Ma proprio nei mesi più caldi questa abitudine può rivelarsi un problema, per il telefono e per chi guida.
Usare il telefono come navigatore sembra la cosa più naturale del mondo: schermo grande, mappe sempre aggiornate, traffico in tempo reale. Il punto è che la navigazione GPS è una delle attività più energivore in assoluto per uno smartphone. Tiene acceso il display a piena luminosità, sollecita i sensori come GPS, bussola e accelerometro e la connessione dati per scaricare mappe e segnalazioni.
Meglio non farlo d’estate alla guida dell’auto
Tutto questo genera calore. E in estate, con l’abitacolo che supera facilmente i 50 gradi e il sole che batte sul parabrezza, quel calore si somma a quello ambientale fino a portare il dispositivo oltre la sua soglia di sicurezza.

Meglio non farlo d’estate alla guida dell’auto-melablog.it
La maggior parte dei produttori indica una temperatura operativa ottimale tra i 35 e i 45 gradi. Superata quella soglia, lo smartphone reagisce con un meccanismo di autodifesa: riduce le prestazioni del processore, abbassa la luminosità e, nei casi più seri, blocca proprio le funzioni più calde, navigatore incluso, mostrando un avviso che invita a far raffreddare il telefono. È paradossale ma frequente: il navigatore si spegne esattamente quando serve, magari a uno svincolo autostradale.
Il problema non è solo la scocciatura del momento. Il calore è il principale nemico delle batterie agli ioni di litio. Vale la cosiddetta legge di Arrhenius, secondo cui l’invecchiamento di una cella raddoppia all’incirca ogni dieci gradi di temperatura in più. Tradotto: un telefono tenuto a 50 gradi per qualche ora subisce un’usura paragonabile a settimane di utilizzo normale. Una stagione intera passata a navigare sotto il sole, con il device che cuoce sul cruscotto, può accorciare sensibilmente la vita della batteria, che nei casi estremi arriva a gonfiarsi.
Questo non significa rinunciare al navigatore, ma usarlo con qualche accortezza. La prima è non lasciare mai il telefono al sole diretto: meglio un supporto vicino alle bocchette dell’aria condizionata, che lo investono di aria fresca, piuttosto che al centro del cruscotto sotto il parabrezza. Scaricare in anticipo le mappe offline alleggerisce il lavoro della connessione dati, una delle fonti di calore principali. Aiutano anche abbassare un po’ la luminosità, attivare il risparmio energetico e togliere le cover spesse, che intrappolano il calore e impediscono la dissipazione. Evitare di usarlo mentre è in ricarica rapida è un’altra buona regola, perché anche la ricarica scalda.
C’è poi la soluzione più radicale, che in Italia molti hanno abbandonato troppo in fretta: il navigatore satellitare dedicato. Un Garmin o un TomTom da cruscotto è progettato per resistere alle temperature dell’abitacolo, non dipende dalla connessione dati e non si surriscalda come un telefono spremuto al massimo. Per chi affronta viaggi lunghi e in pieno sole, può essere l’alleato che lo smartphone, in piena estate, fatica a essere.