal Scientific Industrial, con sede a Shanghai. Le prime consegne di alcune decine di milioni di unità avverranno nel secondo o terzo trimestre dell'anno, il che significa che possiamo ragionevolmente prevederne la disponibilità nei negozi verso ottobre-dicembre 2020. Ciò tuttavia non significa che dovremo attendere tanto per un annuncio ufficiale.

Storicamente, infatti, la mela ha spesso seminato parecchi mesi di distanza tra la presentazione in pompa magna e il momento dei preordini; è accaduto un po' con tutte le prime generazioni:


  • iPhone: Presentazione a gennaio 2007 - lancio a giugno 2007

  • iPad: Presentazione a gennaio 2010 - lancio a aprile 2010

  • Apple Watch: Presentazione a settembre 2014 - lancio a aprile 2015

  • HomePod: Presentazione a giugno 2017 - lancio a febbraio 2018

Dunque, nulla di nuovo all'orizzonte. Il vero problema semmai è un eventuale impatto delle misure di contenimento sanitario del Coronavirus sulle operazioni, ma per ora gli analisti non segnalano pericoli, almeno su questo fronte specifico. Se tutto va come previsto, dunque, Tim Cook dovrebbe tirar fuori AirTag dal taschino già a marzo, o al più tardi, al WWDC 2020; in ogni caso, questione di pochissimi mesi.

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