Rockstar Games non ha aperto preordini ufficiali per GTA 6, non ha annunciato beta pubbliche e non ha avviato alcun programma di accesso anticipato. Eppure decine di siti web promettono esattamente queste cose, raccogliendo dati, soldi e installando software malevolo sui dispositivi di chi abbocca. I canali di attacco più diffusi riguardano false pagine di preordine, presunti accessi beta, download anticipati del gioco e link a un ipotetico terzo trailer mai pubblicato.
Il caso documentato con maggiore precisione riguarda un campione analizzato il 17 maggio 2026. Il pacchetto malevolo si presenta come un installer legittimo del gioco. Una volta eseguito, un file nascosto si attiva in background, mascherato da componente standard del driver NVIDIA per evitare di destare sospetti.
Da lì può modificare la memoria del dispositivo, scaricare ulteriore malware e connettersi a server esterni per ricevere istruzioni. Il dominio da cui proveniva il download era stato registrato appena 23 giorni prima del rilevamento dell’attacco — un segnale tipico delle infrastrutture costruite per campagne malevole brevi e usa-e-getta.
L’attacco arriva direttamente da un videogioco
Il fronte Android è altrettanto attivo. Un’app circolante sotto il nome “GTA 6 Beta” usa il branding in stile Rockstar e un video introduttivo, ma non contiene nessun gioco. Si limita a mostrare pubblicità a schermo intero e reindirizzare gli utenti verso pagine sospette che promuovono abbonamenti a pagamento o ulteriori download.

L’attacco arriva direttamente da un videogioco-melablog.it
Un dettaglio che emerge dalla ricerca e che tende a passare inosservato: le campagne malware che sfruttano l’interesse per GTA 6 risalgono almeno al 2024. Non si tratta di un fenomeno nato con l’approssimarsi del lancio, ma di un’operazione che ha guadagnato scala man mano che l’hype cresceva. Il ritardo dell’uscita, slittata rispetto alle previsioni iniziali al 19 novembre 2026, ha fornito ai criminali mesi aggiuntivi per affinare e distribuire le loro campagne.
I ricercatori hanno anche individuato cloni di noti siti di pirateria come FitGirl, DODI e ElAmigos, costruiti per sembrare identici agli originali e distribuire file GTA 6 per Windows — nonostante il gioco non uscirà su PC al lancio. Questo dettaglio è rilevante: chi scarica da queste fonti sa già di muoversi in un’area grigia, il che abbassa ulteriormente la soglia di attenzione critica.
L’elemento contro-intuitivo di questa vicenda è che l’efficacia delle truffe non dipende dalla credulità delle vittime, ma dalla loro competenza. I ragazzi che cercano beta non ufficiali o installer anticipati sono spesso utenti esperti, abituati a muoversi tra siti di repack e community di modding. Sanno come si scarica un gioco, conoscono i nomi dei distributori più affidabili — ed è esattamente questa familiarità che i truffatori replicano, clonando layout e nomi di brand noti per abbattere le difese di chi pensa di sapersi orientare.
Le pagine di phishing puntano anche alle credenziali dei profili Rockstar Social Club esistenti, con tutto il contenuto acquistato nel corso degli anni su GTA Online. La perdita di un account non si traduce solo in danni ai dati personali, ma nella perdita di beni digitali il cui valore, per alcuni utenti, supera facilmente le tre cifre.