Addio al MacBook Pro 17"?

Secondo l'analista Ming-Chi Kuo, il MacBook Pro da 17" non risponde più alle esigenze del pubblico, e per questa ragione Apple potrebbe decidere di cessarne la produzione.
Addio al MacBook Pro 17
Secondo l'analista Ming-Chi Kuo, il MacBook Pro da 17" non risponde più alle esigenze del pubblico, e per questa ragione Apple potrebbe decidere di cessarne la produzione.


Ming-Chi Kuo, lo stesso analista KGI Securities del rumor sull’iPhone 5 più sottile, ha rilasciato un altro resoconto secondo cui Apple potrebbe presto essere portata a tagliare il MacBook Pro 17″ dalla propria offerta di portatili. Le vendite fiacche lo renderebbero infatti poco remunerativo.

Se è vero che il destino del MacBook Pro è di somigliare sempre più all’Air -e quindi, in generale, agli ultrabook-, allora il modello da 17″ d’improvviso appare goffo e un filo démodé:

Il business Mac di Apple nel Q2 2012 crescerà per diversi fattori, tre dei quali sono (1) Mountain Lion con le sue feature iOS, nonché le funzioni d’interazione con Apple TV, in arrivo a giugno; (2) l’aggiornamento ad Ivy Bridge; (3) la domanda back-to-school. Prevediamo che Apple venderà 5,32 milioni di unità Mac (+28,5% rispetto al trimestre precedente e +35,2% rispetto all’anno prima) nel secondo trimestre 2012, e ciò costituirà uno dei pilastri della crescita.
Ma prediciamo anche che Apple tirerà fuori un nuovo modello di MacBook agli inizi del terzo trimestre del 2012; un computer che, legando assieme prestazioni e portabilità, fonderà i vantaggi del MacBook Air e del MacBook Pro.

Il problema è a monte. Dei 3,1 milioni abbondanti di portatili che si stima Cupertino abbia commercializzato nei primi mesi dell’anno, circa la metà è costituita da comuni MacBook; il restante milione e mezzo, invece, deriva in massima parte dai MacBook Pro da 13″; di modelli da 15″ non se ne commercializzeranno più di mezzo milione ma coi 17″ si arriverà a malapena a 50.000.

Una bella differenza rispetto, per esempio, al MacBook Air col suo 1,1 milione di macchine piazzate, suddivise in parti uguali tra 11″ e 13.” Il futuro, conclude Kuo, è sottile e leggero; e non appena le memorie allo stato solido saranno sufficientemente capienti e diffuse, sostituiranno definitivamente hard disk e unità ottiche.

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