HomePod: perché Apple si ostina su un fallimento annunciato?

Gli analisti concordano con quel che diciamo da tempo: il nuovo HomePod, così com'è e a questo prezzo, è destinato a fallire. Di nuovo.
Gli analisti concordano con quel che diciamo da tempo: il nuovo HomePod, così com'è e a questo prezzo, è destinato a fallire. Di nuovo.

Lo ammettiamo, la nostra reazione a caldo è stata inclemente, ma i commenti a freddo degli analisti non si discostano molto dall’analisi di Melablog. Anche secondo GlobalData, l’HomePod di seconda generazione è “troppo costoso e Siri è troppo elementare per scuotere il mercato della casa intelligente.” E ci domandiamo: perché Apple insiste su un fallimento annunciato?

Ardit Ballhysa, analista tecnologico di GlobalData, non ha dubbi:

“L’HomePod di seconda generazione di Apple non offre funzioni che non siano presenti nell’HomePod originale o nell’HomePod Mini. Inoltre, al prezzo di 299 dollari [349€ in Italia, n.d.A.], gli utenti faranno bene a evitarlo, soprattutto nell’attuale clima economico.

“Dopo aver registrato vendite ridotte a causa del prezzo elevato, Apple ha dismesso l’HomePod originale nel 2021. Pertanto, la decisione di Apple di reintrodurre l’HomePod nel suo portafoglio esattamente allo stesso prezzo, senza funzioni esclusive, fa alzare il sopracciglio.”

“Per 299 dollari, i consumatori possono, tra l’altro, acquistare tre Nest Audio di Google o un Echo studio e un Echo di Amazon. Oltre ad avere più prodotti, i consumatori otterrebbero anche altoparlanti intelligenti compatibili con migliaia di altri accessori per la casa intelligente.”

È sotto gli occhi di tutti che Siri è nettamente indietro rispetto alla concorrenza, per quanto riguarda funzioni e capacità smart. Senza contare che, laddove un Echo da 20€ ti sente dalla camera a fianco, Siri spesso non si attiva neppure da mezzo metro di distanza.

Lanciare lo stesso identico prodotto che ha fallito anni fa non avrebbe senso, a questo punto. Ma Apple ha fatto di peggio: ha lanciato un prodotto inferiore. Pasti pensare al numero di diffusori dedicati alle frequenze audio elevate:

“Concorrenza a parte, la decisione di Apple di ridurre il numero di tweeter del nuovo HomePod da sette a cinque non le giova. È vero che il software è importante per la qualità del suono quanto l’hardware stesso, ma sarebbe stato troppo chiedere se, oltre al nuovo software, Apple avesse mantenuto lo stesso numero di tweeter di prima?”.

Perché comprare un HomePod quando il catalogo Amazon include anche Echo Studio (199€) che costa 150€ in meno e che supporta Dolby Atmos , Zigbee per la casa intelligente, audio spaziale e che può essere concatenato ad altri dispositivi Echo per creare un sistema Home Theater? La risposta la lasciamo agli utenti.

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