MacBook ARM, Apple abbandonerà Intel nel 2020 (lo dice Intel)

È da tempo che se ne parla, ma stavolta si fa sul serio. Entro il 2020 Apple abbandonerà Intel in favore di un chip progettato internamente. Lo affermano voci di Intel stessa.
MacBook ARM, Apple abbandonerà Intel nel 2020 (lo dice Intel)
È da tempo che se ne parla, ma stavolta si fa sul serio. Entro il 2020 Apple abbandonerà Intel in favore di un chip progettato internamente. Lo affermano voci di Intel stessa.

Apple ha intenzione di abbandonare Intel e montare chip ARM all’interno dei Mac. E la conferma, stavolta, viene addirittura da Intel stessa.

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È da anni che si rincorrono rumors sull’argomento, e forse siamo davvero sull’orlo di una nuova transizione, dopo l’ultima avvenuta nel 2006, in cui il Mac ha detto addio a PowerPC per abbracciare X86. Secondo Axios, infatti, fonti multiple avrebbe confermato questo progetto segreto; o per lo meno, se lo aspettano gli sviluppatori e gli alti papaveri di Intel, e abbiamo pure una data: entro il 2020.

D’altro canto, ad ogni iterazione di iPhone e iPad, Cupertino sforna un chip che batte il predecessore per prestazioni e funzionalità, riducendo al contempo le dimensioni e assorbimento energetico; il gap con alcuni modelli di Mac è già stato colmato da almeno un paio d’anni, e un iPad Pro odierno batte allegramente il MacBook Pro 2016 su applicazioni grafiche e calcoli multi-core. Come dire, manca ragionevolmente poco perché si possa infilare processori ARM anche sui computer professionali della mela.

E a ben vedere qualcosa del genere è già stato fatto, con l’introduzione nei recenti MacBook Pro e iMac Pro dei chip Apple T1 e Apple T2 che curano funzionalità avanzate di sicurezza e la protezione dei dati biometrici dell’utente.

Il progetto finale è evidente e sotto gli occhi di tutti: Tim Cook e i suoi intendono ottenere una maggiore convergenza di macOS e iOS, e arrivare finalmente ad app universali, capaci cioè di funzionare su Mac, iPhone e iPad contemporaneamente.

Al netto delle turbolenze iniziali, per gli utenti sarà una cosa buona, così come lo è stato il passaggio ad Intel; e lo sarà pure per Apple, che potrà affrancarsi dalla schiavitù di un produttore terzo e perseguire l’evoluzione di prodotto in base alle proprie esigenze e con la propria cadenza. L’unica che resterà fregata è Intel, che dipende dalla mela per il 5% del proprio fatturato. Tutti pronti per la prossima rivoluzione Apple?

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