Jonathan Ive: il segreto di Apple è la cura nei dettagli

Intervistato dal London Evening Standard, Jonathan Ive parla del suo lavoro ad Apple e del segreto dietro ogni successo: tantissima disciplina, amore per il prodotto e cura nei dettagli.
Jonathan Ive: il segreto di Apple è la cura nei dettagli
Intervistato dal London Evening Standard, Jonathan Ive parla del suo lavoro ad Apple e del segreto dietro ogni successo: tantissima disciplina, amore per il prodotto e cura nei dettagli.


In una intervista col London Evening Standard, il vice presidente senior d’Industrial Design presso Apple Sir Jonathan Ive ha parlato di Apple e della sua capacità di suscitare profondo entusiasmo nel pubblico. Il merito, afferma, consiste nella creazione di prodotti oggettivamente migliori, assieme alla cura per i dettagli e all’approccio emozionale.

Tutto è cominciato col trasferimento nella Silicon Valley, con un progetto nel cuore e tanto ottimismo. Non era la ricerca del guadagno a spingerlo, quanto piuttosto la volontà di perseguire le proprie idee e portarle a termine. Alla domanda su cosa renda diverso il design in Apple, Ive ha difficoltà a trovare una risposta univoca, ma sottolinea l’importanza dell’intero processo di creazione del prodotto, dal design fino ai prototipi finali:

Quando separi questi passaggi fondamentali, penso che il risultato finale ne soffra. Se qualcosa deve essere migliore, allora è nuovo, e se è nuovo ti stai confrontando con problemi e sfide su cui non hai riferimenti ed esperienze passate. E’ quindi necessaria molta concentrazione sugli obiettivi da raggiungere.

E quale migliore esempio di questo approccio se non iPad? Invece di correggere il tiro apportando modifiche e migliorie qua e là, col suo tablet Apple ha scelto di inventare da zero un’intera categoria di prodotto che fino a pochi anni fa non esisteva. E’ più complicato, certo, ma è l’approccio vincente. Dopotutto, gli obiettivi di Apple sono “molto semplici” e rientrano nel design e nella creazione di “prodotti migliori”:

Se non riusciamo a produrre qualcosa di meglio, allora non lo produciamo affatto.

Non è una questione di aggiungere o togliere feature, ma di tenere bene a mente l’obiettivo finale, possibilmente con una disciplina ferrea a sostenere il peso della Ricerca e dello Sviluppo. E lì che sta tutta la differenza tra Apple e i suoi competitor, ovvero nell’incapacità di questi ultimi di trasmettere un design di prodotto che dia emozioni:

La maggior parte dei nostri concorrenti è interessata a fare qualcosa di diverso, o ad apparire come nuova. Ma penso che siano obiettivi completamente errati. Un prodotto deve essere genuinamente migliore. Ciò richiede vera disciplina, e questo è ciò che ci guida. Un sincero, genuino appetito di cose migliori. […] non è una questione di prezzo, programmi o di bizzarri obiettivi di marketing per sembrare diversi; questi sono tutti obiettivi che non tengono per niente in considerazione la gente che poi utilizzerà il prodotto.

Ma forse, la risposta più indicativa, Ive la fornisce quando spiega come fa a sapere di aver colto nel segno. Basta aspettare che, a forza di tentativi, il design diventi impalpabile ed invisibile:

La semplicità non è l’assenza di confusione. Cerca di farlo bene, invece, e ti ritroverai più vicino e più focalizzato sull’oggetto. Per esempio, l’app iPhoto che abbiamo creato per il nuovo iPad ti assorbe fino al punto di dimenticare che stai usando un iPad

Ma in ultima analisi, probabilmente, c’è l’amore autentico verso il prodotto da sviluppare, e l’attenzione maniacale per i dettagli più piccoli:

Alcune delle soluzioni adottate per l’iPad sono effettivamente notevoli. Trovo incredibilmente ironica la tendenza della gente a dimenticare le acrobazie che abbiamo fatto per risolvere certi problemi. Ma è il nostro lavoro, e credo che in ultima analisi la gente percepisca l’incredibile cura che c’è dietro ogni prodotto finito.

Trovate il testo completo dell’intervista a questa pagina del London Evening Standard.

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