
Alcuni non hanno preso del tutto bene la notizia che la loro storica applicazione preferita per usare Twitter da iPhone - Tweetie - sarà disponibile a breve in una nuova versione 2.0, ma a pagamento per tutti.
Gli sviluppatori si difendono col sostenere che l’aggiornamento include talmente tante novità da giustificarne il costo per l’utente, che sarà pari a quello che hanno già pagato per la prima versione di Tweetie. E aggiungendo che non è possibile far pagare per un aggiornamento all’interno di App Store.
La faccenda, in sostanza, però, mostra un difetto dell’App Store, pur effecientissimo per tanti altri versi: non è possibile, per chi venda app, stabilire un prezzo di aggiornamento. Si può solo o vendere un’app aggiornata come se fosse nuova, oppure continuare ad upgradarla gratuitamente.
E’ un fatto particolarmente curioso, visto che dall’iPhone OS 3.1 è possibile effettuare addirittura acquisti all’interno delle applicazioni, come delle armi supplementari nei videogiochi, ad esempio.
iCursor
01 ott 2009 - 13:48 - #1Bisognerebbe boicottare queste iniziative non comprando Tweetie ed utilizzare altre valide alternative come Twitterrific.
-teo-
01 ott 2009 - 13:51 - #2Curioso ma era stato chiarito quando è stato annunciato il 3.1.
Porprio per tutelare gli utenti che acquistano applicazioni a un certo prezzo o gratuite per poi non trovarsi addebiti in caso si dica da iTunes “Esegui tutti gli aggiornamenti”.
-teo-
01 ott 2009 - 13:54 - #3“Bisognerebbe boicottare queste iniziative non comprando Tweetie ed utilizzare altre valide alternative come Twitterrific.”
Non sono daccordo. Chi sviluppa, ha il diritto di far pagare per il proprio lavoro. Certo, se di novità si tratta.
Io boicotto quei programmi che ai minor upgrade tagliano volutamente la compatibilità o in qualche modo ti costringono ad aggiornare.
Tinny
01 ott 2009 - 14:10 - #4credo apple abbia previsto questo per evitare che una volta acquistata un’app si continuasse a pagare.. in effetti con questo concetto l’in-app upgrade non c’entra molto… un aggiornamento potrebbe benissimo essere visto come un in-app upgrade concettualmente..
Segnale007
01 ott 2009 - 14:18 - #5Non temete, sara` a breve disponibile gratuitamente su apollous …
twodimensionalme
01 ott 2009 - 14:29 - #6Io non ci trovo nulla di così strano, a meno che non vi dispiaccia che l’App Store è intasato di applicazioni.
Voglio dire, gli aggiornamenti sono, per definizione, gratuiti su App Store, mentre le nuove applicazioni possono essere vendute gratuitamente o ad un prezzo prefissato.
Che problema c’è da parte di Tweetie nell’aggiungere una nuova applicazione su App Store e farla pagare quanto vogliono?
In fondo un utente è tanto libero di scegliere se aggiornare il software come di acquistarne di nuovo. Se ti soddisfaceva il vecchio Tweetie ti tieni quello, altrimenti acquisti la nuova versione.
Mi sembra quasi come se ci volessimo aggrappare alla definizione di “applicazione” ed “aggiornamento”.
Chi se ne frega se ciò che stiamo installando è una nuova applicazione o un aggiornamento a pagamento sotto forma di applicazione, l’importante è che uno è libero di scegliere se acquistare o no.
Credo che ci sarebbero molte più persone pronte a lamentarsi se Tweetie le facesse “sentire in obbligo” di aggiornare la nuova versione a pagamento.
macwork
01 ott 2009 - 14:32 - #7@-teo-
concordo con te!
Sviluppare un’applicazione richiede tempo e impegno e lo sviluppatore è giusto che venga remunerato per il proprio lavoro… specie quando vengono questi solo pochi € se non addirittura centesimi di €
Le regole di AppStore sono chiare in merito (lo dico perchè essendo sviluppatore me le sono imparate come la Bibbia :-) prima di pubblicare) a cosa si può far pagare e cosa no. Ovvero è possibile far pagare solo una nuova versione del software e non tutti gli aggiornamenti minori o i bugfix alla versione “in corso”.
A mio avviso è un criterio corretto perchè, fintantochè io propongo solo ritocchi estetici od organizzativi per la mia app, ha poco senso che faccia pagare l’utente per quella che è solo una rifinitura. Quando invece decido di introdurre funzionalità non presenti nel progetto originale della mia app, allora si tratta di dedicarsi molto più a fondo al codice e, alla fine, ho prodotto una nuova versione da cui mi piacerebbe anche trarre un minimo di ritorno economico.
A chi dice che bisogna boicottare… guardate che tutti noi che sviluppiamo lo facciamo sì per passione (perchè la cura e la filosofia di Apple nei prodotti sa essere anche una grande fonte di ispirazione), ma non andiamo a fare la spesa al supermercato con idealismo e filosofia e, ogni tanto, possiamo anche decidere di rilasciare una app gratuitamente ma… non può essere sempre così.
ciri
01 ott 2009 - 14:42 - #8Dite agli sviluppatori di Tweetie che la Apple ha introdotto l’in-app purchase proprio per questo motivo, per far pagare le features in più.
Helix
01 ott 2009 - 16:04 - #9Secondo me, l’impossibilità di aggiornamenti a pagamento è stata scelta per evitare comportamenti scoretti, tipo continui upgrade non gratuiti, magari anche non rilevanti… Quelli di Tweetie potevano sviluppare un sistema col quale rimborsare un tot dell’acquisto della nuova versione agli utenti che possiedono già l’applicazione, nel caso in cui l’in-app upgrade non sia possibile, insomma un modo lo trovavano se volevano…
TheEagleOfMetal
02 ott 2009 - 10:06 - #10io non sono daccordo con il pagamento per l’aggiornamento, se ci sono cosi tante novità allora creare un app diversa e lasciare scegliere agli utenti non sarebbe una brutta idea(lo dico da programmatore so cosa vuol dire mettere passione in un progetto digitale e vederlo prendere forma ^^). tra un po mi butterò pure io nella programmazione per iphone non ne posso + di questo lavoro stressante XDDDDDD