App Store, ecco come Apple vi costringerà a spendere di più per le app

Apple tira le orecchie agli sviluppatori: basta con i pagamenti una tantum; ora si passa alle app in abbonamento. Ma per gli utenti è una mezza fregatura.
App Store, ecco come Apple vi costringerà a spendere di più per le app
Apple tira le orecchie agli sviluppatori: basta con i pagamenti una tantum; ora si passa alle app in abbonamento. Ma per gli utenti è una mezza fregatura.

Aggiornamento del 12 settembre 2018

Apple ha introdotto grosse novità per gli sviluppatori dell’App Store che avranno ripercussioni anche sugli utenti, nel bene e nel male. Detta brutalmente: le applicazioni paga-una-volta-e-usa sono morte, il futuro sta negli abbonamenti. Così ha deciso la mela.

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Tra le novità lanciate negli anni scorsi, c’erano le pubblicità per le ricerche su App Store, le condizioni di pagamento degli sviluppatori e i nuovi incentivi per passare al modello degli abbonamenti.

In pratica, da due anni a questa parte, a Cupertino hanno iniziato a diffondere il meccanismo dell’abbonamento su tutte le categorie dell’App Store, mentre fino a poco tempo fa era disponibile esclusivamente per le news, i servizi Cloud, le app di dating e lo streaming audio/video. “Ora apriremo questa possibilità a tutte le categorie di app,” disse a suo tempo Phil Schiller,“e ciò include anche i giochi, che è una categoria gigantesca.”

E per ottenere lo scopo, è stata modificata la ripartizione dei guadagni; prima la suddivisione era 30% ad Apple e 70% agli sviluppatori; ora invece, gli abbonamenti che durano più di un anno verranno remunerati con un 15% in più di proventi, portando così all’85% il revenue share. E intendiamoci, per i piccoli sviluppatori indipendenti è una manna dal cielo, ma un po’ meno per noialtri.

È chiaro infatti che sempre più app (costose, poco costose o gratuite) abbandoneranno gli Acquisti In-App per passare armi e bagagli al nuovo sistema, che potrebbe rivelarsi parecchio oneroso per l’utente finale. 1 Euro al mese per due o tre giochi che amate rischiano pesare più del dovuto sul bilancio annuale.

C’è un contentino per gli utenti, comunque. Ogni volta che il prezzo dell’abbonamento mensile aumenta, la nuova interfaccia dell’App Store mostra immediatamente gli strumenti per la disdetta. Ciò dovrebbe impedire gli abusi e le fluttuazioni incontrollate.

E ora le cose stanno subendo un’accelerazione. In queste ore, Apple ha pubblicato un video sul portale sviluppatori in cui spiega i benefìci degli abbonamenti sugli acquisti una tantum. Questo significa che prima o poi praticamente tutte le app saranno gratuite ma con un abbonamento mensile/annuale per lo sblocco delle funzionalità; perfino gli Acquisti In-App sono roba del passato.

Il vantaggio, per gli sviluppatori, è di avere predizioni più accurate sul fatturato e la possibilità di gestire meglio gli investimenti; per Apple è una manna dal cielo, perché le consente di ricevere l’obolo a vita e non solo al primo acquisto, senza contare che il mercato smartphone è saturo e per forza di cose -se vuole continuare a crescere- il fatturato della mela deve spostarsi sui servizi. Per l’utente medio, l’unico vantaggio è di potersi godere un’app in evoluzione, perennemente aggiornata; ma dal punto di vista economico, e scusate la franchezza, è una sonora fregatura.

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