Meta modifica la propria strategia su WhatsApp e consente l’accesso ai chatbot IA sviluppati da aziende terze anche in Brasile. La decisione arriva dopo pressioni regolatorie e indagini antitrust
Nel 2025 Meta aveva aggiornato le condizioni d’uso di WhatsApp Business, introducendo regole che di fatto impedivano agli sviluppatori di chatbot basati su AI di utilizzare la piattaforma. Questa scelta avrebbe reso Meta AI l’unico assistente integrato nel servizio di messaggistica.
Il cambiamento è entrato in vigore all’inizio del 2026 e ha portato alla rimozione o alla sospensione di diversi chatbot di terze parti, tra cui assistenti sviluppati da aziende tecnologiche concorrenti.
La decisione ha immediatamente attirato l’attenzione delle autorità antitrust, che hanno avviato indagini per verificare se il blocco rappresentasse un abuso di posizione dominante nel mercato delle piattaforme di comunicazione e dell’intelligenza artificiale.
L’intervento delle autorità in Brasile
Anche in Brasile la vicenda ha generato un procedimento formale. L’autorità locale per la concorrenza, il CADE (Conselho Administrativo de Defesa Econômica), ha aperto un’indagine sulla politica di Meta e ha ordinato la sospensione delle restrizioni.
Secondo i regolatori, impedire l’accesso ai chatbot di aziende concorrenti avrebbe potuto limitare la concorrenza in un mercato emergente, quello degli assistenti AI integrati nelle piattaforme di messaggistica.
In seguito all’intervento dell’autorità brasiliana, Meta ha quindi dovuto rivedere la propria posizione e permettere nuovamente l’utilizzo di chatbot sviluppati da terzi sulla piattaforma.
Accesso consentito, ma a pagamento
La riapertura dell’ecosistema non è gratuita. Meta ha introdotto un modello a pagamento per l’utilizzo delle API di WhatsApp Business da parte dei fornitori di chatbot AI.
In base alle informazioni diffuse, le aziende che intendono offrire chatbot attraverso WhatsApp dovranno pagare una tariffa per l’invio dei messaggi non predefiniti. In Brasile, ad esempio, il costo indicato è di circa 0,0625 dollari per ogni messaggio inviato tramite l’API.
Meta ha spiegato che la tariffazione serve a coprire l’utilizzo dell’infrastruttura della piattaforma e a gestire l’impatto tecnico generato dai servizi di intelligenza artificiale.
Un caso che riguarda anche Europa e altri mercati
Il Brasile non è l’unico Paese coinvolto. Anche in Europa la Commissione europea ha avviato un’indagine simile sul comportamento di Meta, ipotizzando che il blocco dei chatbot concorrenti potesse violare le norme sulla concorrenza.
Per evitare misure più drastiche da parte dei regolatori, l’azienda ha deciso di consentire temporaneamente l’accesso ai chatbot rivali attraverso le API di WhatsApp Business, applicando lo stesso modello di accesso a pagamento.
Secondo diversi osservatori, la piattaforma di messaggistica rappresenta un canale strategico per la distribuzione degli assistenti AI, motivo per cui le autorità stanno monitorando attentamente le condizioni di accesso.
Implicazioni per il mercato dei chatbot
L’apertura di WhatsApp ai chatbot di terze parti potrebbe avere effetti significativi sull’ecosistema dell’intelligenza artificiale conversazionale.
Da un lato, gli sviluppatori tornano ad avere accesso a uno dei servizi di messaggistica più diffusi al mondo. Dall’altro, il modello a pagamento e le condizioni tecniche delle API potrebbero influenzare il modo in cui queste soluzioni verranno integrate nelle piattaforme di comunicazione.
Le indagini antitrust in corso in diverse giurisdizioni indicano inoltre che il ruolo delle grandi piattaforme digitali nella distribuzione dei servizi AI sarà sempre più oggetto di attenzione da parte delle autorità di regolazione.