Il nuovo SDK 3.2 beta, rilasciato da Apple dopo la presentazione dell’iPad, permette di sviluppare tre tipologie di applicazioni:
La “split view” visibile nello screenshot del simulatore è una delle nuove modalità di visualizzazione introdotte per sfruttare a pieno l’ampio schermo dell’iPad. Questa modalità tuttavia non è compatibile con l’iPhone, anche se, ruotando il dispositivo in verticale, l’elenco di sinistra viene sostituito da una “popover” visibile in questo screenshot.
Continua a leggere: Universal Apps: le applicazioni compatibili con iPhone e iPad

Dall’unione di due tecnologie Google che funzionano già bene potrebbe nascerne una terza che ha il potere di rivoluzionare il modo di comunicare. I due prodotti da far convergere sono Google Translate e Google Voice. L’ibrido futuristico - ma ormai realizzabile - è un traduttore istantaneo universale e automatico.
Una tecnologia del genere ad equipaggiare uno smartphone - ovviamente con Google Android installato sopra - è uno dei motivi per cui Apple deve temere di più il rivale di Mountain View. Produrre web applications di ogni tipo (dalla biblioteca di Babele di Books Search, fino alla webmail sempre affinata e perfezionata di Gmail), è un conto. Magari da far ottimizzare per iPhone e sfruttarne anche commercialmente la compatibilità. Un altro conto è produrre sistematicamente device sempre più perfetti e integrati fra le loro parti, fra di essi e con una madre Google sempre più efficiente nel foraggiarli di multimedialità e intelligenza artificiale (applicata ad essa).
Il traduttore universale con input e output vocale è solo una prima occasione per Google di mostrare ad Apple che può essere vulnerabile proprio dove sembrava invincibile fino a qualche anno fa: la convergenza fra hardware e software. Apple deve contrattaccare con molta attenzione.

Come tutti i possessori di un iPhone sapranno, l’applicazione per inviare SMS non permette di tenere sotto controllo il numero di caratteri digitati. E’ una mancanza abbastanza importante, perché rischiamo di dover spendere soldi per inviare SMS multipli quando magari eccediamo di appena qualche lettera.
Per questo ci viene in aiuto mySmsCounter: un’applicazione disponibile su AppStore al prezzo di 0,79€. Basta avviarla, digitare il testo con una tastiera landscape e sarà possibile avere subito un riscontro visivo, tramite una barra colorata, di quanti caratteri abbiamo digitato e quanti ce ne rimangono. Così, abbiamo la possibilità di correggere e modificare il messaggio prima di dover pagare un SMS multiplo.
Continua a leggere: iPhone: tenere sotto controllo i caratteri in un SMS, con mySmsCounter

Il fatto che i Simpson e Apple si fossero simpatici non è mai stato un segreto: lo scorso anno i creatori della serie avevano addirittura concepito un Apple Store parodistico (il Mapple Store) in cui gli abitanti di Springfield erano tentatissimi dal comprare quanti più MyPod fosse possibile.
Durante la stagione di quest’anno, però, forse ad Apple e ad iPhone in particolare - è toccato un onore ancora più alto: figurare in una “couch gag” tutta per sé. Le couch gag sono le sequenze iniziali di ogni episodio della serie, quelle che riguardano la famiglia al completo, il divano di casa (davanti alla tv) e qualunque cosa di doloroso, fastidioso o semplicemente comico possa accadere loro in 10 secondi di delirio.
L’ultima puntata andata in onda questa settimana negli USA vede un Homer tutto preso dal suo nuovo smarphone: un iPhone nuovo di zecca, con tanto di autoreferenziale “Couch gag” app tutta da provare. Vediamo come va a finire, però, dopo il continua.
Continua a leggere: Se un iPhone finisse in mano a Homer Simpson

Più guerra di così, fra Apple e Google, soprattutto riferendomi alle loro rispettive piattaforme mobili, non era mai stata. L’ultima novità sembra un po’ eccessiva, ma è stata ampiamente documentata dalla “vittima” di questa “ribalderia” di Apple.
Lo sviluppatore di un’app per iPhone, Flash of Genius: SAT Vocab (link iTunes, si tratta di un dizionario di lingua inglese evoluto), si è visto recapitare una mail da parte di Apple, che lo intimava di rimuovere del testo che citava la piattaforma Android all’interno della descrizione della stessa App.
“Per quanto la vostra applicazione non sia stata rifiutata, sarebbe appropriato rimuovere il testo - Finalista nell’Android’s Developer’s Challenge” dalla descrizione dell’app”.
La risoluzione, continua la mail, intima che i cambiamenti, se apportati al testo in questione, faranno sì che la disponibilità dell’app in App Store non subisca “interruzioni”. A volte Apple, per difendere i suoi diritti, ricorda una mamma di qualche razza feroce. Altre volte ancora, qualcosa di ancora più violento. La descrizione, per ora, sembra non soltanto essere stata modificata, ma anche del tutto rimossa.

E’ stata presentata ieri in conferenza stampa l’applicazione ufficiale per gli amanti della Dieta Zona ideata da Barry Sears. Dieta Zona è stata sviluppata da DigitPub con il supporto di Gigliola Braga, nutrizionista e autrice del bestseller “La Zona Italiana”.
L’applicazione permette di creare il proprio profilo, scegliere i propri alimenti preferiti, suddividere il blocchi nel corso della giornata, consultare oltre 2000 menu di pasti ideati per la Zona e tenere traccia dei progressi.
Molto utile la funzione di bilanciamento automatico dei cibi (40.30.30), con pochi tap l’applicazione aiuta l’utente nella composizione di un pasto bilanciato.
Nel video una dichiarazione di Barry Sears sui vantaggi della Dieta Zona per iPhone. L’applicazione è disponibile in vendita su AppStore a 7,99 Euro.

Piccolo aggiornamento della vicenda Skype e chiamate audio su rete 3G. Presto, infatti, anche la versione dedicata all’iPhone (e, quanto a questo, anche quella per iPad) effettuerà il salto storico e consentirà le chiamate VoIP in mobilità.
Sul blog della società si legge:
L’SDK che Apple fornisce a sviluppatori come Skype è stato aggiornato per l’iPad. La nuova versione 3.2 rimuove le restrizioni sulle chiamate su rete 3G, il che è una gran notizia. Certo, ci sono altre applicazioni che offrono le chiamate su 3G, ma noi abbiamo deciso di aspettare ancora un po’. Perché? Così che possiamo garantire la migliore qualità audio possibile. Non appena la nostra applicazione Skype con supporto al 3G verrà rilasciata, permetterà di effettuare chiamate audio come su banda larga, con maggiore chiarezza e fedeltà.
E in effetti, la società parla di qualità del suono pari ad un CD per le chiamate Skype-Skype, anche se a giudicare dai toni dell’intervista sembra che soltanto l’iPhone 3GS e l’iPod touch posseggano la potenza d’elaborazione sufficiente per il nuovo codec SILK.

Gli utenti di Stanza, un popolare ebook-reader per iPhone ed iPod touch, hanno ricevuto una brutta notizia con l’ultimo aggiornamento dell’applicazione. Anche se è difficile parlare di update, in realtà, visto che l’unica novità è la rimozione delle funzionalità di condivisione degli ebook via USB, attuata su esplicita richiesta di Apple.
Come anche descritto dalle FAQ del programma, fino a non molto tempo gli utenti potevano spostare gli ebook dall’iPhone al computer e viceversa attraverso il cavo USB. Ora, invece, la nuova versione del software:
Ha rimosso la capacità di condividere i libri via USB in ottemperanza alle richieste di Apple.
Qualcuno si è subito domandato: potrebbe essere questa una mossa per spostare il pubblico verso iPad e il venturo iBooks? Oltretutto, la società che produce Stanza, Lexcycle, è stata recentemente acquisita da Amazon, quindi qualche sospetto è più che lecito. Tuttavia, il trasferimento via USB contempla l’utilizzo di API non ufficiali (leggi: approvate) e l’uso di un software di terze parti chiamato iPhone Explorer che elude le modalità di trasferimento accettate da Apple, che storicamente sono il sistema proprietario integrato in iTunes (che trasferisce i file dal telefono ad un solo computer) o il WiFi. Con una comunicazione ufficiale, infatti, Cupertino ha fatto sapere che la faccenda è semplice e riguarda l’iPhone SDK:
Abbiamo richiesto la rimozione delle funzionalità USB da Stanza dato che gli sviluppatori stavano usando API private in violazione dell’accordo di licenza.
Continua a leggere: Stanza: Apple fa rimuovere la condivisione libri via USB

In seguito all’aggiornamento firmware per iPhone OS versione 3.1.3, Apple ha rilasciato agli sviluppatori il relativo SDK 3.1.3, necessario affinché Xcode possa riconoscere correttamente i dispositivi aggiornati con l’ultima release ufficiale.
L’SDK 3.1.3 è disponibile sia per Leopard sia per Snow Leopard, comprensivo dei tradizionali tool di sviluppo e del simulatore per iPhone.
Chi volesse sviluppare applicazioni per iPad può scaricare l’SDK 3.2 beta, disponibile solo per Snow Leopard e comprensivo del simulatore per il nuovo tablet Apple. Ricordiamo tuttavia che le applicazioni compilate con le versioni beta dell’SDK non possono essere pubblicate sull’AppStore, poiché alcune API potrebbero non essere incluse nella versione definitiva del firmware.
Dopo aver visto il video del simulatore per iPad presente nell’SDK 3.2 beta abbiamo voluto testare alcune applicazioni sviluppate per iPhone per capire come potrebbero apparire sul nuovo tablet Apple.
Prima di raccontarvi la nostra prova segnaliamo due funzionalità “sospette” rilevabili utilizzando il simulatore.
La prima riguarda la possibilità di associare ad un contatto la relativa foto, visibile in questo screenshot, ma come avviene nell’iPhone oltre a poter caricare un’immagine dalla galleria viene offerta anche la possibilità di scattare direttamente una foto, sebbene l’iPad non disponga di una fotocamera.
La seconda riguarda l’attivazione nel simulatore dell’iPad della visualizzazione della chiamata in corso, come visibile in questo screenshot, sebbene non sia ancora ben chiaro se l’iPad sia in grado di effettuare chiamate 3G o VOIP.
Entrambe le funzionalità potrebbero solo essere dovute all’immaturità della beta e potrebbero sparire dall’SDK definitivo, oppure nascondere delle caratteristiche del dispositivo presenti per lo meno in alcuni prototipi.

C’è un interessantissimo post, oggi, su TechCrunch, riguardo il nostro tanto discusso e atteso iPad. Non è l’ennesimo post di difesa o di accusa nei confronti del management Apple, o di deliquio di fronte al design dell’oggetto, o di derisione di esso. E’ un post molto concreto che parla di cose di cui tutti gli altri sembrano non accorgersi, con gli occhi foderati dai prosciutti della dialettica eccessiva.
Il primo elemento che si porta in evidenza è il processore che muoverà iPad: l’A4, una versione personalizzata direttamente da Apple dell’ARM A9. Questo apre scenari fino ad ora inediti, che significano acquolina in bocca certa per chiunque stesse attendendo un nuovo iPhone, ma anche per chi è attento all’evoluzionismo dei processori per Mac. Chi fu sentimentalmente deluso, al momento dell’adozione dei chip Intel su tutta la gamma Mac, forse può lentamente cominciare a ricredersi.
In secondo luogo, tutta la delusione riguardo l’adozione di iPhone OS 3.2 sull’iPad, e la conseguente mancanza di multitasking sulla macchina in questione, potrebbe non essere altro che una bolla di sapone. E’ ormai un’abitudine consolidata dalle parti di Apple presentare i nuovi SDK iPhone per marzo. Forse non un po’ troppo tardi perché i primi iPad disponibili (gli iPad “solo WiFi“) possano essere equipaggiati da subito da iPhone OS 4.0. Ma nulla vieterebbe loro di essere presto rivoluzionati dall’OS che tanto attendiamo, insieme a tante novità anche per iPhone.
Infine, TechCrunch solleva la questione di Google, e del rapporto con iPad. Si fa tanto parlare delle trattative di Apple con Microsoft riguardo Bing e alla possibilità che questo divenga il motore di ricerca di default su iPhone. La rottura con Google se la cosa andasse avanti sarebbe obbligata. Eppure durante il keynote Steve Jobs ha mostrato tanto una versione di Google Maps per iPad, quanto l’app YouTube. Se le cose dovessero mettersi peggio, cosa sarà delle applicazioni per mappe e video su dispositivi iPhone OS? Una bella gatta da pelare.

Non c’è stato nessuno più veloce di Evernote (a parte gli sviluppatori presenti all’Evento di ieri) ad annunciare tutto il suo entusiasmo per iPad e la sua intenzione di supportarlo il prima possibile. Evernote è una delle migliori applicazioni che io conosca per gestire appunti di qualunque forma e natura, sia su dispositivi mobili che fissi.
iPad non può che avvantaggiarsene enormemente, soprattutto considerata la funzione di ultramoderno “blocco appunti” che molti utenti di Mela|blog avevano sognato per questo dispositivo.
L’idea che il pubblico si sta facendo e si farà di iPad, come del resto è valso per iPhone, dipende anche da iniziative del genere da parte di sviluppatori di terze parti. Potrei quasi dire soprattutto, corroborato dai numeri che Steve Jobs stesso ha snocciolato ieri all’Apple Event.
Insomma, iPad ha bisogno sì di supportare con agevolezza e comodità tutte le app iPhone e iPod Touch, ma ha anche bisogno di app per iPad. Lunga vita a Evernote, dunque, e a quelli che vorranno presto seguire la sua strada.

La nuova versione di iPhone SKD 3.2 rilasciata in occasione della presentazione di Apple iPad sembra finalmente consolidare le intenzioni espresse nei mesi scorsi da At&T e Cupertino sulla possibilità di abilitare le applicazioni VoIP anche attraverso connessioni 3G. Anche perché, nonostante a livello hardware sia equipaggiato del necessario, l’iPad non può effettuare telefonate.
Storicamente refrattari al VoIP e alle sue applicazioni, gli operatori mobili vedono solitamente in quest’ultimo una minaccia al proprio business, ed è con estrema cautela e lentezza che si muovono le cose nel mondo mobile. Ad ottobre At&T aveva fatto sapere di non essere contraria all’impiego del VoIP su rete 3G, e subito era seguito un entusiastico comunicato stampa da parte di Apple che accoglieva la notizia e si preparava ad adempiere alle novità. Oggi pare che le promesse si siano tramutate silenziosamente in realtà e non sia più necessario essere legati al WiFi per le chiamate VoIP (o affidarsi all’uso di pratiche e software non ufficiali, grazie al jailbreak).
E così, qualche sviluppatore ha già approfittato della faccenda ed ha aggiornato la propria applicazione (prima fra tutte, iCall) per supportare la nuova feature. Ora, non è chiaro se la cosa avrà un futuro, almeno per il momento, soprattutto perché il Software Developer Kit versa ancora in stato di Beta, ed Apple vieta esplicitamente di pubblicare su App Store applicazioni basate su Beta di SDK: alcune API potrebbero semplicemente non sopravvivere fino alla versione finale.
Al momento, una delle applicazioni più gettonate e su cui gli utenti riservano grandi aspettative, Skype, non ha ancora abilitato neppure le Push Notification, figuriamoci il supporto al VoIP over 3G.

In concomitanza con la presentazione dell’iPad, Apple ha rilasciato agli sviluppatori l’SDK 3.2 beta, comprensivo di emulatore per il nuovo tablet della casa di Cupertino.
Tra le novità più interessanti da segnalare le API per attivare la visualizzazione delle applicazioni anche su uno schermo esterno collegato tramite l’apposito cavo, una possibilità finora preclusa agli iPhone, ma che strizza l’occhio al mondo dei videogiochi.
Presenti anche nuove modalità di scambio file tra dispositivo e computer, nuovi pannelli grafici come quelli visti nelle demo di iPad, nuovi effetti per le transizioni e supporto ad innovative gesture multitouch.
Grande assente il multitasking delle applicazioni, anche l’iPad ne farà (per il momento) a meno.
L’SDK 3.2 beta è disponibile solo per Snow Leopard e non può essere utilizzato per sottomettere applicazioni nell’Apple Store.
Nei prossimi giorni effettueremo una prova su strada dell’emulatore per capire come cambiano le applicazioni, restate sintonizzati.

[image courtesy of | Engadget]
Steve Jobs ha cominciato immediatamente il suo keynote da San Francisco snocciolando, come al solito, delle statistiche di vendita e di uso dei suoi prodotti molto accattivanti.
Il primo pensiero è per il nuovo traguardo appena raggiunto da iPod: i 250.000.000 di unità vendute. Un attimo dopo, lo sguardo luccica forse ancora di più, la cifra è quella degli Apple Store nel mondo: 284. Dati fino a qualche anno fa impensabili. Come, del resto, i 50 milioni di visitatori registrati presso i negozi solo nell’ultimo trimestre.
Si prosegue con l’orgoglio, ed è il turno dell’App Store: più di 140.000 applicazioni, per 3 miliardi di scaricamenti da parte degli utenti iPhone e iPod Touch. L’ultima cifra in diapositiva è quella che lo commuove di più (chissà perché): è quella dei 15,6 miliardi di dollari come incasso per il primo trimestre 2010.

L’acquisto di Quattro Wireless da parte di Apple servirà probabilmente a foraggiare di pubblicità contestuali, nel modo più semplice e diretto possibile, non solo le applicazioni per la piattaforma iPhone, ma anche per quella da venire, del Tablet Apple.
La strategia di Cupertino nel progettare questa integrazione fra il servizio di pubblicità contestuali e la sua piattaforma di sviluppo mobile - annunciata dai vertici dell’azienda durante la loro relazione sul primo trimestre fiscale del 2010 - dovrà tenere sempre più in conto anche la concorrenza offerta da AdMob, un servizio di ad per dispositivi mobili recentemente acquisito da Google.
L’allargamento delle prospettive di network pubblicitari del genere potrebbe significare, oltretutto, nuova linfa vitale per i più piccoli sviluppatori, per i più creativi e per i più coraggiosi. Voi che ne pensate? Preferite disporre di app di valore pagandole con carta di credito o con la vostra attenzione, volta alle pubblicità che le loro versioni gratuite potrebbero offrirvi?

Brutte notizie per gli entusiasti sviluppatori di applicazioni per iPhone che si avvalgano di AdMob per monetizzare il proprio traffico, e magari anche per tutti quelli che stavano per iscriversi ai servizi forniti dal più grande network di pubblicità contestuale per telefonia mobile.
Ritorna grazie a dei malintenzionati un piccolo incubo che sembrava morto e sepolto, insieme all’epoca delle connessioni internet dial-up: i dialer. Su un thread del forum di MacBidouille si testimonia che delle telefonate siano effettivamente partite via iPhone a partire da click su banner in-app di provenienza AdMob.
A prima vista sembra una questione solo francese, perché francese è il target delle ad in questione. Ma, visto e considerato che le policy destinate agli sviluppatori di app per iPhone permettono al software approvato in App Store di effettuare chiamate anche senza conferma dell’utente, la faccenda va risolta presto. Un video dopo il continua attesta l’autenticità del problema.
Continua a leggere: Le pubblicità AdMob sul vostro iPhone potrebbero contenere un dialer

Qik VideoCamera è una applicazione per iPhone che consente di registrare video anche sui dispositivi 3G e 2G. Qik VideoCamera, aggiornata nei giorni scorsi alla versione 4.48, consente di girare video in buona qualità promettendo effetti in real time, zoom e riprese superiori ai 15 FPS.
Tra gli effetti che Qik VideoCamera consente di applicare ai video in real time troviamo:
Continua a leggere: Qik VideoCamera porta video in buona qualità su iPhone 3G e 2G

iSites è un’ultima diavoleria social che permette di creare in pochissimi minuti - e con pochi dollari, per l’esattezza: 25 - un’applicazione per iPhone personalizzata e perfettamente adatta alle esigenze dei blogger e dei piccoli editori che vogliano offrire qualcosa di più ai propri lettori, rispetto a un semplice feed RSS.
Difatti, iSites, sviluppato da Genwi, per prima cosa ha bisogno del vostro feed, per funzionare. Dopo aver impostato su iSites il vostro feed principale (quello dei post del blog, per intenderci), potete passare alla definizione di altri flussi da inserire nella vostra app, come ad esempio un canale YouTube o un account Twitter (ormai immancabili).
Dopidiché, si passa alla personalizzazione grafica dell’app. Colori, sfondi, menù e quant’altro possa aiutarvi a rendere la vostra creazione il più possibile diversa dalle altre create con lo stesso strumento (cosa non trascurabile). Una volta soddisfatti, iSites gestisce anche la pubblicazione automatica su App Store, previa autorizzazione di Apple.
Con 99 dollari, inoltre, si può ottenere l’integrazione nella vostra app di un network di pubblicità contestuale, AdMob. Davvero niente male, a patto che siate convinti di avere molti lettori che scaricheranno la vostra app.
True City è una applicazione per iPhone nata dalla collaborazione tra Nike e Vice. True City è una guida che permette di avere accesso ai luoghi meno conosciuti di sei città europee: Milano, Berlino, Barcellona, Amsterdam, Londra e Parigi.
L’applicazione viene regolarmente aggiornata daVice e dagli Insider Nike e offre le migliori dritte per sapere dove mangiare i migliori cioccolatini, fare gli aperitivi più alla moda, sfogliare libri rari, vedere mostre particolari e partecipare ad eventi di arte contemporanea.
True City offre anche aggiornamenti a riguardo di eventi, feste, e lanci di nuovi prodotti. Chi scarica l’applicazione può anche contribuirvi grazie alle segnalazioni di eventi e luoghi degni di nota. I partecipanti più attivi della community True City potranno diventare a loro volta degli Insider.
È possibile taggare, descrivere e giudicare le location proposte, trasformando l’applicazione in un ambiente social attivo.
True City è una applicazione gratuita per iPhone ed è scaricabile dall’App Store (link iTunes).

Gli emulatori - osannati dai retrogamers - non hanno ancora avuto fortuna fra le applicazioni ufficiali per iPhone. Quelle che non necessitano di un jailbreak per funzionare, per intenderci.
Era da tempo, però, che Sega aveva promesso un suo emulatore ufficiale. Qualcosa di più complesso e interessante di un emulatore dedicato a un solo gioco, come è già avvenuto per Sonic. Oggi è la data di uscita attesa di “Sega Genesis, Ultimate collection”, distribuito come app gratuita, ma destinatao far girare sempre nuove rom sottoforma di acquisti “in-app”. Mica male come idea, soprattutto se si considera che si tratta di titoli non vendibili altrimenti.
Al momento del primo scaricamento, non appena sarà disponibile, già un gioco sarà incluso nell’applicazione: “Space Harrier II”.

Poche righe per ricordare l’iniziativa benefica Indie Relief di Justin Williams di Second Gear Software e Garrett Murray che permette di aiutare la popolazione di Haiti nel superare l’attuale situazione causata dal terremoto della scorsa settimana.
Direttamente dal sito è possibile acquistare soltanto per oggi oltre 100 diversi prodotti per Mac e applicazioni per iPhone messi a disposizione da sviluppatori che hanno deciso di donare l’intero ricavato delle vendite ad associazioni come Croce Rossa, Medici Senza Frontiere e UNICEF.
Acron, (editor di immagini per Mac), Delicous Library 2 (software di catalogazione), Fetch (client FTP), InstaPaper Pro e anche giochi per iPhone come Aqua Globs e BomberDoves sono alcuni dei numerosi prodotti acquistabili.

Logitech, azienda nota per la produzione di mouse e periferiche per computer, ha realizzato Touch Mouse, un’applicazione che permette di trasformare un iPhone od un iPod Touch in un trackpad wireless.
L’applicazione si connette attraverso una rete WiFi ad un’apposito server, installabile su PC o Mac, e consente di pilotare il puntatore del mouse attraverso il touchscreen del dispositivo, inoltre l’utilizzo simultaneo di due dita permette di effettuare lo scrolling orizzontale o verticale della pagina visualizzata.
Grazie alla possibilità di utilizzare la tastiera virtuale, sia in modalità verticale sia in modalità orizzontale, Touch Mouse si rivela particolarmente utile per il controllo remoto di computer collegati ad un televisore.
Logitech Touch Mouse è scaricabile gratuitamente dall’AppStore (link diretto), mentre l’applicazione server è scaricabile direttamente dal sito Logitech.

Le previsioni sulla crescita del mercato delle applicazioni mobili stilate da Gartner mostrano un mercato in rapidissima espansione che, solo nel 2009, valeva 4,2 miliardi di dollari: e il 99,4% di questi sono stati generati da Apple. Se i trend continueranno a seguire questo andamento, nel 2010 Cupertino potrebbe tranquillamente detenere almeno i due terzi dell’intero mercato.
La crescita dell’App Store è stata vertiginosa. Aperto nel luglio del 2008 in occasione della commercializzazione di iPhone 3G, dopo un mese aveva totalizzato già 60 milioni di download; dopo le ferie siamo saliti a 500 milioni e appena un mese fa abbiamo superato il muro dei 3 miliardi, e ciò implica che 2,5 miliardi di applicazioni sono state scaricate soltanto nell’anno scorso.
Per il 2010 le stime parlano di 4,5 miliardi totali di download, che genererebbero a loro volta un volume d’affari di 6,8 miliardi di dollari. Se Apple riuscirà a mantenere le proprie posizioni, porterà a casa almeno $4,5 miliardi di dollari, pari al 65% dell’intero mercato. Sempre che non riesca ad agguantarne di più con l’uscita del Tablet, si intende.
Per il 2013, le proiezioni mostrano un movimento di 21,6 miliardi di download pari a un giro d’affari di 29,5 miliardi di dollari, ma di questi ben il 25% proverranno dalla pubblicità, e non dalle tasche degli utenti. E ciò getta una nuova luce sull’intera faccenda dell’acquisizione di Quattro Wireless.
[Via ArsTechnica]

Se state cercando un nuovo modo per scoprire nuove applicazioni da installare sul vostro iPhone, rispetto alle semplici classifiche ufficiali dell’App Store, un modo che sia più esaustivo e accattivante, la soluzione per voi potrebbe essere quella offerta da app.itize.us.
Consultando il sito giorno dopo giorno (e magari inserendolo nel vostro lettore di feed preferito per piattaforma iPhone, così da poter sfruttare al volo i tanti link App Store utili disponibili), difficilmente sarete a corto di novità da testare o con cui giocare.
E il bello è che la redazione del sito rifugge dalle solite applicazioni dei grandi sviluppatori pubblicizzate già efficacemente di per loro. Le sue proposte sono applicazioni che non potreste scoprire altrimenti, nella maggior parte dei casi, vere e proprie chicche che sfuggirebbero nel mare (che sta per diventare un oceano) delle offerte disponibili su App Store.