Quando un produttore annuncia la fine del supporto software per un modello, non significa che il telefono smetterà di funzionare da un giorno all’altro. Significa piuttosto che non arriveranno più patch di sicurezza, correzioni di bug o nuove versioni del sistema operativo. Con il tempo, però, le conseguenze si fanno sentire: vulnerabilità mai corrette, app che richiedono requisiti più recenti e, in alcuni casi, servizi essenziali come home banking o pagamenti digitali che smettono di funzionare correttamente.
I modelli coinvolti nello “spegnimento”
Sul fronte Android, diversi modelli molto diffusi stanno per raggiungere questo traguardo. Google Pixel 6 e Pixel 6 Pro, presentati nel 2021 e ricordati per aver introdotto il primo chip Tensor progettato internamente da Google, si avvicinano alla fine del ciclo di aggiornamenti principali. Anche Motorola chiude il supporto per alcuni dei suoi smartphone entro fine giugno 2026, avendo garantito fin dal lancio un solo major update e tre anni di patch di sicurezza. Il OnePlus 10T, arrivato sul mercato nell’agosto 2022 con una scheda tecnica quasi da flagship a un prezzo contenuto, si prepara a sua volta a uscire dal programma ufficiale.

I modelli coinvolti nello “spegnimento” -Melablog.it
Tra i casi più attesi c’è quello di Sony Xperia 5 V, apprezzato dagli appassionati di fotografia mobile fin dal lancio nel 2023: il produttore giapponese ha fissato al 1° agosto 2026 la data oltre la quale non arriveranno più aggiornamenti di sicurezza né correzioni software. Chi possiede questo modello si trova quindi davanti a una scelta che riguarda milioni di utenti nel mondo: continuare a usarlo sapendo che resterà esposto a rischi crescenti, oppure sostituirlo con un dispositivo più recente.
Il mondo Apple non fa eccezione. Dopo l’uscita dal supporto, nel 2025, di iPhone XR, iPhone XS e iPhone XS Max, tutti equipaggiati con chip precedenti all’A13 Bionic, l’attenzione si sposta ora sulla prossima generazione di dispositivi a rischio. Con l’arrivo di iOS 27, previsto per settembre 2026, diversi rumors indicano che potrebbero uscire di scena anche iPhone 11, iPhone 11 Pro, iPhone 11 Pro Max e iPhone SE di seconda generazione, tutti lanciati nel 2019 e ancora oggi tra i modelli più diffusi nel mercato dell’usato.
Non si tratta di un fenomeno isolato: si stima che decine di milioni di persone continuino a utilizzare quotidianamente smartphone di questa fascia d’età, spesso acquistati di seconda mano o ricevuti in eredità da un familiare, particolarmente nei mercati dove il ricambio tecnologico è più lento. Per chi si trova in questa situazione, un primo controllo utile è verificare la versione del sistema operativo installata e confrontarla con i requisiti minimi delle app usate più spesso, a partire da quelle bancarie e di messaggistica.
Negli ultimi anni, va detto, produttori come Google e Samsung hanno esteso in modo significativo la durata del supporto, arrivando a garantire fino a sette anni di aggiornamenti sui modelli più recenti. Una risposta diretta a un’abitudine ormai consolidata tra i consumatori, sempre meno propensi a cambiare smartphone ogni due anni e sempre più interessati a device capaci di durare nel tempo.