La fotocamera con apertura variabile di iPhone 18 Pro è in produzione: per la prima volta nella storia dell’iPhone, il diaframma si adatterà alla scena.
Gli iPhone Pro hanno sempre scattato con un’apertura fissa. Dal modello 14 al 17, la fotocamera principale è rimasta ancorata a f/1.78, senza alcuna possibilità di intervenire fisicamente sulla quantità di luce che arriva al sensore. Tutto quello che poteva essere fatto in termini di profondità di campo, bokeh e gestione dell’esposizione era affidato agli algoritmi, alla fotografia computazionale, al Photonic Engine. Ottimi strumenti, ma con un limite strutturale: operavano a valle, dopo che la luce aveva già colpito il sensore. Con l’iPhone 18 Pro quella logica cambia. Secondo un report della testata coreana ETNews, la produzione dei componenti per la nuova fotocamera ad apertura variabile è già partita, e il debutto è atteso per settembre 2026.
Cosa significa apertura variabile in pratica
Un diaframma che si apre e si chiude fisicamente in base alla scena è un principio vecchio quanto la fotografia, ma nuovo per gli iPhone. In condizioni di scarsa illuminazione l’obiettivo si apre per catturare più luce, migliorando la qualità degli scatti notturni. In scene molto luminose si restringe per contenere l’esposizione ed evitare sovraesposizioni. Ma la novità più interessante è sul fronte della profondità di campo: un’apertura ampia isola il soggetto in modo ottico e naturale, mentre un’apertura stretta garantisce che tutto il fotogramma sia a fuoco, dai dettagli in primo piano fino a un paesaggio in lontananza. È la differenza tra un bokeh costruito dal software e uno che esiste prima ancora che gli algoritmi entrino in gioco.

L’iPhone18 con la sua nuova videocamera con apertura variabile
Chi produce i componenti e quando arriveranno
La catena di fornitura è già attiva. Sunny Optical, fornitore cinese, ha avviato la produzione degli attuatori meccanici necessari al sistema. LG Innotek, partner storico di Apple per i moduli fotografici, sta installando linee dedicate presso lo stabilimento di Gumi, in Corea del Sud, con l’avvio della produzione dei moduli completi previsto tra giugno e luglio. Nell’operazione è coinvolta anche Cowell per l’assemblaggio. Apple avrebbe anticipato i tempi rispetto al solito proprio perché il passaggio all’apertura variabile introduce meccanismi fisici nuovi, con margini di difettosità potenzialmente più alti rispetto a una fotocamera tradizionale. Meglio iniziare prima, per avere scorte sufficienti a settembre senza sorprese.
Samsung lo aveva fatto nel 2018, Apple ci arriva ora
Il principio dell’apertura variabile su smartphone non è inedito nel settore. Samsung lo aveva già introdotto con il Galaxy S9 nel 2018, con il suo sistema Dual Aperture che alternava tra due valori fissi. Apple arriva dopo, ma con una premessa diversa: l’integrazione con il suo ecosistema di fotografia computazionale potrebbe rendere l’apertura variabile qualcosa di più sofisticato di un semplice switch tra due posizioni. Quanto controllo verrà dato all’utente, se il sistema resterà completamente automatico o aprirà a regolazioni manuali, è ancora tutto da definire.
Il contesto: iPhone 18 Pro in arrivo a settembre
L’iPhone 18 Pro dovrebbe mantenere tre fotocamere posteriori da 48 megapixel e arriverà con il chip A20 Pro prodotto da TSMC a processo 2 nanometri, con 12 GB di RAM secondo l’analista Ming-Chi Kuo. Sul design circolano voci contrastanti riguardo alla Dynamic Island, con alcune fonti che parlano di una riduzione del 35% in larghezza grazie allo spostamento del sensore Face ID sotto il display. Il lancio è atteso nella finestra autunnale classica di Apple, probabilmente insieme all’iPhone 18 Pro Max e, secondo alcune indiscrezioni, al primo iPhone pieghevole della storia.