Quando si dice che “in giro” c’è gente con del talento, ci sono esempi per i quali tutti concordano. E questo è uno di quelli.
Nel video qui sopra un ragazzo francese è alle prese con Everyday Looper, un’applicazione per iPhone rilasciata a fine Gennaio, che permette di campionare suoni e modularli tramite iPhone e, nelle mani del ragazzo, lo fa egregiamente.
L’idea generale dell’applicazione è quella di registrare una traccia dopo l’altra che può consistere in suoni, voci o chissà quale altro rumore e, poco alla volta, riuscire ad ottenere un brano musicale. Una volta che si è riusciti a creare la propria canzone, Everyday Looper permette di connettersi al proprio iPhone direttamente dal computer di casa e copiare così i file musicali realizzati tramite un Web-server integrato.
EveryDay Looper è disponibile su App Store ad un prezzo di €3.99 (link diretto) e, anche se servirà un po’ di pratica, chi crea loop musicali ha trovato l’applicazione che stava cercando.
[Grazie a phobos per la segnalazione]

L’interesse di Apple per futuri servizi basati sul cloud computing non sembra arrestarsi. Nei giorni scorsi, alcuni rappresentanti di Cupertino hanno discusso con alcune delle principali major cinematografiche sull’idea di permettere agli utenti iTunes di archiviare i contenuti acquistati sui server della società, stando a quanto CNET riporta.
Oltre alla possibilità di offrire un servizio di streaming musicale, Apple punterebbe dunque anche ad allargare l’offerta sulla “nuvola” permettendo l’archiviazione di film e programmi televisivi acquistati tramite iTunes Store e la loro completa fruizione da qualsiasi dispositivo connesso ad Internet.
Anche se non giungono commenti ufficiali su tali indiscrezioni da parte di Apple, analisti ed esperti non fanno mancare le proprie speculazioni.
Continua a leggere: Il cloud computing di Apple offrirà anche film e serie Tv?

Il sito di Virgin America, la compagnia aerea statunitense, è ora totalmente privo di contenuti Flash. L’opera di pulizia è stata operata per consentire anche agli utenti che navigano con dispositivi mobili di usufruire dei servizi del sito.
A quanto pare, ricerche interne all’azienda avrebbero rilevato che un numero sempre più crescente di utenti si collega al sito attraverso iPhone OS o in generale dispositivi palmari e smartphone. I contenuti Flash sono stati rimpiazzati da un uso più sapiente di CSS (Cascading Style Sheet).
Il CIO dell’azienda, Ravi Simhambhatla, ha anche aggiunto che “Flash è una tecnologia accettabile ormai solo dagli utenti desktop; molti visitatori impiegano il 40% della loro CPU per il plug-in di Adobe”. Il concetto è fin troppo chiaro: anche se i notebook da un punto di vista software appaiono come dei desktop, anche per questo segmento la tecnologia Flash non è gradita per via dell’eccessivo consumo di batteria. Come dargli torto?
[Via Electronista]

In passato si è sempre pensato ad un possibile sbarco di Netflix, , su piattaforma iPhone. Tale indiscrezione sembra non essere mai stata così vicina alla realtà come in questo periodo.
Sul sito di Netflix, infatti, l’azienda ha approntato un sondaggio per i propri clienti volto a scoprire il gradimento di una possibile applicazione per iPhone che consenta di visionare i contenuti in streaming.
Come ebbe modo di dichiarare il CEO dell’azienda, Reed Hastings, l’interesse di un’applicazione iPhone OS c’è ma non è prioritario. A quanto pare il sondaggio servirebbe proprio a capire quanto interesse i clienti ripongono nella piattaforma Apple in modo tale da accelerare i tempi di sviluppo.
[Via TechCrunch]
Grosse novità sul fronte dei videogiochi su Mac. Con una sottile ma sagace campagna marketing fatta di immagini teaser collocate al posto giusto, Valve Software lascia intendere di essere concentrata sul porting della piattaforma Steam for the rest of us. E con essa arriveranno titoli a lungo anelati come Half Life e l’ispirato Portal.
Steam è una piattaforma di distribuzione digitale, gestione dei DRM, del Multiplayer e della comunicazione sviluppato interamente da Valve e che consente, per farla breve, di acquistare giochi per pc da un nutrito catalogo e scaricarli direttamente sul proprio computer.
E assieme a Steam, pare verranno anche molti titoli, come testimoniato dalle immagini teaser scovate sul Web. In un caso, si fa riferimento alla popolare “Get a Mac”, in un altro alle famose silhouette degli iPod, in un altro al “think different”, il tutto condito da personaggi e robot del mondo di Portal, Team Fortress 2, Half Life e Left 4 Dead. Al momento non sono noti ulteriori dettagli né date di rilascio, ma c’è da scommetterci che ci sia di mezzo la solita tecnologia Cyder. Frattanto, si può ingannare l’attesa con la gallery dopo il salto.
Continua a leggere: Half-Life, Portal e altri in arrivo su piattaforma Mac

Siamo tanto abituati alla onnipresenza di Apple in tema di distribuzione musicale online che ci risulta probabilmente difficile ricordare che esistono altre alternative non necessariamente peggiori. E’ il caso di Amazon con il loro Daily Deal, un’offerta al pubblico tanto conveniente da aver attirato gli strali di Cupertino.
Secondo quanto riportato da Ed Christman du Billboard, Apple starebbe apertamente facendo pressioni sulle etichette in merito ad un’offerta che Amazon ciclicamente propone ai propri utenti, quel Daily Deal che consente di acquistare un disco a prezzo ridotto e un giorno prima del rilascio ufficiale. Sarà pure un bel modo di scoraggiare la pirateria (nella maggior parte dei casi, album discografici e film compaiono sulle reti P2P ben prima degli originali nei negozi), ma a Cupertino proprio non va giù. E così i responsabili del servizio iTunes avrebbero iniziato ad osteggiare apertamente il fenomeno:
Le fonti dicono che i rappresentati iTunes stanno insistendo perché le etichette rivedano la loro partecipazione alle promozioni Amazon, ed hanno rafforzato questi intenti chiedendo di rinunciare a campagne di marketing come i Daily Deals.
A riguardo, il manager di una importante major rimasto ovviamente anonimo avrebbe affermato:
Continua a leggere: Billboard: Apple fa pressioni contro la musica di Amazon

Apple sta tentando di registrare un concept chiamato Joint Venture, come rivela il documento d’archivio. Una vittoria potrebbe conferire ad Apple diritti in ben quattro differenti International Classes. La prima, 035, riguarda “servizi di vendita al dettaglio con l’uso di computer, computer software, periferiche per computer, e dispositivi elettronici” mentre il 037 riguarda “manutenzione, installazione e riparazione di hardware, periferiche, reti di computer e dispositivi elettronici” così come “informazione, servizi di consulenza”.
Le classi 041 e 042 parlano di “servizi didattici e di addestramento” e “supporto tecnico e servizi di consulenza” in relazione ai computer, diversi altri dispositivi elettronici mentre nel caso specifico dello 041 si citano anche cose come “servizi online” e “web design”. Quest’ultima classe di servizi è la stessa delle newsletter. La combinazione delle quattro classi potrebbe suggerire che Apple intenda fornire un servizio di supporto per aziende, semplificando per le aziende l’adozione della piattaforma Mac o la migrazione. Sebbene Apple già fornisca supporto alle aziende, ha a lungo preferito non fornire servizi simili a quelli di Microsoft o Dell.
[Via 9to5Mac]
Una delle motivazioni più gettonate per cui Flash non sarebbe degno di salire a bordo di iPhone, iPod touch ed iPad è ufficialmente l’uso smodato della CPU, il che a suo volta causerebbe un insostenibile dispendio a carico della batteria. Per confutare questa visione, FlashMobileBlog ha adottato un approccio di sicuro effetto: ha pubblicato un video di Flash Player 10.1 Beta su Nexus One, e le prestazioni sono tutt’altro che disdicevoli.
Come ammettono su FlashMobileBlog, questi test possono riportare escursioni anche piuttosto sostanziali a seconda che Bluetooth, IR, 3G, WiFi siano attivi o meno; in generale tuttavia possiamo concludere che allo stato attuale si possa riprodurre ininterrottamente video n H.264 da YouTube per più di 3 ore, su rete WiFi:
C’è da domandarsi se questo sia un uso della batteria accettbile o meno, ma l’idea di fondo è che possiamo estendere tale intervallo di tempo giocando con le configurazioni (retroilluminazione, WiFi vs 3G etc.) ed incoraggiando la disponibilità di contenuti ottimizzati.
Certo, c’è anche da aggiungere che i test sono stati condotti da Flash Platform Evangelist, e che quindi il ritratto mostrato sarà quello migliore possibile, ma resta pur sempre un esperimento interessante. Per ora la palla, tanto per cambiare, torna ad Apple.

Vi siete mai chiesti quanta strada percorra il puntatore del vostro mouse? IOGraph è dedicata a tutti quegli utenti che vogliono tener traccia dei movimenti del mouse durante la loro sessione di lavoro e magari, perché no, esportare questi dati sotto forma di mappa dell’uso giornaliero.
Tutto quello che occorre è installare IOGraph, una piccolissima utility, e premere sul tasto (l’unico) “Rec”. Così facendo parte la registrazione dei movimenti del vostro mouse ed in tempo reale viene generata la mappa in una piccola area di anteprima. Il tool utilizza linee nere sottilissime per tracciare i movimenti e sfere via via più grandi per indicare i punti stazionari.
Tutto qua? Bhè si. Se provate a cercare su flickr la parola “iograph” vi sembrerà di essere di fronte a piccoli capolavori. Quello che vedete in alto è il frutto di solo 3 ore di lavoro. Che aspettate a crearne di vostri?

Apple ha annunciato ufficialmente che il suo iTunes Store ha raggiunto il traguardo dei 10 miliardi di canzoni scaricate. L’azienda ha anche rivelato il vincitore del concorso “Countdown to 10 Billion Songs”. Si tratta di Louie Sulcer di Woodstock (Georgia) che ha acquistato “Guess Things Happen That Way” di Johnny Cash e che ha quindi portato il contatore a segnare quota 10 miliardi. Sulcer riceverà una iTunes Gift Card del valore di ben $10.000.
“Siamo grati a tutti i nostri clienti per averci aiutato a raggiungere questo meraviglioso traguardo”, ha dichiarato Eddy Cue, vice presidente Apple della divisione Internet Services. “Siamo orgogliosi che Tunes sia diventato il numero uno al mondo nella vendita di musica, e vendere 10 miliardi di canzoni è veramente sbalorditivo”.
Apple ha comunicato, a mezzo stampa, che iTunes Store vanta attualmente un catalogo di oltre 12 milioni di canzoni, oltre 55.000 episodi TV e più di 8.500 film inclusi oltre 2.500 in alta definizione.
[Via MacRumors]
A distanza di un giorno dalla pubblicazione da parte di Apple di due nuovi spot per iPhone, nella giornata di oggi ne arriva un altro, intitolato Family Travel.
La protagonista di questo spot è una donna, moglie e madre, che parla delle comodità relative al viaggiare che l’iPhone ha portato nella sua famiglia. Il check-in per l’aereo? Tramite un’applicazione su iPhone! Intrattenere i bambini durante il viaggio? Possono vedere un film con l’iPhone! Addirittura, la donna, dopo una telefonata con il marito, spegne le luci di casa tramite un’app per iPhone (Schlage LiNK).
Ormai, dice la voce femminile nello spot, “non potrei andare in nessun posto, senza il mio iPhone“. Buona visione.

Informazione di servizio, rivolta agli utenti con computer e Sistemi Operativi un po’ attempati. A partire dal prossimo 13 marzo, infatti, Youtube cesserà il supporto per le versioni più vecchie dei principali browser. Utenti Panther prestate orecchio.
A partire dalla metà del mese prossimo terminerà ufficialmente il supporto di Internet Explorer 6 e di Firefox 2.0.0.20, cioè l’ultima versione installabile su Mac OS X 10.3.9 Panther. Ciò non significa che i video smetteranno di essere visionabili, ma soltanto che ogni nuova funzionalità implementata non terrà conto di questi software obsoleti e potrebbe non essere riprodotta correttamente. Ad ogni modo, l’ultima versione Safari installabile su Mac OS X 10.3 è la 3.2.3, il che significa che quest’ultima è ok.
La compatibilità con YouTube sarà ufficialmente garantita su Firefox 3, Chrome 4, IE 7, Opera e Safari 3, e tutti i relativi aggiornamenti. Per maggiori informazioni, è possibile consultare le FAQ a riguardo sul sito di Google.

Nelle scorse ore la startup del gaming Ngmoco ha acquisito Freeverse, il produttore dietro Big Board Games, Hordes of Orcs e lo storico ToySight. L’operazione ha un costo di 25 milioni di dollari, e nel futuro della società ci sono esclusivamente titoli gratuiti.
La strada intrapresa da Ngmoco non è nuova: il catalogo verrà infatti convertito in giochi che possono essere scaricati e provati gratuitamente. Poi, grazie al meccanismo dell’in-app purchase, è eventualmente possibile sbloccare nuovi livelli e funzionalità:
Ogni giorno la percentuale di utenti che paga le nostre applicazioni si attesta al 2%.
Questo modello di business è stato abbracciato più di un anno fa assieme all’integrazione sempre più ubiqua del network Plus+, e sembra funzionare piuttosto bene. Non per niente, la società ha annunciato che Rolando 3, il sequel del celebre gioco per iPhone, non è più in programma. Pare infatti che che gli utenti non siano intenzionati a spendere 7,99€ per un singolo titolo, senza contare che un rilascio del genere guasterebbe la fama guadagnata negli ultimi tempi, cioè ottimi titoli e gratis.
E ora tutti pronti a scaricare God Finger e We Rule non appena saranno disponibili. Pare che ne valga veramente la pena.
[Via TechCrunch]

Apple domina in affidabilità tra i competitor secondo un report di RESCUECOM. Apple, a fine 2009, ha registrato un largo vantaggio sulle aziende rivali con un punteggio complessivo di 365. Il punteggio è stato calcolato come rapporto tra la qualità del supporto tecnico e la quota di mercato dell’azienda. E’ risultato che i rivali non sono affatto da meno.
Il più agguerrito è senz’altro ASUS con i sui 305 punti, considerando che nel computo rientrano i netbook che certo non spiccano per qualità costruttiva e robustezza. La crescita relativa di ASUS è stata del 190,7% rispetto al 2008 nonostante il moderato aumento della quota di mercato: appena il 0,9% in USA.
Lenovo IdeaPads e ThinkPad è agli stessi livelli di ASUS. Dopo le aziende menzionate seguono Toshiba con 199 punti, HP e Compaq con 149 punti. Dell ha subito un forte decremento nella quota di mercato combinata ad una perdita di fiducia della clientela statunitense che la fa scivolare in quinta posizione. Panasonic e Samsung si posizionano dopo DELL, ma tutto fa pensare che entrambe siano pronte ad una repentina risalita in classifica.
RESCUECOM, nel proprio report, non ha spiegato le performance di ogni azienda, ma ha sottolineato come la domanda reagista “elasticamente” alla qualità dei prodotti venduti. HP in particolare è nota per l’impiego di plastiche sottili e per l’assistenza telefonica completamente decentrata nelle Filippine, dove la lingua (non proprio americano) inevitabilmente finisce per essere un ostacolo in più per i clienti.
[Via Electronista]
La costruzione che vedete nel video è il data center di Apple situato a Maiden (North Carolina). La struttura è di recentissima costruzione e verrà utilizzata per estendere le funzionalità di iTunes (la famosa architettura cloud) e migliorare il servizio MobileMe.
Le riprese sono state girate da un elicottero e mettono in luce tutta la grandezza dello stabile. Pensate che è grande ben cinque volte il precedente data center dell’azienda sito a Newark (California). Già oggi è possibile che i vostri contatti, le vostre fotografie, i vostri calendari ed altri dati risiedano fisicamente in quell’enorme stabile bianco.
[Via 9to5Mac]
Qualche ora fa, Apple ha pubblicato due nuovi spot per iPhone, intitolati “First Steps” e “On hold“. Il primo, che trovate all’inizio di questo post, mostra una mamma intenta a filmare i primi passi del suo bebè per poi inviare il video ai nonni via MMS. Alla fine, crea una conferenza con il suo iPhone sempre con i nonni per parlare del filmato.
Il secondo, che trovate dopo il salto, parla di un uomo che mette in attesa una chiamata e compie una serie di operazioni con il suo iPhone: controllare la posta, pagare una fattura ed infine scaricare un gioco da App Store, Monopoly, per poi iniziare a giocarci. Il tutto, con la povera signorina all’altro capo del telefono sempre in attesa.

Una scoperta all’interno del SDK di iPhone 3.2 suggerisce che Apple sia in procinto di sdoganare le video chiamate sul suo dispositivo. Nel framework Telephony UI sono state trovate le icone che dovrebbero essere utilizzate per ricevere e rifiutare inviti di video chat; i riferimenti nel codice puntano alternativamente ad iChat ed VideoChat. Attualmente, però, non c’è ancora un’applicazione che utilizzi tale funzionalità.
Il codice pare essere stato mutuato da Mac OS X, nel quale la funzionalità di video chiamata con iChat è supportata. Quale dispositivo possa beneficiare di tale funzionalità non è ancora chiaro. Si specula circa iPad e la vicenda della fotocamera fantasma, così come la possibilità che una connessione 3G sia troppo esigua per garantire una video chat da entrambe le parti.
[Via 9to5Mac]

Apple potrebbe cominciare ad accettare i pre-ordini per iPad già dalla prossima settimana. Una fonte presumibilmente attendibile sostiene che gli ordini cominceranno già dal prossimo 25 febbraio: circa un mese prima del previsto. Ovviamente, anche se fosse, la notizia è destinanta solo al mercato USA e dovrebbe riguardare solo i modelli Wi-Fi, con le versioni 3G ci sarà ancora da aspettare un mese.
Il perché i pre-ordini saranno limitati in numero non è stato spiegato ma potrebbe trattarsi di questioni legate al rifornimento. Apple ha deciso di svelare il tablet due mesi prima della sua produzione ed è largamente diffusa l’idea che tale scelta, oltre che essere stata ispirata da ragioni di marketing, lo sia stata anche per ragioni legate al tempo di produzione.
Ad ogni buon conto, Apple ha sempre cercato di mantenere segreti gli indizi sulle date di vendita, come ad esempio le notizie circa l’inizio della spedizione, per evitare di svelare la prossimità di commercializzazione di un prodotto. Tutti si aspettano una strategia uguale a quella utilizzata nel caso di iPhone organizzando un giorno speciale (piena di gente speciale) nel quale dare il via alle danze.
[Via Electronista]

Il servizio MobileMe di Apple, al sito me.com non è stato pensato per essere utilizzato su iPhone o iPod touch con Mobile Safari: è possibile consultare le pagine, impostare i contatti, calendari ed account di posta ma solo questo. Non c’è l’accesso alla webmail, alle gallerie fotografiche, ad iDisk oppure al servizio Find My iPhone. Per risolvere alcuni di questi inconvenienti, Apple ha introdotto applicazioni ad-hoc (iDisk e Gallery), ma non c’è ancora un modo per accedere a Find My iPhone a meno di non ricorrere a barba-trucchi.
A quanto pare le cose sono migliorate con la nuova pagina di MobileMe. Al posto di incentivare l’utilizzo del servizio via Mac o PC, MobileMe ora fornisce link ad istruzioni per impostare posta elettronica, contatti e calendari. Ci sono anche i link per scaricare le applicazioni iDisk e Gallery da App Store. La cosa più interessante è che ora è possibile utilizzare Find My iPhone da un iPhone.
All’inizio può sembrare una grande sciocchezza, “se ho il mio iPhone tra le mani, per quale motivo dovrei cercarlo?” potreste chiedervi, ma se la vostra famiglia include più utenti iPhone ed uno di questi dimentica il proprio telefono al pub, finora non poteva che correre a casa e cercarlo dal proprio computer. Adesso, è possibile consultare la posizione del proprio iPhone dal telefono di un utente appartenente allo stesso circuito (amici o famiglia). Il servizio Find My iPhone è ancora disponibile come parte dell’abbonamento annuale MobileMe.
[Via TUAW]

Gli sviluppatori potranno ora incorporare concorsi e lotterie nelle applicazioni per iPhone, secondo i nuovi termini della licenza di iPhone SDK. Le principali restrizioni sono che uno sviluppatore deve essere l’unico sponsor di una promozione, e che un’applicazione dovrà obbedire alle leggi in vigore. Apple insiste ulteriormente nel ribadire che le regole ufficiali della promozione negano ogni sponsorizzazione e responsabilità da parte di Apple.
In passato gli sviluppatori potevano solo mostrare i risultati di un concorso o di una lotteria. Le nuove regole potrebbero, potenzialmente, aprire le porte dell’App Store ad un numero di applicazioni per il gioco d’azzardo online. Una di queste applicazioni ha già fatto il suo ingresso nello store, si tratta di KaChing Button. Dopo il pagamento per l’installazione dell’applicazione, i clienti possono cliccare su un bottone per tentare la sorte e vincere un premio di $1000 al giorno. L’applicazione non ha nessun’altra funzionalità.
[Via iPodNN]
E’ notizia di alcuni giorni fa quella che vede l’acquisto da parte di Google di reMail, l’azienda con sede a San Francisco che ha sviluppato l’omonima applicazione da diversi mesi disponibile su App Store. Ma il passato è ora d’obbligo poiché, dopo l’acquisizione da parte del colosso di Mountain View, reMail non è più disponibile per il download.
reMail forniva un motore di ricerca full-text molto potente e veloce, in alternativa alla funzione di ricerca utilizzata da Mail di iPhone, con la possibilità di effettuare ricerche anche offline poiché effettuava un salvataggio dei messaggi nella cache del dispositivo.
E’ Gabor Cselle, prima CEO di reMail e ora Product Manager all’interno del team di Gmail, che ne dà notizia sul blog aziendale e fornisce, nel contempo, alcune notizie sul futuro dell’applicazione: reMail continuerà a funzionare normalmente per gli attuali possessori e le funzioni a pagamento sono ora attivabili gratuitamente. Oltre a tutto ciò - continua Cselle - il supporto tecnico verrà protratto sino alla fine di Marzo.
Dopo questo periodo non è dato sapere quali siano i prossimi piani di Google, grazie al ritorno del “figliuol prodigo” Cselle, ma non sembra troppo remota l’idea di vedere integrata la tecnologia di reMail in Gmail o, perché no, quella di sviluppare una applicazione per Andorid.

Apple ha implementato un’ulteriore estensione ad Anteprima di iTunes, la seconda in un mese. I visitatori possono ora navigare tra le categorie delle applicazioni, avendo esteso il servizio che prima poteva solo visualizzare la pagina di dettaglio di una singola applicazione.
Molte categoria mostrano semplicemente una collezione di applicazioni famose, con la possibilità di ordinarle alfabeticamente. La selezione dei giochi include una lista di sottocategorie che spaziano dall’azione all’avventura, ai titoli di strategia, etc.
L’anteprima funziona essenzialmente da strumento promozionale per Apple, consentendo anche agli utenti che non hanno installato iTunes di sbirciare in iTunes Store. Lo stesso sistema messo su per le applicazioni funziona anche per i podcast ed ovviamente la musica. Ancora non accessibili, tramite web, rimangono i video sebbene una piccola parte di questi siano in qualche modo già disponibili nella sezione Trailer.
[Via iPodNN]
Un presunto prototipo di un MacBook Pro da 17″, figlio della precedente generazione di portatili non-unibody, ha fatto la sua apparizione su eBay. Il computer integra un processore 2.5GHz Intel Core 2 Duo, testimoniando che si tratta realmente di una macchina prototipale di quelle poi rilasciate agli inizi del 2008. Sebbene l’immagine non mostri un case diverso dal classico design del MacBook Pro, il numero EMC è vuoto.
Il venditore dichiara d’aver acquistato il dispositivo attraverso un’inserzione su Craigslist inserita da “un ragazzo di San Jose.” Dopo aver portato il portatile in un Apple Store per un intervento di manutenzione, lo staff ha gli ha comunicato che tecnicamente il suo portatile non esiste e che la presenza di una scheda madre di colore rosso indica che si tratta di un prototipo e non di un modello commercializzabile.
Sebbene sia molto raro che prototipi come questo riescano a farsi strada sul mercato, è pratica comune di Apple (ed anche di altre aziende del settore) distribuire alcuni dispositivi come quello in oggetto agli impiegati. Ai possessori viene sempre vietato esplicitamente di vendere le proprie macchine da lavoro o cercare di farle riparare attraverso i canali convenzionali. A quanto pare questa volta non è andata così.
[Via MacNN]

Il New York Times è stato impegnato in una battaglia interna su quanto far pagare per i contenuti iPad, lo dichiarano fonti interne al giornale. Chi controlla la divisione digitale della testata sarebbe orientato sui $10 al mese, ma i manager responsabili della versione cartacea viaggerebbero su tutt’altra soglia: dai $20 ai $30 al mese per gli stessi contenuti. I tradizionalisti nell’azienda sarebbero, a quanto pare, preoccupati per un’eventuale corsa in massa dei clienti alla versione digitale, visto il suo prezzo troppo basso.
Quale parte riuscirà a spuntarla è difficile da prevedere in questo momento, ma è possibile che alla fine la spuntino i tradizionalisti. Lo stesso capo di Media Group, Scott Heekin-Canedy, ha dichiarato di essere più propenso alla soluzione dei prezzi alti. E’ proprio la carta stampata che in questo momento detta i costi delle sottoscrizioni del Kindle Store, e infatti è stato abbondantemente criticato per i suoi prezzi inaccessibili.
La questione, ad ogni modo, non è così semplice come sembra. Dal momento che la versione digitale non richiede i costi di stampa e di distribuzione, a rigor di logica è giusto che costi meno (senza rinunciare ai consueti guadagni). Dall’altra parte, un sistema parziale di accesso a pagamento dei contenuti sarà operativo dal 2011, gli utenti potranno accedere agli stessi articoli su web e potrebbero non essere così ben disposti ad acquistare l’applicazione per iPad.
[Via Electronista]
Se la galleria di foto sul simulatore di iPad contenuto nell’iPhone SDK 3.2 beta 2 non vi sono bastate, ecco qui un filmato in alta qualità che mostra ognuna delle caratteristiche descritte.
Controlli multi touch, zoom automatico, accorgimenti nell’interfaccia e miniature delle pagine (fino a un massimo di 9) rendono iPad probabilmente il sistema più comodo oggi esistente per consultare il Web, senza tuttavia i problemi tipici della mobilità, primo fra tutti la grandezza dello schermo. Come visibile, l’esperienza è ricca e paragonabile a quella su un computer desktop: un esempio sono i suggerimenti nella barra di ricerca di Google, oppure i suggerimenti per la sostituzione delle parole.
Una curiosità. Al posto del solito mattoncino blu nei filmati flash, viene visualizzato uno spazio bianco, e ci si chiede già se ciò non rappresenti il presagio di una storica tregua tra Flash e Mac.