Apple e le altre high-tech chiedono più tutela della privacy per gli utenti

Sulla scia dello scandalo Datagate, Apple e le altre società high-tech hanno scritto una lettera aperta al presidente USA chiedendo uno sforzo per tutelare maggiormente la privacy degli utenti come sancito dalla Costituzione.

NSA-Apple

In seguito ai recenti scandali sulla sistematica violazione della privacy messo in atto dagli Stati Uniti attraverso la National Security Agency, Apple, AOL, Facebook, Google, LinkedIn, Microsoft, Twitter e Yahoo si sono unite e hanno scritto al presidente USA Barack Obama per chiedergli di ridimensionare l'accesso indiscriminato ai dati e alle informazioni degli utenti.

Una proposta che esplode a breve distanza dalla scoperta di PRISM, "il programma di sorveglianza elettronica cyberwarfare e Signal Intelligence, classificato come di massima segretezza, usato per la gestione di informazioni raccolte da internet e da altri fornitori di servizi elettronici e telematica" -scrive Wikipedia- in grado di accedere ai dati corporate custoditi sui server di variegate società che operano su Internet, come per l'appunto Microsoft, Yahoo, Google, Facebook, Skype, YouTube e Apple; si vocifera ci fossero infiltrati a scorrazzare perfino in World of Warcraft e altri giochi online.

La lettera è breve ma di una chiarezza esemplare, e punta subito al bersaglio, senza troppi preamboli:

Comprendiamo che i governi hanno il dovere di proteggere i propri cittadini. Ma le rivelazioni di questa estate hanno evidenziato l'urgente necessità di riformare le pratiche governative di sorveglianza mondiale. L'ago della bilancia in molti paesi pende troppo in favore degli Stati e troppo poco verso i diritti degli individui; diritto che sono scolpiti nella nostra Costituzione. Ciò svilisce le libertà cui tutti aneliamo. È ora di cambiare il passo.

E visto che c'erano, hanno persino creato un sito Web intitolato ReformGovernmentSurveillance.com con una serie di richieste molto ben circostanziate. Si tratta di una raccolta di princìpi che i governi dovrebbero abbracciare per limitare il raggio d'azione delle autorità in risposta alle legittime richieste di trasparenza, libera circolazione delle idee e assenza di conflitti d'interesse che richiedono i cittadini.

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