Google si ispira ad iPhone X: su Android P stessi gesti e funzionalità

All'evento Google I/O di Mountain View, Google ha presentato al mondo Android P, la prossima versione del suo sistema operativo mobile. E le somiglianze con iPhone X sono evidenti.
Google si ispira ad iPhone X:  su Android P stessi gesti e funzionalità
All'evento Google I/O di Mountain View, Google ha presentato al mondo Android P, la prossima versione del suo sistema operativo mobile. E le somiglianze con iPhone X sono evidenti.

Interfaccia

Con Android P, Google introduce ufficialmente il supporto alla Notch -cioè all’intaglio nella parte superiore del display- sui dispositivi Android. I 3 pulsanti di navigazione presenti da tempo immemorabile nella parte bassa dello schermo, invece, spariscono per lasciar spazio a nuovi gesti che sembrano presi pari pari da iOS 11: basta scorrere dal basso verso l’alto visualizzare le app aperte sotto forma di schede, e con un movimento verso destra si salta dall’una all’altra. In pratica, è una variazione sul tema iPhone X: c’è perfino la barra virtuale oblunga in basso al display.

Quando si effettua questa operazione, il sistema mostra anche le app più usate o quelle che probabilmente l’utente vorrebbe usare; in pratica la feature di predizione delle app di Siri, quando effettuate una ricerca su iOS.

Arrivano anche le scorciatoie in stile 3D Touch, che raccolgono in un pratico menu le azioni che interessano maggiormente l’utente in base all’uso che ha fatto delle app in passato; è sufficiente una pressione lunga sull’icona dell’app, come avviene in iOS.

Google Gioca d’Anticipo

Alcune delle feature attese con iOS 12 sono state già introdotte su Android P: in particolare, un impegno maggiore sulla gestione della salute degli utenti, e una nuova Dashboard che mostra quanto tempo avete passato sul telefono o sulle singole app. Che poi è una delle novità che Apple presenterà al WWDC 2018.

Colpi di Genio

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Con Android P arriva anche la funzione Non Disturbare per bloccare notifiche, chiamate, messaggi di testo, notifiche e sveglie. Ma qui c’è l’intuizione geniale: se si pone il dispositivo con lo schermo verso il basso, il Non Disturbare si attiva da solo.

Con Adaptive Battery, Android sarà in grado di anticipare l’uso che l’utente farà del telefono nelle ore successive, e abbassa le prestazioni della batteria fino a quando non ce n’è effettivamente bisogno (+30$% di autonomia); grazie a Auto Luminosità,invece, ricorda (e imposta da sé) il livello di luminosità del display in base alle scelte fatte dall’utente in passato, basandosi su parametri quali l’ora, il luogo e i gusti personali.

Infine, Google ha annunciato anche feature specifiche per gli sviluppatori, come ML Kit che poi è molto simile alle API di apprendimento macchina di Apple chiamate CoreML; un set di funzionalità che consentirà alle app di accedere a funzioni di scansione dei codici a barre, individuazione dei punti d’interesse, risposte intelligenti, riconoscimento del testo, riconoscimento del volto e molto altro.

Intelligenza Artificiale

Ma la vera novità è un’altra; un’interfaccia grafica, tutto sommato, si copia con relativa facilità, e anche emulare dei gesti su un display non rappresenta una grossa complicazione per una società high-tech.

Il terreno su cui si consuma il vero scontro è l’intelligenza artificiale, ed è lì che Apple è indietro. Non sull’hardware, né sul design software (in cui Cupertino semplicemente eccelle), né sull’integrazione dell’ecosistema (altro cavallo di battaglia). I problemi della mela stanno tutti in Siri, e nella sua scarsa utilità.

Grazie agli algoritmi di intelligenza artificiale e il lancio del chip di machine learning TPU 3.0, i dispositivi saranno decisamente più smart:

  • Potranno suggerire frasi intere durante la composizione delle mail, in base al contesto e alle altre mail inviate dall’utente
  • Google Photo imbeccherà l’utente sulle azioni che più probabilmente vuole compiere su ogni foto (es. Immagine sotto-esposta? Android suggerirà di correggerne la luminosità. Individua un amico in una foto? Suggerirà di inoltrarla a quell’utente, e così via)
  • Google Assistant sarà capace di capire se abbiamo finito con lui, dopo una richiesta, oppure se ne abbiamo altre. Resterà in ascolto dei nuovi comandi senza bisogno di ripetere Ok Google ogni volta, grazie alle Conversazioni Continue
  • Google Assistant sarà capace di rispondere a richieste che in includono due comandi diversi
  • Grazie a Pretty Please, Google Assistant corregge i bambini quando non fanno richieste usando “grazie” e “per favore.” Un rinforzo positivo che serve a migliorare la loro educazione
  • La nuova feature Google Duplex consente all’assistente virtuale di effettuare vere e proprie chiamate per effettuare prenotazioni e appuntamenti a nome del legittimo proprietario, con una voce naturale.

Da noi, invece, abbiamo le battute di Siri e le sue storielle; e se le chiedi “dove sono le mie carte d’imbarco” non ha la minima idea di cosa parliamo, anche se la mail con la prenotazione è presente nella posta in Arrivo da mesi. Per dire.

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