Apple TV, un fallimento tra "frustrazioni" e dimissioni

È almeno dal 2009 che Apple tenta di creare un servizio televisivo in abbonamento con pochi canali al costo di 30-40 dollari al mese, ma da allora ha concluso poco e niente. E così, mentre qualcuno parla di "frustrazione per i timori dell'industria, i pezzi grossi dietro ad Apple TV vengono licenziati.
Apple TV, un fallimento tra
È almeno dal 2009 che Apple tenta di creare un servizio televisivo in abbonamento con pochi canali al costo di 30-40 dollari al mese, ma da allora ha concluso poco e niente. E così, mentre qualcuno parla di "frustrazione per i timori dell'industria, i pezzi grossi dietro ad Apple TV vengono licenziati.

È almeno dal 2009 che Cupertino tenta di creare un servizio televisivo in abbonamento con pochi canali al costo di 30-40 dollari al mese, ma da allora ha concluso poco e niente. E così, mentre qualcuno parla di “frustrazione,” i pezzi grossi dietro ad Apple TV si dimettono.

[related layout=”big” permalink=”https://www.melablog.it/post/187287/vlc-sbarca-su-apple-tv-e-permette-di-vedere-qualunque-formato-video”]La comodità di VLC sbarca finalmente sulla nuova Apple TV. D’ora in avanti, non è più necessario impelagarsi in lunghe conversioni o in complesse configurazioni. Tutto funziona da sé, come dovrebbe essere.[/related]

[related layout=”right” permalink=”https://www.melablog.it/post/186830/su-apple-tv-sbarcano-i-video-a-360-gradi”]Un po’ alla chetichella, i video a 360′ sbarcano ufficialmente su Apple TV. Basta scaricare un’app di terze parti chiamata Littlstar.[/related]

Ora è ufficiale. Apple ha perso la guerra coi produttori di contenuti, o per meglio dire, non è riuscita a trovare un accordo che soddisfacesse tutte le parti coinvolte. ESPN, Disney, HBO, Viacom, Epix hanno tutte paura di vedersi stravolgere i meccanismi di business, e di fare la fine delle Major della Musica, piegate allo strapotere di iTunes nel settore.

In una intervista al Wall Street Journal, il presidente di ESPN John Skipper ha esplicitamente parlato di frustrazione per la dirigenza Apple:

Stanno creando un sistema operativo significativamente vantaggioso e una grandiosa esperienza televisiva che è favolosa per gli sport. Riteniamo che sarebbe un posto fantastico per vendere un po’ di abbonamenti. Abbiamo tuttora delle negoziazioni in corso, ma sono frustrati dalla loro incapacità di negoziare qualcosa che funzioni per loro e i produttori di contenuti. Continuiamo a provarci, in ogni caso.

Il fatto è che Apple sa cosa vogliono gli utenti, e ESPN, Disney, HBO, Viacom, Epix invece temono che questo li danneggerà: la mela, per esempio, si è lungamente battuta per consentire agli abbonati di sottoscrivere i canali che preferiscono; i produttori invece vogliono che i bouquet di canali non vengano toccati. Ma c’è di più. L’accordo di ESPN con Sling TV prevede clausole molto restrittive che permettono ad ESPN di recidere il contratto se Sling TV dovesse cannibalizzare gli abbonamenti; un’opzione che Apple non firmerebbe mai.

E così, figure chiave nello sviluppo di tvOS come Ben Keighran, firmano le dimissioni in attesa di tempi (e strategie) migliori. Keighran era uno dei dirigenti di Chomp, la società acquisita da Cupertino che aveva il compito di riprogettare l’esperienza d’uso su App Store e Apple TV. Qualcosa, evidentemente, non ha funzionato come da programma.

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