La mancanza di una tastiera per iPhone non solo è, per Steve Jobs, un segno di innovazione, ma un altro passo nella sua continua lotta contro i… bottoni. Questo leit-motiv dell’ideale di interfaccia del Ceo di Apple viene ben analizzato da un post di Nick Wingfield, sul blog del Wall Street Journal.
Ad esempio Bruce Tognazzini ricorda precisamente l’insistenza di Steve Jobs nell’evitare l’inserimento dei tasti cursore (le frecce) dalla tastiera del Macintosh Originale. Questo per darle un aspetto più elegante, e per spingere gli sviluppatori a sfruttare le potenzialità dei mouse, l’invenzione dell’epoca. “Voleva che gli oggetti non intimidissero l’utente”, afferma Tognazzini.
Lo stesso spirito, finalizzato alla semplicità, si vede persino negli ascensori dell’Apple Store di Tokyo che non hanno bottoni, ma si fermano ogni volta ad ogni piano (sono quattro e pare che i commessi si siano ormai abituati…). Molti di voi, invece, ricorderanno come Jobs abbia preso in giro pubblicamente il telecomando di Windows Media Center, con più di 40 bottoni, confrontandolo con quello dell’Apple Remote, da sei bottoni. Sul computer preferito di Jobs, il G4 Cube, sono due le manie del Ceo che trovano realizzazione: l’amore per la forma cubica e l’odio per i pulsanti. Il tasto di accensione, infatti, era sensibile al tocco (cosa che in molti trovarono scomoda).
Vogliamo parlare del mouse? Se bottone deve essere uno solo, non di più, anche a costo di creare un pulsante virtuale per Mighty Mouse. E persino uno degli accessori per iPod più criticati, l’iPod Hi Fi, non si salva: per il volume non ci sono bottoni, ma aree sensibili al tocco.
Ma vogliamo dirla tutta? Cosa indossa generalmente Jobs nelle occasioni ufficiali? Niente camicia, ovviamente, troppi bottoni. Insomma: se diventerete designer per Apple sapete cosa non fare per far arrabbiare il vostro capo. Ad una recente conferenza un giornalista chiese a Jobs se ci fosse stato qualche dibattito interno all’azienda, per decidere se iPhone avesse dovuto avere o meno una tastiera fisica. Risposta: “No”.
MetalSho
26 lug 2007 - 09:27 - #1Allora possiamo anche menzionare i macbook, che sono chiusi tramite un effetto magnetico, quindi niente bottoni per aprirli ;-)
MrTFM
26 lug 2007 - 09:29 - #2Quindi a Cupertino, niente sala dei bottoni….. :D
iSimone
26 lug 2007 - 09:52 - #3a proprosito di bottoni:
la Regina d’Inghilterra aveva fatto cucire bottoni sulle maniche delle divise militari per evitare che i soldati si pulissero il naso con la manica…
Credo che seguendo la linea tracciata da questo articolo dovremmo dedurre che i pantaloni di Jobs non hanno il bottone: sarà per quello che gli cadono sempre? Nell’ultimo keynote che ho visto se li sarà “tirati su” dieci volte…
A parte gli scherzi, togliere spesso semplifica. Il passo successivo allora sarà eliminare le tastiere “fisiche” dai nostri PC? Allo stato attuale delle cose sembrerebbe imprescindibile una tastiera per gestire il computer, ma se cambiamo modo di concepire i computer e immaginiamo qualcosa di totalmente nuovo… lasciamo fare a chi dell’arte di innovare ne ha fatto un mestiere (ovviamente mi riferisco a Steve) molto redditizio anche senza i bottoni.
LtC_Data
26 lug 2007 - 10:02 - #4Io comprendo la libertà di espressione ed i gusti personali… ma oggettivamente… come si fa a dire che una superficie sensibile al tocco è scomoda da usare?
Forse ci potrebbero essere dei problemi per persone con particolari problemi fisici ?… non so…
pp
26 lug 2007 - 10:23 - #5@LtC_Data il problema delle superfici sensibili al tocco è che generalmente non danno un chiaro feedback all’azione da te eseguita (mentre ad es. un pulsante fà click quando premuto).
Se sei interessato all’usabilità leggi “The Design of Everyday Things” di Donald Norman, è molto interessante.
MetalSho
26 lug 2007 - 10:25 - #62 voti negativi per quale motivo?
Ho detto macbook, non macbook pro, e i primi non hanno il bottone di apertura.
LtC_Data
26 lug 2007 - 10:34 - #7@pp convengo perfettamente con te sulla questione del feedback… ma secondo me è soltanto una questione di frizione rispetto al cambiamento…
Grazie per la segnalazione.
èStatoLui
26 lug 2007 - 11:00 - #8Interessante.
Innanzitutto..per quei pochi che non lo sapessero B.Tognazzini è un grande ed estroso GUI human develomp…è il signor “nessuno” che ha disegnato per anni le icone del sys 7…
Beh, che Steve ne abbia di ossessioni penso che nessuno potrebbe dire il contrario.
I dettagli, immagino, che siano a suo insindacabile giudizio…
E’ molto difficile cambiare l’interazione utente-macchina, tant’è che i Pc si evolvono ma la tastiera e il mouse sono ancora lì dalla nascita.
Se uno dei caposaldi di S.J. è la semplicità d’uso è inevitabile che forzi la mano su una GUI più snella e ad I/O pratico senza fronzoli.
Nel suo maniacale modo di vivire le “cose” si sarebbe chiesto: “come mai le macchine hanno ancora un volante?
Come mai su LOST non v’è un’iPhone?
In fondo la filosofia di S.J. è semplice: mai fare una cosa se non v’è il bisogno di farla… lui, il giorno di veder su HD e Software che escono dal negozio senza uno straccio di spiegazioni cartcea sarà più soddisfatto..avete notato, no?!
Le scatole dei prodotti Apple® sono sempre più piccoli e sempre meno presenti di modulistica..
ReMix your life
thinkdifferent
26 lug 2007 - 11:25 - #9beh c’è una leggenda che dice che jobs staccasse dei bottoni da lui ritenuti inutili sulle tastiere invocando che stava salvando il mondo una tastiera alla volta.
(Xanderoby)
26 lug 2007 - 11:54 - #10@ thinkdifferent: questa non la sapevo.. Suona bene però! :D
saint_andres
26 lug 2007 - 13:09 - #11Ottimo articolo che secondo me tramite le sue ossessioni mette in luce il genio che c’è in Jobs.
Insomma lui si che pensa differente, fa scelte controcorrente, magari il pubblico non sempre le apprezza (vedi Mac Cube) ma lui continua a osare.
Questo ci vuole nel mondo dell’informatica, gente che sappia osare, che non abbia paura di creare oggetti che, seppur strani, rivoluzionano il modo di concepire la tecnologia, molto più user friendly.
Io citerei anche l’iPod che dopo un inizio con alcuni tasti ha subito optato per la clickweel con i 4 bottoni (play, avanti-indietro e menu) integrati. Davvero un’ottima soluzione!
klerik
26 lug 2007 - 13:32 - #12secondo me si tratta di ossessioni maniaco compulsive…
Certe volte non è necessario cambiare qualcosa se è già funzionale per poi renderlomeno funzionale…prendi il mouse..se io lo uso con la mano e sulla mano ho 5 dita…perchè metterci un solo pulsante e poi dover ricorrere ad un procedimento macchinoso utilizzando l’altra mano per determinate funzioni?
klerik
26 lug 2007 - 13:34 - #13Secondo me erano persino meglio le vecchie tastiere…quelle che sotto i tasti avevano una moletta ed un mecanismo che poi dava il contatto…erano molto sensibili…ora invece hanno quei gommini he fano il contatto e sono molto meno istantanee…
Daniele Fedele
26 lug 2007 - 14:19 - #14“Sul computer preferito di Jobs, il G4 Cube, sono due le manie del Ceo che trovano realizzazione: l’amore per la forma cubica e l’odio per i pulsanti. Il tasto di accensione, infatti, era sensibile al tocco (cosa che in molti trovarono scomoda).”
Io sono un possessore del Cube, e vi garantisco che invece è tutto il contrario. Comodissimo, in abbinato al fatto che poi con Cinema Display lo si può accendere anche dalla cornice acrilica. E’ molto “cool” e funzionale. Basta vedere la scelta di altre aziende di adottare la tecnologia. Ad esempio tutti i miei elettodomestici della linea Artiston usano la tecnologia “Light Touch” chissà da chi si sono ispirati…
G4 Cube Forever !! ( si è come dire F40 o Ferrari GTO ). :-)
èStatoLui
26 lug 2007 - 15:01 - #15@ LtC_Data + pp
L’interazione, ma meglio dire, l’imput e le azioni tra utente-macchina sono complesse e sono “infilate” in un imbuto di esperienze comunicative.
Svolgere delle azioni che portano da A verso B sono bastati da modelli educativi che iniziamo a conoscere dall’infanzia.
Forse è molto più facile insegnare ad un software “azioni” che imparare noi nuovi metodi.
Infatti se prendete un SW come Photoshop 1.0 o 2.0 rispetto al 9.0, proprio ieri mi domandavo, quante azioni ho risparmiato per fare che so un recolor o un aggiustamento di tonalità..tutto con delle actions oggi.
Insomma è il software che diventa più intelligente.
Prendiamo iLife, noto quanto sia intuitivo e ci vogliono dei semplici drag&drop per ottenere una “cosa”..10anni fa era impensabile.
O ancora..il bottone APPLICA su OSX è vetusto, oggi chiudi, esempio, su preferenze sistema senza cliccare su APPLICA.
Sono pochi esempi ma edificanti per capire come gli sviluppatorii tendono a “nutrire d’intelligenza” il software che tu utente debba interagire con tante azioni, percepirle, assimilarle per arrivare da A verso B.
Capitolo diverso è sicuramente l’ostacolo di tutti i proggettisti che ancora non hanno trovato come sostituire la tastiera e il mouse, che guarda un pò sono i veicoli d’interazione uomo-macchina..ma qui bisognerà, credo, di una rivoluzione educativa che possono assimilare solo le nuove generazioni che cresceranno con caratteristiche cognitive completamente differenti da quelle che abbiamo studiato noi.
ReMix your life
iSimone
26 lug 2007 - 15:26 - #16@èStatoLui
“nuove generazioni che cresceranno con caratteristiche cognitive completamente diverse da quelle che abbiamo studiato noi”
a parte che per me è un po’ contorto il concetto, intendevi dire che le nuove generazioni impareranno in modo diverso dal nostro e , quindi, si porranno nei confronti delle nuove tecnologie in modo diverso?
Sono daccordo.
Sulla tastiera e sul mouse.
Sono stati introdotti agli albori della rivoluzione informatica e, come giustamente evidenzi tu, non hanno ancora trovato un degno sostituto. Girando per la rete in cerca di nuove user-interface l’unica vera alternativa che ho trovato sono gli schermi multi-touch. Permettono di interagire con un computer in maniera molto più intuitiva di qualsiasi altro hardware (escluso le macchine per la realtà virtuale che però sono ancora “scomode”). Il multi-touch, appoggiato ad un software totalmente nuovo e ripensato ad-hoc per le nuove funzionalità, potrebbe diventare la nuova user interface e scatenare una nuova evoluzione nei computer. Come accadde con il mouse e il primo Mac nel 1984.
Forse per la digitazione di testo scritto andrebbero ripensate le interfacce vocali, perché scrivere testi molto lunghi su tastiere software mi pare scomodo; a meno che non si inventi un modo nuovo di rappresentare la tastiera che ne sò, direttamente con le parole e non con i soli tasti o cose simili, tanto se è una tastiera software può contenere di tutto. Ecco che solo abbinando la nuova tecnologia con un nuovo modo di fare le cose si può ottenere un qualche risultato che, per il momento latita.
O forse sono ancora troppo legato al concetto di computer come lo conosciamo adesso, forse il computer futuro non avrà neppure lo schermo (e quindi andrebbe a farsi benedire anche il multi-touch), tipo HAL 9000, che non avendo neppure un bottone sarebbe piaciuto molto anche a Jobs. ;)
Vedremo.
Wolf1701
26 lug 2007 - 15:54 - #17Lasciatemi almeno il pulsante di spegnimento… mi rassicura su qualunque apparecchio ;-)
happytobehappywith
26 lug 2007 - 16:11 - #18@iSimone
“…Il multi-touch, appoggiato ad un software totalmente nuovo e ripensato ad-hoc per le nuove funzionalità, potrebbe diventare la nuova user interface e scatenare una nuova evoluzione nei computer….”
Esiste già si chiama iPhone!!! :-)
iSimone
26 lug 2007 - 16:31 - #19@happytobehappywith
si, ma l’iPhone non sostituisce il Mac. Per ora è troppo limitato. Lo si può considerare una evoluzione dei dispositivi di comunicazione in mobilità ma non lo si può definire evoluzione del computer, IMHO.
AppleMan
27 lug 2007 - 19:29 - #20Beh, i bottoni e Steve Jobs.
Perchè dovrebbe odiare i bottoni? In effetti Steve odia i bottoni rotondi secondo me, perchè consideranto che adora la figura geometrica CUBO e i bottoni di una tastiera sono tanti poccoli cubi ecco risolto l’enigma…ecco perchè la tastiera dei Mac esiste ancora…