Apple messa sotto esame in Cina per inquinamento

Tim Cook visita gli stabilimenti Foxconn in Cina

Durante le prossime settimane, una ditta cinese fornitrice di componenti hardware per Apple subirà un audit da parte dell'Institute of Public Environmental Affairs (IPE), una valutazione del rispetto delle norme riguardanti l'inquinamento. Questo controllo si è reso necessario dopo un rapporto dell'IPE del 2010 che puntava il dito verso gli impianti inquinanti delle fabbriche fornitrici di Apple ed altre 28 multinazionali. La casa di Cupertino fu allora l'unica azienda a non rispondere alle richieste dell'IPE.

Da allora le relazioni fra Apple e l'IPE si sono normalizzate. In un'intervista a The Wall Street Journal, il vice-direttore dell'IPE Wang Ding ha dichiarato nel settembre scorso che Apple aveva assunto un atteggiamento più aperto. Questa politica di distensione è stata da poco confermata dal direttore dell'IPE Ma Jun al Financial Time: ha dichiarato che "Apple è cambiata molto, si sta aprendo ed una prova di ciò è che ha autorizzato questo audit."

Questa ispezione è stata quindi permessa dalla buona volontà di Apple, nel quadro di una politica di trasparenza e collaborazione con le autorità cinesi lanciata da Tim Cook, durante la sua visita in Cina.

L'azienda produttrice di componenti hardware sotto accusa, di cui non è stato divulgato il nome, subirà quindi un'ispezione nelle prossime settimane riguardo ai problemi legati all'inquinamento ambientale. Ricordiamo che nell'ottobre 2011, la Catcher Technology, uno dei fornitori taiwanesi di Apple, chiuse parte della sua fabbrica di Suzhou, in Cina orientale, per ragioni di inquinamento.

In parallelo vanno avanti le ispezioni dalla Fair Labor Association (FLA) sulle condizioni di lavoro degli operai della Foxconn. Un primo rapporto, pubblicato a marzo, indicherebbe una violazione sistematica delle leggi cinesi in materia di tutela sul lavoro.

[Via MacGeneration]

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