Il Bonus Tecnologia è servito: 70 euro a famiglia, poco ma subito

Lo Stato torna a finanziare l'acquisto dei decoder TV con uno sconto immediato in cassa. Ma la cifra massima cambia a seconda dell'apparecchio, e i fondi sono limitati.
Lo Stato torna a finanziare l'acquisto dei decoder TV con uno sconto immediato in cassa. Ma la cifra massima cambia a seconda dell'apparecchio, e i fondi sono limitati.
Il Bonus Tecnologia è servito: 70 euro a famiglia, poco ma subito

Settanta euro, una volta sola, una famiglia. È la misura del nuovo voucher per i decoder televisivi varato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con il decreto del 19 maggio 2026, pubblicato il 28 dello stesso mese. Il contributo copre fino al 70% del prezzo dell’apparecchio, ma quel tetto di 70 euro vale soltanto per i decoder satellitari. Chi sceglie un digitale terrestre standard si ferma a 30 euro.

La differenza non è dettaglio da poco. La cifra che dà il titolo alla misura riguarda di fatto una minoranza di acquirenti, perché la gran parte delle famiglie usa il terrestre, dove il rimborso massimo è meno della metà. Il numero più alto è anche il meno rappresentativo.

Nuovo bonus tecnologia: decoder, anche satellitari

Lo sconto è diretto: niente rimborsi successivi, niente moduli da conservare. Il prezzo scende in fattura al momento dell’acquisto presso i rivenditori aderenti, sul modello già collaudato con il bonus elettrodomestici. La gestione operativa passa per PagoPA e Invitalia, e non è escluso che l’erogazione finisca per appoggiarsi all’app IO.

Nuovo bonus tecnologia: decoder, anche satellitari-melablog.it

I requisiti restringono il campo più di quanto sembri. Bisogna essere maggiorenni, in regola con il pagamento del canone Rai, e nessun componente della famiglia anagrafica deve aver già ricevuto in passato contributi pubblici per l’acquisto di decoder. Il controllo sul canone è automatico e preventivo: il voucher non viene emesso se la posizione non risulta regolare. Si tratta, in pratica, di un incentivo condizionato all’aver pagato un’altra voce.

Il fondo complessivo ammonta a 30 milioni di euro, attinti dal Piano Sviluppo e Coesione. Le domande seguono l’ordine cronologico di presentazione e, una volta esaurite le risorse, lo sportello si chiude senza ulteriori erogazioni. Conta più la velocità che il diritto: soddisfare i requisiti non garantisce il voucher se i soldi finiscono prima.

C’è poi una trappola di tempistica. Il decreto fissa le regole, ma serve ancora almeno un provvedimento direttoriale attuativo per stabilire data di apertura, durata, funzionamento della piattaforma e modalità di adesione dei venditori. Alla data del 3 giugno 2026 il sistema per fare domanda non è operativo. Chi acquista adesso un decoder aspettandosi il rimborso sbaglia misura: lo sconto vale solo dopo l’avvio ufficiale e solo in fattura.

La confusione più diffusa nasce dal nome. Il vecchio “Bonus Decoder a casa”, quello con la consegna gratuita a domicilio per gli over 70, si è chiuso nel 2024 e non c’entra nulla con il voucher attuale. Il finanziamento serve a completare la transizione verso gli standard DVB-T2 e DVB-S2 con codifica HEVC Main 10, gli unici che i televisori più recenti dovranno saper leggere.

Nel frattempo il ministero raccomanda di non versare dati bancari o anticipi a chi promette l’attivazione anticipata del bonus: la piattaforma, semplicemente, non esiste ancora.

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