Foxconn chiede maggior tempo per regolarizzare l'orario di lavoro dei suoi operai

Foxconn chiede maggior tempo per aderire alle richieste della Fair Labor Association in materia di condizioni di lavoro dei suoi dipendenti: ecco i dettagli.

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Più tempo per ridurre gli straordinari fatti dai suoi dipendenti sulle catene di produzione in Cina: è la richiesta fatta da Foxconn ad Apple, e indirettamente anche alla Fair Labor Association, in vista della scadenza per tale operazione fissata di comune accordo per il 1 luglio 2013.

Ricorderete infatti che circa un anno fa, l'azienda di Cupertino commissionò alla Fair Labor Association un lavoro d'indagine sulle condizioni degli operai negli stabilimenti Foxconn, in seguito al quale sono stati segnalati progressi significativi fatti dal produttore cinese, che però non hanno ancora raggiunto le richieste di Apple e FLA.

Nel suo terzo report, FLA ha confermato che Foxconn ha attualmente risolto il 98% dei problemi sollevati nella fase d'indagine iniziale, tagliando gli orari di lavoro e riducendo gli straordinari, e fornendo allo stesso tempo maggiori garanzie di salute e sicurezza ai propri dipendenti. Tuttavia, la questione rimarrebbe aperta proprio sugli straordinari, secondo quanto sostenuto da Louis Woo ai microfoni di Reuters:

"Abbiamo bisogno di più tempo sulla data di scadenza. Non possiamo dire ora quando potremo raggiungere l'obiettivo. Stiamo provando a tirare fuori un calendario più realistico."

La richiesta della FLA sarebbe quella di portare gli straordinari in regola con la legge cinese, che stabilisce l'orario di lavoro settimanale degli operai a 40 ore, con 9 possibili in aggiunta. Secondo la stessa Reuters, in realtà, sarebbero i lavoratori stessi a opporsi alla riduzione degli straordinari, chiedendo di lavorare di più per ottenere un maggiore stipendio.

Partner asiatici Apple, migliorano le condizioni di lavoro


7 marzo 2013 - A cura di Giacomo Martiradonna
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A causa della risonanza data dai media alle violazioni dei diritti dei lavoratori negli impianti dei partner asiatici di Cupertino, Apple ha messo in campo una serie di iniziative volte al costante monitoraggio della situazione, e da allora in effetti qualche miglioramento c'è stato sul serio. Attualmente, infatti, siamo al 99% di aderenza al codice di condotta imposto sugli straordinari.

Per volontà stessa di Cupertino, la settimana lavorativa nelle catene di montaggio non può superare le 60 ore comprensive degli straordinari; le deroghe sono consentite soltanto nei periodi di picco della produzione e comunque sotto stretta osservazione. Tant'è che durante i mesi di luglio e agosto 2012 -nel pieno delle attività per iPhone 5 ed iPad mini- il tasso di aderenza alle regole è sceso al 97%; ora però la pagina Web dedicata al resoconto sui fornitori è stata aggiornata per riflettere una bella novità:

Il numero di lavoratori che monitoriamo è aumentato dai 500.000 di gennaio 2012 a oltre 1 milione di gennaio 2013. A gennaio 2013, abbiamo raggiunto il 99% di conformità alla settimana lavorativa da 60 ore per tutti gli impiegati monitorati.

Un miglioramento che non arriva a caso; proprio in questo periodo, infatti, le scorte di iPad mini ed iMac hanno raggiunto il punto di equilibrio tra domanda ed offerta, e le attese medie per le consegne rientrano oramai nelle 24 ore negli Stati Uniti e in 1-3 giorni lavorativi in Italia.

Il dato costituisce un passo in avanti, anche se oggettivamente la quantità di straordinari rappresenta solo una piccola parte dei problemi lamentati nelle fabbriche, senza contare che molti preferirebbero poter sforare i massimali così da portarsi a casa stipendi più cospicui. I veri abusi si registrano soprattutto sul versante delle buste paga -basse anche per gli standard cinesi-, nello sfruttamento della forza lavoro, anche minorile, nei lavori a chiamata e nelle pericolosità degli impianti. Ben venga quindi questo 99%, ma ora concentriamoci pure sul resto.

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