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Prism: anche Mozilla crede alle web-app

Pubblicato: 30 ott 2007 da Simone Gambirasio


Apple, probabilmente, non è l’unica azienda a credere nelle web-app. In molti ritengono che tutto l’apporto dato alla programmazione su iPhone e iTouch grazie a Safari e sistemi Ajax, fosse un semplice escamotage per annebbiare l’inesistenza di un SDK pubblico. Tanto che quando questo SDK pubblico è stato promesso, nemmeno lanciato, si è iniziato subito a parlare meno delle web-app.

Eppure non è difficile pensare che, come diceva appunto Jobs, per certi dispositivi le applicazioni da browser siano il futuro. A pensarla così, evidentemente, è anche Mozilla. In questi giorni è stato annunciato sul blog ufficiale il progetto Prism, cioè un browser pensato apposta per le web-app, dando l’impressione di trasformarle in vere applicazioni.

Come dice lo stesso progetto, le pagine saranno percepite dal sistema come applicazioni, gestibili ad esempio in Exposè. Il browser non sarà pensato intorno ai documenti (con barra dell’indirizzo e pulsanti di navigazione) ma intorno alle applicazioni. L’idea non è particolarmente nuova, già su Mac ad esempio esistono applicazioni come Mailplane, che vuole dare l’impressione di trasformare GMail in un programma.

Buona idea o qualcosa di legato ad una concezione passata? Per capirlo dovremo aspettare il primo debutto su Mac. Al momento è già disponibile un prototipo per Windows.

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di macteo

    macteo

    30 ott 2007 - 12:18 - #1
    2 punti
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    Io credo sia una buona idea… il web è diventa più importante giorno dopo giorno e la necessità di mobilità non può che dar ragione a questa direzione.

  • 0 punti
    Up Down

    […] Io non amo molto cose come Prism.  Insomma, già l’idea di utilizzare un browser per le applicazioni anche corporate mi sembra un’idiozia, quella poi di forzare anche le applicazioni desktop dentro quella scatola mi pare davvero il trionfo dell’imbecillità. Ma d’altra parte posso capire che se non facessimo così, aggiungendo strati su strati di software bacato, lento e malfunzionante, sarebbe difficile giustificare un nuovo computer ogni due anni “perché il vecchio è lento“. […]

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