
Apple in questi giorni è impegnata a far valere le proprie ragioni nei confronti della SUISA, l’equivalente d’oltralpe della nostra SIAE, che finora le ha imposto quello che costituisce, a casa nostra, il ben noto e controverso equo compenso.
La normativa svizzera andrebbe ad interessare, nella pratica, tutti i dispositivi musicali basati su memorie allo stato solido venduti sul suolo elvetico. Il contributo richiesto sarebbe poi variabile in base alla capacità dell’oggetto in questione.
A Cupertino vorrebbero metter fine alla questione, visto che lo scenario degli aumenti sul prezzo di iPod si sarebbe attestato su valori dai 42 ai 153 franchi svizzeri (dai 25 ai 90 €). Apple ha fatto sapere di non aver mai scaricato questi costi sui propri clienti. Tuttavia la Mela sta tentando di farsi dispensare da questo dazio, almeno sulle vendite concluse sullo store online.
La strategia di Cupertino è far comprendere alle autorità svizzere che i prodotti dello store vengono acquistati, in realtà, in Irlanda e, da lì, trasportati nelle case dei propri clienti.
Con l’introduzione di iPhone sul territorio svizzero, a Cupertino probabilmente sono preoccupati che lo smartphone venga classificato come player e, come tale, finisca per doversi caricare di fastidiosi sovrapprezzi.
[Via iPodNN]
Plutonio
20 mag 2008 - 10:22 - #1 (nascondi)Interessante, se fossimo svizzeri…
Think_different
20 mag 2008 - 10:41 - #2Io non l’ho mai capito il motivo della tassazzione. Qualcuno lo conosce?
glorfindel
20 mag 2008 - 10:45 - #3@2
Io sì: l’inadeguatezza dei legislatori.
Think_different
20 mag 2008 - 10:55 - #4@ Glorfindel: Come non condividere….
Volevo solo capire se c’era un motivo più o meno valido per introdurre una tassa di questo tipo. Ma penso proprio che l’unico sia quello che hai citato te….
Giuseppe Garibaldi
20 mag 2008 - 11:11 - #5è lo stesso tipo di tassazione già esistente sui supporti registrabili (VHS, DVD, CD etc). Strano perchè in Svizzera non ci dovrebbe essere o non è alta come in Italia dove è molto incidente sui prezzi al consumatore.
Inadeguatezza dei legislatori? Anche. Per loro è ovvio che chi compra supporti deve metterci roba coperta da copyright, anche se mettessi foto mie, tralasciando poi i metodi di ripartizione di questi proventi da parte delle società dei diritti d’autore che lasciano MOLTO a desiderare.
iSimone
20 mag 2008 - 11:12 - #6@Think different
ti posso dire come giustifica la cosa la SIAE, non so se l’equivalente svizzera adduce le stesse motivazioni:
- è prevista un’eccezione al diritto esclusivo di riproduzione spettante ad autori, artisti e produttori;
- in virtù di tale eccezione, al consumatore persona fisica è consentito di riprodurre legalmente, per uso esclusivamente personale , fonogrammi e videogrammi;
- a fronte del beneficio che il consumatore persona fisica trae dalla facoltà di “copia privata” è previsto un compenso a favore di autori, artisti e produttori;
- tale compenso è corrisposto sugli apparecchi di registrazione e sui supporti vergini.
Tratto dal sito della SIAE( http://www.siae.it/utilizzaopere.asp?link_page=MusicaMFV_CopiaPrivataNormativa.htm&open_menu=yes )
TheTracker
20 mag 2008 - 11:17 - #7..il motivo è anche eticamente, in certo senso, giusto.. ormai è inutile combattere la pirateria, hanno provato a farci credere che sia un reato, ma l’unico modo reale per rifarsi del mancato guadagno in termini di diritto d’autore, ma anche in termini di vendite dei cd, è quello di addossarlo ai responsabili di tutto ciò, cioè i produttori di computer e lettori mp3. In questo caso si presume a priori che non si posseggano i cd relativi all’mp3. come dargli torto? Se poi vogliamo pensare che gli autori e produttori di musica non abbiano diritto a guadagnare sul proprio lavoro è un’altro discorso. Ma se il mondo cambia e il cd non ha l’appeal del vinile, in termini di costi (costano troppo!produrre un disco costa meno che produrre un film eppure costano meno i dvd) e di prodotto com’è confezionato (ad esempio se costassero 10 euro e fossero di cartone, come certe case discografiche fanno), comprerei più cd.
GoldrakeGrifondoro
20 mag 2008 - 11:19 - #8beh…in caso prevedo un sacco di svizzeri che compreranno in lombardia…..
Unz
20 mag 2008 - 11:22 - #9che notiziona!!
peccato che siamo italiani…
TheTracker
20 mag 2008 - 11:22 - #10p.s.:che poi la siae sia tutto un “magna magna” e la discografia faccia schifo a tutti i livelli, è un discorso valido per una discussione in altra sede..cia’
Giuseppe Garibaldi
20 mag 2008 - 11:28 - #11Per inciso: con metodi di ripartizione che lasciano a desiderare non intendo che sia giusto o no, ma che i soldi vengono divisi con un criterio che non sta ne in cielo ne in terra. Li danno forfettariamente a chi vende di più secondo classifica ed alla categoria ’sempre verdi’. Ergo: Generi musicali che vengono cmq scaricati come Classica, Jazz, Punk o peggio ancora quelli da discoteca (che incassano molto di diritti fonografici, ma prendono pochi proventi di diritti di riproduzione, per via dello stesso criterio di ripartizione di incassi delle discoteche) non vedranno mai niente perchè i soldi verrano dati a Vasco Rossi, Tiziano Ferro etc.. e a Romagna mia, e siamo i Watussi per i motivi sopra citati.
Think_different
20 mag 2008 - 11:36 - #12Ah, ora ho capito qualche cosa in più, grazie a tutti.
Mah che dire, da una parte si può anche condividere, visto che è giusto che anche chi produce musica abbia i suoi guadagni.
Ma però, se io compro un cd, quindi nel prezzo pago già i diritti, poi lo voglio convertire e mettere nel mio lettore mp3, che ho pagato in “sovraprezzo” per coprire i diritti, pago i diritti agli “autori” due volte.
Per me questo è controproducente per il mercato dei cd, che riceverebbe un’altra mazzata.
Tokugawa
20 mag 2008 - 12:35 - #13L’unica soluzione per evitare le errate distribuzioni è ricominciare a fare l’ago della bilancia con le effettive vendite dei dischi,anche tramite itunes store,poi,personalmente ritengo che la qualità di un mp3 o addirittura di un wave o di un ape non sia nemmeno avvicinabile alla sorgente originale su cd,poi è una questione di gusti….Posso avvallare l’ipotesi che con tutta la pubblicità che ci fanno sorbire senza mollare un centesimo le grandi major per la legge del contrappasso potrebbero accollarsi la metà del costo di un cd sul prezzo di vendita.
keybee13
20 mag 2008 - 14:43 - #14Tre cose:
1- ci sono anche svizzeri che leggono questo blog.
2- la tassa servirebbe a compensare le case discografiche e i musicisti dell’effetto pirateria. (fonte: SUISA)
3- la notizia esatta è questa: a partire dal 1°aprile la SUISA abbassa l’indennità riscossa per i lettori con supporto di memoria flash. La diminuzione concerne i supporti di memoria che non erano ancora sul mercato al momento della definizione della tariffa. …l’ammontare dell’indennità sarà di Fr. 41.81 per 32 GB invece di Fr. 153.03…Se dei lettori di 64 GO con memoria flash saranno messi sul mercato, l’indennità sarà fissata a Fr. 67.73 invece di Fr. 306.05 secondo la tariffa attuale. (www.suisa.ch/fileadmin/user_upload/Downloads/Medienmitteilungen/Comunicato_GT4d_i_2008-04-14.pdf)
Detto questo l’iPod Touch da 32 GB attualmente costa 719.0 franchi, ossia 459 euro, esattamente come in Italia.
Notare che la nostra IVA è al 7.6%, la vostra al 20%. La differenza sta proprio in questa tassa, e Apple la ricarica eccome a noi consumatori!
Ragazzi, prima di insultare i redattori di Melablog informatevi alla fonte!
swedish_chef
20 mag 2008 - 15:33 - #15Mi piace molto il termine “equo compenso”.
Se fosse così esattamente riportato anche nelle licenze della SUISA mi piacerebbe anche molto che davanti ad un tribunale dimostrassero per chi è equo questo compenso.
Perchè sapete com’è punti e virgole in campo legale fanno la differenza. Quindi comincerei con definire le cose per quello che sono. Si fà presto a definire un meccanismo di ritribuzione equo al bar sotto casa…
Sir Luke
20 mag 2008 - 17:07 - #16Come fanno a dire che non caricano il prezzo sui clienti? La maggior parte delle cose costa come in Italia con la differenza che c’è il 13% in meno di IVA in Svizzera!!