Se ogni anno Apple lancia un nuovo modello di iPhone, ci chiede un lettore, ciò non porta ad una diluizione del marchio e -in ultima istanza- ad una perdita di valore? La domanda in realtà non tiene conto di alcune considerazioni importanti.
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Prima di tutto partiamo da un importante assunto. Apple rilascia un nuovo modello di iPhone all’ anno da quando ha introdotto la prima generazione nel lontano 2007; semmai, gli utenti si lagnano che vorrebbero novità con maggiore frequenza, ma non è questo il punto.
I clienti della mela non acquistano un iPhone nuovo ogni anno; mediamente lo fanno ogni 4 o 5, sempreché non provengano da Android, quindi dal punto di vista del tasso di sostituzione non cambia nulla che Apple rilasci uno o cinque nuovi modelli l’anno.
Il valore di Apple non è dato tanto dalla rapidità con cui rilascia nuovi modelli dei suoi prodotti; sul piatto ci sono moltissime variabili che contribuiscono a determinare questo indicatore. E la più importante è quanti soldi fanno, e dunque per estensione quanti pensano di poterne guadagnare in futuro gli investitori.
Ed è vero che iPhone costituisce il principale driver di ricavi di Cupertino, ma questo è tutt’altro che positivo. L’eccessiva dipendenza da un unico prodotto è motivo di ansia per investitori e addetti ai lavori perché qualsiasi evento avverso colpisca iPhone -tipo una pandemia, o un nuovo prodotto concorrente più avanzato- avrà pesanti ripercussioni sul fatturato. Ecco perché Apple sta tentando di diversificare e puntare sui servizi (cioè sui millemila abbonamenti aggiuntivi).
Infine, più o meno nello stesso periodo in cui le vendite di iPhone erano stabili, le azioni di Apple sono cresciute oltre i 1 trilione di dollari, per raggiungere e sfondare i 3 trilioni di dollari di valore. Dunque no, tirar fuori un iPhone all’anno non è affatto deleterio per il marchio. Anzi.