Lensa, l'app che spopola sui social e perché NON dovreste usarla

I bellissimi avatar che stanno spopolando su TikTok, Instagram e Facebook sono creati da un'app chiamata Lensa, ma secondo noi ha un grosso problema.
Lensa, l'app che spopola sui social e perché NON dovreste usarla
I bellissimi avatar che stanno spopolando su TikTok, Instagram e Facebook sono creati da un'app chiamata Lensa, ma secondo noi ha un grosso problema.

Negli ultimi giorni, su TikTok, Instagram e Facebook è esploso un nuovo trend: tutti hanno cambiato la loro foto profilo con una bellissima illustrazione in stile fantasy graphic novel che sembra l’opera di un artista. In realtà è creata da un’app per iPhone chiamata Lensa AI. Avremmo voluto usarla pure noi, ma alla fine abbiamo desistito: a nostro giudizio ha un grosso problema di cui dobbiamo parlare.

In linea di massima, non è una novità assoluta. Alla fine è la solita app che sfrutta l’intelligenza artificiale per generare opere d’arte originali sulla scia di titoli simili come Dall-E o Stable Diffusion. Creata nel 2018 dagli sviluppatori di Prisma Labs, Lensa AI è un editor per foto e video diventato come tanti che però è diventato virale per una specifica funzionalità: i Magic Avatar.

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Cos’è Lensa e Cosa fa

“Lensa è un modo nuovissimo per rendere i tuoi selfie più belli di quanto avresti mai immaginato” sui legge su App Store. “Dimentica i filtri convenzionali e i tool di foto editing. Ti offriamo l’app mobile più semplice, ma anche la più pratica, per perfezionare i tuoi selfie ovunque ti trovi. Quindi, se c’è qualcosa che pensi debba essere corretto nel tuo selfie, ora hai a disposizione questa fantastica e semplice app che ti può aiutare.”

Tra le cose che l’app può fare ci sono le solite cose:

  1. Perfezionare la pelle del viso
  2. Migliorare gli occhi
  3. Regolare lo sfondo di un soggetto
  4. Aggiungere profondità al proprio selfie

Più la creazione di Magic Avatar, cioè di personaggi dall’aspetto molto epico basati sulle proprie immagini e dunque incredibilmente somiglianti al soggetto. Il tutto al costo di un abbonamento annuale da 36,99€ o mensile da 5,49€ al mese, che parte dopo 1 settimana dal periodo di prova.

I Problemi di Lensa

Lensa a nostro giudizio pone alcuni problemi sia per gli utenti, sia per gli artisti/professionisti. Di per sé, creare un Magic Avatar è semplicissimo: basta letteralmente premere un grosso pulsante giallo, selezionare il genere (maschio, femmina, altro) e scegliere 10 o 20 selfie da caricare online (funziona meglio se sei l’unico soggetto ritratto, e non funziona con animali), dopodiché il server si occuperà della creazione delle immagini virtuali basate sul nostro profilo. Una manciata di minuti dopo, 50 immagini in diversi stili e in risoluzione 4K saranno pronte per il download.

Perché ci preoccupa? Perché, sebbene le foto vengano elaborate su Amazon Web Services (AWS) e le immagini originali vengono cancellate entro 24 ore, l’azienda può disporre come crede del tuo volto. Nei termini e le condizioni di Prisma si legge infatti che l’utente si impegna a:

concederci una licenza perpetua, revocabile, non esclusiva, esente da royalty, mondiale, completamente pagata, trasferibile, sublicenziabile per utilizzare, riprodurre, modificare, adattare, tradurre, creare opere derivate e trasferire i contenuti dell’utente, senza alcun ulteriore compenso.

Poi per carità, se ti sta bene che la tua immagine possa essere usata a tua insaputa, magari in abbinamento a prodotti che non apprezzi, e senza guadagnarci nulla, allora il problema neppure si pone. Dopotutto, non tutte saranno perfette, e in alcuni casi saranno presenti oggetti strani o perfino inappropriati (incluse marmitte catalitiche e giocattoli piccanti).

Infine, c’è un’altra questione etica. La funzione “Magic Avatars” di Lensa utilizza il motore Stable Diffusion (SD) e un modello che a quanto pare sembra essere stato addestrato sulle opere di migliaia di artisti inconsapevoli. Ed ecco perché gli avatar generati dall’app hanno questo stile da fumetto/anime: è evidente che l’Intelligenza Artificiale sia stata allenata sul lavoro di autori manga, di fantascienza, fantasy e così via. Ciò ha portato all’accusa di pratiche predatorie da parte degli sviluppatori di questo tipo di app, perché attingono alle opere altrui in modo massiccio senza riconoscere contributi espliciti né remunerazione. E sopratutto, non danno modo a un artista di escludere le proprie opere dal modello di apprendimento. E tu ora cosa farai? Scaricherai e proverai comunque Lensa?

 

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