Apple Disk II, il floppy drive che trasformò l’Apple II in un computer di massa

Apple Disk II, il floppy drive che trasformò l’Apple II in un computer di massa

Oggi ricorre l’anniversario della messa in vendita del Disk II, uno degli accessori che cambiarono davvero il destino dell’Apple II e lo resero molto più pratico da usare.

Il primo floppy drive per Apple II arrivò sul mercato il 1° giugno 1978 negli Stati Uniti, risolvendo uno dei limiti più evidenti del computer progettato da Steve Wozniak. Fino ad allora programmi e dati passavano dalle cassette magnetiche, lente, scomode e poco affidabili. Con il Disk II, invece, salvare, caricare e gestire software diventò molto più rapido, aprendo la strada a un uso più serio e continuativo del computer Apple.

Dalle cassette al floppy: il limite che frenava l’Apple II

Quando l’Apple II arrivò sul mercato, nel giugno 1977, non era il solito computer da hobbisti visto nei club della Silicon Valley. Aveva una scocca curata, la tastiera integrata, la grafica a colori. Sembrava già pronto per entrare nelle case, nelle scuole, nei piccoli uffici. Però aveva un problema enorme: mancava una memoria di massa davvero pratica. Per caricare e salvare software si usavano le cassette audio. Tempi lunghi, errori frequenti, tentativi da rifare.

Una pazienza che oggi sembra archeologia informatica. In quella fase, mentre il personal computer cercava ancora di convincere il grande pubblico, quel limite pesava parecchio. Il floppy disk da 5,25 pollici, introdotto da Shugart Associates dopo i primi modelli IBM da 8 pollici, offriva una soluzione più semplice. Più rapida. E soprattutto più adatta a un computer che voleva uscire dalla nicchia.

La corsa di Wozniak e Wiggington: due settimane per arrivare al CES

Secondo quanto raccontato da Steve Wozniak nella sua autobiografia iWoz, fu Mike Markkula, primo investitore di Apple e poi amministratore delegato, a insistere per un drive pensato apposta per l’Apple II. Il ragionamento era diretto: con un sistema migliore per salvare e caricare i dati, il computer sarebbe diventato più utile. E quindi più facile da vendere. Wozniak voleva andare al Consumer Electronics Show di Las Vegas; Markkula, ha ricordato, gli avrebbe dato il via libera a una condizione: arrivare con il prototipo pronto.

Così, alla fine del 1977, Wozniak chiamò Randy Wiggington, uno dei primissimi dipendenti Apple, conosciuto nell’ambiente dell’Homebrew Computer Club. Lavorarono durante le vacanze di Natale, tra giornate tirate e pasti presi da McDonald’s. Wiggington si fermò il 25 dicembre. Wozniak, invece, continuò. “Era una conquista da nerd di cui eravamo orgogliosi”, avrebbe poi raccontato Wiggington al giornalista Luke Dormehl. A Las Vegas non mancò il brivido: nel tentativo di fare una copia di sicurezza, il disco dimostrativo venne cancellato. Poi, però, la presentazione andò in porto.

Prezzo, margini e successo: così il Disk II cambiò Apple

Il Disk II arrivò sul mercato insieme ad Apple DOS, il primo sistema operativo ufficiale della società, e rese l’Apple II una macchina molto più completa. Non era un semplice accessorio. Permetteva di avviare i programmi più in fretta, gestire i dati con meno rischi e pensare a usi professionali più concreti. Anche il prezzo racconta bene la Apple di quegli anni. Secondo le ricostruzioni storiche, il drive usava componenti per circa 140 dollari, ma veniva venduto a 495 dollari in prenotazione e poi a 595 dollari. Un margine largo, pur restando competitivo rispetto agli altri floppy drive dell’epoca.

Per Apple fu una lezione commerciale destinata a contare molto negli anni successivi. Il progetto segnò anche la fine di una stagione più artigianale: come Apple-1 e Apple II, anche il Disk II era nato quasi tutto dalle mani di Wozniak, con un gruppo minuscolo attorno. Dopo, l’azienda avrebbe lavorato sempre più con team organizzati. Il floppy, intanto, sarebbe rimasto nel mondo Apple per vent’anni, fino al primo iMac del 1998, che lo lasciò fuori dalla sua scocca colorata. Una scelta diversa, ma figlia della stessa idea: eliminare ciò che rende più difficile usare il computer ogni giorno.

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