
L’attenzione di Apple verso qualunque cosa riguardi il mondo dei torrent e del peer-to-peer - che però passi per iPhone - incalza di giorno in giorno.
La notizia di oggi è che allo sviluppatore di Trackr, una nuova applicazione per la gestione dei feed RSS su iPhone, sarebbe stato intimato da parte di Apple di rimuovere dall’applicazione delle funzionalità. Quella di tracciare RSS di ricerche torrent da siti tracker (come Pirate Bay), e quella di gestire le code di scaricamento di altre applicazioni. Pena la mancata pubblicazione di Trackr sull’App Store.
David Muzi ha spiegato poi sul suo blog come, grazie alla tempestiva disabilitazione di quelle feature, da oggi potremmo essere in grado di installare comunque la sua applicazione.
Menestrello
15 mag 2009 - 17:53 - #1Che bello App Store!
(Xanderoby)
15 mag 2009 - 18:47 - #2Da quando Torrent e P2P sono illegali?!
Sarebbe come rendere illegale l’omosessualità.
macwork
15 mag 2009 - 19:00 - #3Siamo realisti,
sicuramente i singoli dipendenti di Apple avranno fatto le loro “scorrerie” alla ricerca di torrent e quant’altro, perciò magari anche a loro, come individui, finiranno per sorridere davanti ad alcune scelte dell’azienda…
Qui però si tratta di legalità e, per quanto sia vero che via torrent circola anche del materiale legittimo (iso di linux o openoffice ad esempio) nel 90% dei casi, tralasciando le ipocrisie e le filosofie, semplicemente non è così.
A questo punto Apple, come azienda che gestisce e giudica il materiale di AppStore, non può dare l’idea di tollerare applicazioni che, tra le loro funzionalità, ne hanno alcune che permettono l’accesso a materiale illegale.
La cosa è semplice imho… RIAA e compagnia bella potrebbero chiedere conto ad Apple sul perchè, in qualità di garante del materiale distribuito, Apple abbia dato l’ok alle applicazioni X e Y…
Evitiamo le solite sterili polemiche da bar dello sport sulle “limitazioni” imposte da Apple… si tratta di non restare coinvolti in azioni legali.
Come dice il post infatti, non è stata rimossa l’app (segno che il resto del funzionamento è stato valutato positivamente) ma è stato richiesto di inibire le funzionalità che permettono usi illegali
brewis78
15 mag 2009 - 21:27 - #4@Xanderoby: da quando milioni dipersone abusano di un protocollo per scaricare materile protetto, violando leggi sul copyright per un’azienda come Apple (che non ha interessi in questo al momento) è più facile imporre la rimozione di tutto, invece che cercar di capire cosa vine scambiato “legalmente” e cosa no. Molti meno problemi così.
Poi possiam nasconderci dietro la storia che il torrent si usa per scambiarsi le proprie foto delle vacenze..
Il paragone più corretto (visto che non capisco il nesso ocn l’omossessualità) sarebbe questo:
Sulle autostrade (il torrent) milioni di persone corrono a velocità folli. Una minima percenutuale invece rispetta il codice della strada. La situazione non è controllabile, quindi fino a quando non lo sarà vietio l’accesso all’autostrada ai miei figli (i clienti AppStore)
(Xanderoby)
15 mag 2009 - 22:05 - #5brewis: per quanto riguarda il paragone con l’omosessualità, il concetto è “alcuni lo trovano abbietto, ergo lo vietano pur non essendo di per sé illegale”, e mi pare ci stia tutto.
Vietare l’autostrada ai tuoi figli è un modo alquanto discutibile di mantenerli al sicuro, specie perché non puoi materialmente impedir loro d’imboccarla (Cydia & co.).
macwork e brewis78: al momento la posizione di Apple, accettando l’applicazione col supporto torrent, sarebbe anche meno equivoca di quella Google. E se RIAA e soci non vincono in causa contro Google difficilmente potranno vincere con qualsivoglia altro utente, a meno di ingenti bustarelle a politici nazionali ed internazionali.
worm
16 mag 2009 - 05:05 - #6@brewis78: ho un nesso migliore: la masturbazione. un tempo era illegale, ma tutti la praticavano e la società, alla fine, non ha potuto fare altro che adattarsi.
Mah
16 mag 2009 - 09:37 - #7Ne ho uno che è ancora meglio: i paragoni del cavolo!! Non piacciono a nessuno, eppure tutti continuiamo a scriverli!
Ammazzalitutti
16 mag 2009 - 18:06 - #8Io scarico da siti come Rapidshare, Megaupload e co. Che facciamo, eliminiamo Safari dall’iPhone?
Mamma mia che pena.
macwork
16 mag 2009 - 18:39 - #9@ammazzalitutti
Tra Safari e l’app in questione c’è una differenza semplice ma tale da fare la differenza. Safari Mobile non permette di scaricare nulla (nemmeno quando sarebbe comodo :-) ) nè di catalogare i feed RSS…
E’ una sottigliezza certo, ma è più che sufficiente per, all’occorrenza, per differenziare le funzionalità specifiche delle 2 applicazioni. La prima ti fa accedere ai contenuti presenti su internet, senza distinzione ma anche senza l’intenzione di filtrarne di “particolari”, la seconda invece sì.
Nell’app presentata all’origine c’era un “pizzico” di intenzionalità nell’ottenere determinati risultati, quindi come ho scritto sopra, Apple come giudice dei contenuti deve (cercare di) essere attenta a queste cose.
Può piacerti oppure no, ma rimane poco da filosofeggiare in questa scelta di Apple.
brewis78
18 mag 2009 - 09:11 - #10Invece che fare stupide guerre di “religione” sulla legalità o meno dei torrent (mi pare cmq che a prescindere dalle idee personali ci siano delle leggi rendono il 98% materiale reperibile attraverso torrent illegale) mi pare evidente che Apple non voglia avere “rogne” o fastidi di qualunque tipo, quindi essendo SUO lo store chiede gentilmente (almeno per ora) di rimuovere funzioni che potrebbero portare a questi fastidi.