La piattaforma di Content delivery di Apple è online, download di iOS e OS X più veloci

La piattaforma di Content Delivery di Apple è ufficialmente operativa in USA e Europa. Questo significa che i download da App Store e iCloud saranno più veloci, e non solo.

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All'inizio dell'anno si era sparsa la voce che Apple stesse lavorando ad una piattaforma proprietaria di Content Delivery per servire i clienti iTunes e iCloud con prestazioni migliori. Fino a ieri, per consegnare i titoli dell'App Store o un aggiornamento di iOS via Internet, Cupertino si avvaleva di partner internazionali del calibro di Akamai Technologies; ora, invece, passa tutto su strutture proprie.

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In questo caso, Apple non è pioniera; molti altri prima di lei -per esempio Microsoft, Google e Netflix- hanno sviluppato reti di Content Delivery, visto che è l'unico modo di controllare anche l'ultimo segmento dell'ecosistema, quello del recapito dei contenuti. Ciò consente di ottenere al contempo più affidabilità e velocità di download/upload, e poi permette di supervisionare il processo, che per la mela è fondamentale.

La CDN è stata messa in campo in USA e Europa, ed è in grado di muovere svariati Terabit di dati al secondo. Se n'è accorto Dan Rayburn della Frost & Sullivan, guardando i trace route dei download di OS X: il traffico fluisce direttamente da Apple agli Internet Service Provider, con una interconnessione pagata profumatamente e in grado di abbattere i colli di bottiglia. Una manna dal cielo, in vista degli aggiornamenti di iOS e OS X in arrivo il prossimo autunno.

"È troppo presto per conoscere quanto traffico verrà gestito dal sistema e quando, ma Apple ha iniziato a implementare la propria CDN molto più velocemente del previsto. Il ritmo di costruzione e la quantità di denaro che stanno investendo in infrastrutture è incredibile. Basandomi sui miei calcoli, stimo che Apple abbia già messo in essere diversi Terabit al secondo di capacità, ed entro la fine dell'anno avrà investito molto più di 100 milioni di dollari per la CDN."

I clienti saranno certamente contenti, anche se la novità mina in profondità il concetto di Neutralità della Rete, quella bellissima visione secondo cui ogni bit che transita su Internet è uguali agli altri. Un tema caro agli attivisti del Web e inviso alle grandi multinazionali, che invece pretendono una corsia preferenziale per i propri contenuti a scapito di tutti gli altri; contenuti a pagamento, si intende, a scapito di quelli gratis.

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