Pochi sanno però che il suo rendimento dipende quasi del tutto da come e dove viene posizionato, più che dalla sua potenza.
Il punto di partenza, ribadito da chi si occupa di ventilazione, è una verità spesso ignorata: un ventilatore non raffredda l’aria, ma la muove. La sensazione di fresco nasce dall’aria che scorre sulla pelle e accelera l’evaporazione del sudore. Tenere la ventola puntata addosso in una stanza chiusa, perciò, rinfresca chi vi sta davanti ma non abbassa di un grado la temperatura dell’ambiente.
L’accorgimento che cambia le carte in tavola riguarda il rapporto con le finestre. Nelle ore in cui fuori fa più fresco, di norma la notte e il primo mattino, conviene puntare il ventilatore verso la finestra aperta, in modo da spingere all’esterno l’aria calda accumulata durante il giorno, invece di limitarsi a rimescolarla dentro casa.
Come combattere le ondate di calore
Perché il meccanismo funzioni davvero serve però una seconda apertura. Aprendo una finestra sul lato opposto dell’abitazione si crea un flusso d’aria che attraversa gli ambienti: da un lato esce l’aria calda spinta dalla ventola, dall’altro entra quella più fresca proveniente dall’esterno. È la cosiddetta brezza incrociata, e chi vuole spingere ancora di più l’effetto può aggiungere un secondo ventilatore rivolto verso l’interno, vicino alla finestra che dà sulla zona più ombreggiata.

Come combattere le ondate di calore-Melablog.it
Anche la scelta dell’apparecchio incide sull’efficienza. I ventilatori con motore in corrente continua consumano sensibilmente meno di quelli tradizionali a pari resa, mentre i modelli da soffitto distribuiscono il flusso sull’intero corpo e aiutano a smuovere l’aria calda che tende a stratificarsi verso l’alto, soprattutto negli ambienti con soffitti alti.
Resta valido, infine, il vecchio trucco del raffrescamento evaporativo: posizionare una ciotola di ghiaccio o una bottiglia congelata davanti alla ventola abbassa per un breve periodo la temperatura percepita nella zona investita dal flusso, una soluzione utile nelle ore più torride ma circoscritta a uno spazio limitato e di durata ridotta.
Il filo conduttore di tutti questi consigli è la gestione del tempo oltre che dello spazio: tenere persiane e tende chiuse durante le ore di sole diretto e affidare il ricambio d’aria alle fasce più fresche della giornata fa una differenza che nessun aumento di velocità della ventola, da solo, potrebbe mai garantire.