Foxconn ancora indietro con le consegne di iPhone 5

“Foxconn non ce la fa a stare dietro ai tempi di consegna previsti da Apple [per l’iPhone 5]”, ha dichiarato il CEO di Foxconn Terry Gou. “La richiesta del mercato [per l’iPhone 5] è enorme (…) e i nostri invii sono insufficienti” a causa dei numerosi rallentamenti che hanno accompagnato la produzione dell’iPhone 5 di Apple.

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Non è una novità, ma il tema delle forniture di iPhone 5 torna alla ribalta. In una conferenza stampa tenutasi ieri sera, il CEO di Foxconn Terry Gou ha apertamente ammesso che “Foxconn non ce la fa a stare dietro ai tempi di consegna previsti da Apple [per l’iPhone 5]“. Da quanto riferito, le date di consegna dei nuovi dispositivi slittano sempre più, malgrado lo sforzo posto da Foxconn nell’aumentare la produzione, che rimane su ritmi piuttosto lenti.

La richiesta del mercato [per l’iPhone 5] è enorme (…) e i nostri invii sono insufficienti“, ha continuato Terry Gou. Va detto che il volume delle richieste sembra superare quelle per l’iPhone 4S, mentre le forniture dei provveditori non riescono a stare sempre al passo, obbligando a volte la Foxconn ad avere interi impianti fermi -come è accaduto lo scorso 6 ottobre- per mancanza di componentistica. Inoltre Apple ha deciso di aumentare i controlli di qualità a seguito dei numerosi graffi riscontrati sugli iPhone, il che ha causato di conseguenza un ulteriore rallentamento nella catena produttiva.

Per la Foxconn, una grande parte del problema sta nella difficoltà di assemblaggio dell’iPhone 5. Da un lato, il complesso design fa si che l’iPhone sia leggero e sottile e dall’altro il rivestimento in alluminio anodizzato è delicato da manipolare e costringe gli operai a spendere più tempo su ogni pezzo.

Terry Gou non ha precisato se la Foxconn pensava di aumentare il numero di catene di assemblaggio o se pensassero di fare appello ad altre industrie del settore per rispettare le date di consegna ad Apple. Foxconn rimane il numero 1 mondiale dell’assemblaggio di dispositivi informatici e conta ben 1,2 milioni di impiegati in Cina.

[Via Le Monde]

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