Perché il prossimo aggiornamento dell'iPhone di Apple potrebbe segnare la fine del servizio

Apple sta per presentare un aggiornamento che potrebbe riscrivere le gerarchie dei pagamenti digitali peer-to-peer. Il bersaglio diretto è Venmo, la piattaforma che ha reso normale dividere i conti tra amici sullo smartphone.
Apple sta per presentare un aggiornamento che potrebbe riscrivere le gerarchie dei pagamenti digitali peer-to-peer. Il bersaglio diretto è Venmo, la piattaforma che ha reso normale dividere i conti tra amici sullo smartphone.
Perché il prossimo aggiornamento dell'iPhone di Apple potrebbe segnare la fine del servizio

La funzione è concreta e operativa: con il prossimo iPhone sarà possibile fotografare la ricevuta di un ristorante, assegnare le singole voci a ciascun commensale e inviare una richiesta di pagamento direttamente dall’app nativa del sistema operativo. La descrizione è quella anticipata dal giornalista finanziario Dominic Chu il 2 giugno 2026, alla vigilia della Worldwide Developers Conference di Apple. Non si tratta di un’app aggiuntiva scaricabile: è una funzione integrata in iOS.

La mossa ha una logica precisa: eliminare il momento in cui l’utente apre un’altra app. Venmo esiste perché quel passaggio aveva una soluzione comoda. Se iOS gestisce l’intera sequenza — dalla foto dello scontrino al bonifico tra persone — il vantaggio scompare. Per Splitwise, che vive di quel preciso bisogno di coordinazione, la minaccia è altrettanto diretta.

L’aggiornamento dell’iPhone potrebbe colpire Venmo

Venmo conta 97,1 milioni di utenti attivi nel 2025, crescita del 6,5% anno su anno, con una quota stimata del 61,8% nel mercato peer-to-peer americano. I ricavi sono a 1,4 miliardi di dollari. La piattaforma era stata acquisita da PayPal per 800 milioni nel 2013; la valutazione odierna si aggira intorno ai 38 miliardi — uno dei multipli più alti nell’intera storia del fintech a stelle e strisce.

L’aggiornamento dell’iPhone potrebbe colpire Venmo-melablog.it

Dietro la nuova funzione c’è la capacità di imporre l’adozione senza costi per il consumatore. Nel secondo trimestre del 2026 Apple ha registrato ricavi totali di 111,18 miliardi di dollari, in crescita del 16,6% anno su anno, con la divisione iPhone a 56,99 miliardi. La divisione Services — che comprende App Store, abbonamenti e strumenti finanziari — ha toccato il record di 30,98 miliardi. Con 2,5 miliardi di dispositivi attivi nel mondo, ogni funzione embedded in iOS diventa automaticamente il punto d’accesso di default per decine di milioni di utenti, senza che Apple spenda un centesimo in acquisizione cliente.

Il punto meno ovvio è che Apple aveva già uno strumento di pagamento P2P. Apple Cash esiste all’interno di iMessage dal 2017, permette di inviare denaro nei thread di messaggi e non ha mai eroso in modo significativo la quota di Venmo. La differenza stavolta è il riconoscimento automatico della ricevuta: non aggiunge la capacità di pagare ma elimina il problema di calcolo e coordinazione che rendeva Venmo utile. È su quel problema specifico — chi ha ordinato cosa, chi deve quanto a chi — che si gioca il confronto reale tra le due piattaforme.

Sul piano borsistico, Apple era entrata nella settimana del WWDC con il titolo in rialzo del 53,11% nell’ultimo anno e del 12,88% da inizio 2026. I mercati di previsione attribuivano il 3 giugno una probabilità del 94,5% che AAPL chiudesse la settimana sopra i 300 dollari. Il 74% degli utenti di Venmo ha tra i 18 e i 54 anni. È la stessa fascia demografica che acquista la grande maggioranza degli iPhone.

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