Siri: Apple sta pensando di semplificare la trigger phrase, ecco come

In futuro cambierà il nostro modo di interagire con Siri? Il gigante di Cupertino starebbe pensando di modificare la frase d'innesco.
In futuro cambierà il nostro modo di interagire con Siri? Il gigante di Cupertino starebbe pensando di modificare la frase d'innesco.

È opinione abbastanza diffusa che oggi Siri sia l’assistente vocale meno versatile e smart tra quelli in circolazione, tra cui Google Assistant e Alexa. Apple continua assiduamente a lavorare per migliorarlo, e in futuro non mancheranno di certo le novità, ma l’upgrade di cui si parla in queste ore non è che faccia gridare proprio al miracolo.

Stando alle ultime informazioni condivise dal solito Mark Gurman, il gigante di Cupertino starebbe pensando ad una modifica della frase d’innesco, ovvero quel comando vocale che gli utenti Apple utilizzano da anni per “evocare” Siri. Ebbene, in futuro “Ehi, Siri” potrebbe diventare semplicemente… “Siri”.

In base a quanto condiviso dall’esperta firma di Bloomberg, questo aggiornamento potrebbe vedere la luce il prossimo anno o nel 2024. La principale difficoltà sta nel far funzionare correttamente la feature, visto che l’assistente smart dovrà essere in grado di comprendere una sola parola, pronunciata poi in modo più o meno diverso da paese a paese. Dialetti e cadenze possono incidere, ecco perché una trigger phrase composta da due termini – come appunto “Ehi, Siri” – è tendenzialmente più funzionale.

Siri

Ma bisogna evolversi e migliorarsi, vero? Del resto, Amazon ha già centrato l’obiettivo con Alexa (in realtà anche Microsoft con Cortana), quindi perché non potrebbe farlo anche Apple? Google Assistant invece è nella medesima situazione dello smart assistant californiano, dato che richiede un comando tra “Ok Google” e “Ehi, Google” per essere chiamato in causa.

Si vocifera anche dell’integrazione con servizi e applicazioni di terze parti, per espandere un pacchetto di funzionalità ad oggi ancora abbastanza limitato. Qualcosa dunque si muove, ed è già una buona notizia.

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