Ping chiude ufficialmente i battenti

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Era nell'aria almeno dallo scorso giugno, e ora i rumors si sono concretizzati in realtà tangibile. Ping, il social network con la mela, chiude ufficialmente i battenti.

L'altro ieri, il 30 settembre, sono accadute un po' di cose. Da una parte Apple interrompeva i servizi di Chomp, visto che i suoi algoritmi di ricerca e l'interfaccia sono stati implementati nell'iTunes Store; dall'altra, faceva sparire ogni riferimento a Ping nell'ultima versione di iTunes.

La storia di Ping è breve ma travagliata. Nacque nel 2010 in risposta alle lunghissime -ma inconcludenti- trattative con Facebook, che infatti alla fine si risolsero in un nulla di fatto. Pare che il portalone blu chiedesse "termini troppo onerosi da accettare" e che questo avrebbe portato ad un periodo di incomprensioni risolto solo negli ultimi tempi. E d'altro canto, Ping non ne ha mai voluto sapere di decollare sul serio, tant'è che Cook stesso fu sentito affermare:

Abbiamo provato Ping e penso che il cliente abbia pensato: “Non è qualcosa per la quale si voglia sprecare energia”.

Ora che quindi anche questo rubinetto è stato chiuso, si attende il rilascio della nuova Major Release di iTunes, attesa entro ottobre con una gran quantità di novità:

La versione aggiornata dell'app mostrerà gli album in una interfaccia a griglia con le liste delle canzoni che si aprono sotto la cover dell'album al clic dell'utente. La ricerca sarà migliorata e mostrerà risultati in linea già durante la digitazione, mentre il MiniPlayer è stato ridisegnato per mostrare una versione in miniatura della cover dell'album, le informazioni sulla canzone e i controlli di riproduzione.
Il nuovo iTunes si integrerà inoltre con iCloud per mostrare tutti i tuoi contenuti multimediali salvati sul servizio di storage On the Cloud di Apple, e sarà in grado di ricordare a che punto è stata lasciata la riproduzione, così da poter riprenderla da un altro dispositivo.

In ogni caso -ma questo era già chiaro- Ping non sarà presente, per la semplice ragione che qualche volta (per fortuna) anche Cupertino commette errori. E, senza offesa, ma difficilmente ne sentiremo la mancanza.

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