
Nei poco più di due mesi di vita di App Store sono balzati agli onori delle cronache almeno due rifiuti per applicazioni di terze parti.
Per quanto fosse tutto già scritto in partenza, nei contratti tacitamente accettati dagli sviluppatori, questa condotta ha esposto Cupertino ad una pioggia di critiche, soprattutto quando non è stata permessa la distribuzione di programmi che avrebbero garantito agli utenti nuove funzioni non originariamente previste (come il tethering) e non gradite dai partner di Apple.
Anche la scarsa trasparenza delle comunicazioni tra developer e team di verifica hanno causato malumori e, a quanto pare, il mal di pancia non è destinato a passare in fretta.
L’ultimo capitolo di questa vicenda è rappresentato da una modifica fatta da Apple alle mail di comunicazione con gli sviluppatori, in cui ora è esplicitata la clausola di non divulgazione (NDA).
Questa clausola che, va detto, ha accompagnato fin dall’inizio le suite di sviluppo distribuite, viene ora fatta presente in maniera più evidente, per ricordare che anche i motivi di rifiuto e le comunicazioni con lo staff ne fanno parte.
Tralasciando fin da subito qualsivoglia considerazione sulla libertà (che non c’entra nulla, visto che stiamo parlando di contratti commerciali tra soggetti privati), rimane sempre in primo piano una considerazione che abbiamo fatto fin dagli esordi di App Store: il successo di una piattaforma (concetto al quale OS X Mobile ha dimostrato di aspirare fortemente) dipende pesantemente dall’ampiezza, dalla salute e dalla soddisfazione dell’ecosistema che lo circonda. Un ecosistema fatto prima di tutto dagli utenti, ma anche dagli sviluppatori.
Fino ad ora questi ultimi sono stati premiati da numeri di vendite a detta di molti strabilianti, ma per creare un rapporto di lunga durata occorrono fiducia e chiarezza.
.me
24 set 2008 - 08:25 - #1ecco, il problema è invece che la libertà c’entra sempre, ma finchè qualcuno la penserà diversamente, ci sarà chi ne subisce il danno
lucadeejay
24 set 2008 - 08:27 - #2Salve,
parlo come utente Apple da poco affascinato da stile e usabilità dei suoi prodotti. Sono un’utente dell’ultim’ora (è da poco più di u anno che compro Apple), malgrado questo però in un lasso di tempo così breve ho già acquistato parecchio (ho riconvertito al 90% il mio studio video) quindi xsere, raid, mac pro, mac book pro. Spinto dall’irrefrenabile fascino dei prodotti della mela ho addirittura messo un’ appleTV in salotto (che va a meraviglia, una volta patchata) e cambiato il mio router con l’airport extreme.
Tutto funziona bene, tutto fa quello che deve fare nel modo più semplice.
Da qui a prendere anche gli iphone il passo è breve.
Il telefono va bene funziona in modo ottimale con la suite di leopard (mail, ical, rubrica, etc) è pure un ipod e mi consente di portare con me le ultime realizzazioni video o le demo.
Però mi manca qualcosa .. è vero vengo da WM prima il 5 poi il 6, non riesco a trovare tutti i SW che rendevano il mio vecchio HTC tanto utile a lavoro, allora che ho fatto?
Ho fatto il jailbreak, operazione semplice e veloce, adesso ho mms, registrazione video, blacklist, posso scaricare file da safari, inventassero anche un plug-in flash per safari sarebbe perfetto e non mi farebbe in nessun caso rimpiangere WM.
Quindi il mio consiglio è di fare il jailbreak, avrete molte più applicazioni, l’iphone funziona come prima con itunes e appstore e tornare alla versione ufficiale è semplice come un ripristino.
Lock
24 set 2008 - 08:44 - #3concordo con lucadeejay. in fondo sbloccarlo non significa essere pirati o dover per forza di cosa scaricare le applicazioni crackate. io vedo questa operazione come la possibilità di installare utilities e programmi che Apple non accetta sullo Store. eh cavolo! l’iPhone è mio e cosa ci installo lo decido io (hmmm… suona un po’ come la cosa dell’utero). ;P
Milko
24 set 2008 - 09:05 - #4La politica seguita da Apple è sempre più o meno la stessa. E’ risultata nettamente vincente (per loro) in passato per la musica ed è, per ora, vincente anche per le Apps. Dico per ora perchè in pratica non ha concorrenti con la stessa “potenza di fuoco”. Ieri invece è stato annunciato il G1: il tutto (telefono e piattaforma) mi sembra ancora abbastanza immaturo ma il modello proposto è differente e questa volta dietro c’è Google (e non la solita “ops, abbiamo sbagliato strategia” Microsoft). Chissà che una sana competizione all’americana non porti Apple a rivedere alcune cose e porti benefici a noi utenti! Vedremo come va a finire
daniglue
24 set 2008 - 09:06 - #5Bell’articolo.
Analisi matura e realista.
iSimone
24 set 2008 - 09:39 - #6La qualità delle applicazioni presenti su App Store è determinante per il successo dello Store stesso soprattutto in fase iniziale.
Chiaro che se nessuno filtrasse le applicazioni in meno di una giornata lo Store si riempirebbe di finte applicazioni che servono per farti telefonare in capo al mondo allo scopo di estorcere denari, applicazioni pornografiche, applicazioni che “telefonano a casa”, ecc… insomma, sarebbe la manna di tutte gli aspiranti al titolo di banda bassotti della rete.
Ci vuole un controllo super partes.
Però quello che stà facendo Apple è scorretto perché scarta applicazioni sulla base di interessi privati. Ovviamente un’azienda ha il sacrosanto diritto di difendere il proprio reddito e Apple questo lo può e lo deve fare anche nei confronti di tutti i propri investitori. Il rovescio della medaglia è l’insoddisfazione che prova il cliente finale quando sullo store non trova o viene rimossa un’applicazione di cui avrebbe bisogno.
Come fare per risolvere il problema? Secondo me è abbastanza semplice e la strada si è già sviluppata da sola: il jailbreak.
Questa soluzione, che inizialmente sembrava un problema per Apple, si sta rivelando una fortuna: Apple può continuare a dare qualità (intesa secondo Apple) allo Store che quindi sarà sicuro, funzionante, perfetto. Tutti quelli che sentono la necessità di qualcosa di più ricorreranno alla soluzione più fai-da-te del jailbreak.
Salvato capra e cavoli.
Inciampando sulle Acque
24 set 2008 - 10:24 - #7È vero, forse non è una questione primariamente di libertà, però…
Ok, è comprensibile voler escludere dall’AppStore le applicazioni “sconvenienti” (v. PullMyFinger) anche se non capisco perché, nello stesso momento, vengono permesse canzoni explicit su iTS.
È comprensibile anche l’intenzione di limitare il parco applicazioni così da non averne 154 bene o male uguali. Qui, però, sorge già la domanda: se, a logica, si dovesse scegliere di tenere la migliore tra le 154, su quale base si deciderebbe? E chi garantisce che continuerà ad essere la migliore? Troverei più sensato lasciarle tutte 154, far pagare un canone annuale così da togliere chi ha interrotto lo sviluppo, e gli utenti decideranno quale sarà la migliore. Punto di vista personale.
Come ho detto, trovo più o meno tutto comprensibile, ma non il fatto che il rifiuto da parte di Apple debba andare sotto l’NDA. Questa è davvero una caduta di stile che mostra come Apple si sia resa conto di aver passato il segno, ma invece di tornare sui suoi passi preferisce mettere a tacere chi, in maniera civile, non è d’accordo.
Non è un discorso sulla libertà, ma sull’utente. Se gli sviluppatori devono seguire (alla lettera) le linee guida di Apple per poi sentirsi rifiutare l’applicazione (v. Podcaster) mentre una marea di altre applicazioni ricevono un trattamento completamente differente, chi ci perde siamo solo noi. Noi che avremo 20 calcolatrici ma non un programma come Podcaster, noi che potremmo avere un’ampia scelta tra applicazioni simili in modo da poter decidere quale è e sarà la migliore.
iSimone
24 set 2008 - 10:53 - #8@Inciampando sulle Acque
Sul fatto della scelta c’è da discutere… App Store sostanzialmente è un negozio e come tale mette nei propri scaffali quello che vuole. Non trovi niente di tuo gradimento? Cambia negozio. Questo è il problema… non ci sono altri negozi di software per iPhone o iPodTouch.
Suggerirei alle software house coinvolte in problemi di questo tipo di mettere su un sito con i vari software per dispositivi sbloccati. Un Apple Store parallelo a tutti gli effetti.
Solo vedendo aumentare il numero di download dal sito parallelo a discapito del proprio Store Apple cambierà strategia.
Quanto a questa affermazione: “Questa è davvero una caduta di stile che mostra come Apple si sia resa conto di aver passato il segno” non sono d’accordo.
Credo che Apple non creda di aver passato il segno, mi sembrano proprio convinti, invece, che la strada intrapresa sia giusta. Hanno un negozio on-line e ci vendono quello che vogliono loro. Guai agli sviluppatori se sbandierano ai quattro venti le dispute in corso. Non ci vedo niente di strano e niente di nuovo. Succede anche con l’hardware che passa sullo store Apple.
Una cosa è certa: l’App Store non è web 2.0 anche se si possono commentare le applicazioni.
(Xanderoby)
24 set 2008 - 11:54 - #9@ iSimone: cioè suggerisci ad aziende serie di metter su un mercato nero per sviluppare una piattaforma che resta interesse esclusivo di Apple?!
Sai che ti risponde un’azienda seria?
“Crepa tu e la tua piattaforma.”
Certe aziende pagano già il pizzo Microsoft, volenti o nolenti, per restare sul mercato.
Tu gli consigli di metter su un mercato nero per far concorrenza a Scarface..
Non so, bisogna aver il callo del bondage..
Se Apple farà (con le sue forze e con le schiene di piccoli sviluppatori masochisti) di iPhone una piattaforma concorrente allora le altre aziende, per forza di cose, prenderanno in considerazione anche di pagarle il pizzo, pur di far introiti; altrimenti “muoia Sansone con tutti i filistei “
Pio Alt
24 set 2008 - 11:55 - #10La libertà è garantita dalle leggi e non dai contratti che le sono sottoposti.
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………..”Tralasciando fin da subito qualsivoglia considerazione sulla libertà (che non c’entra nulla, visto che stiamo parlando di contratti commerciali tra soggetti privati)”…………
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Se vuoi tralasciare la libertà parliamo di legge, la legge dice che un contratto tra privati non può prevedere qualsiasi condizione, le clausole vessatorie sono nulle (se non sottoscritte espressamente) e i contratti non possono andare contro la legge.
Se poi gli americani hanno delle leggi che non tutelano la libertà individuale contro lo strapotere dei contratti privati sono difetti loro, che io non sono tenuto a riconoscere.
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…………”sacrosanto diritto di difendere il proprio reddito e Apple questo lo può e lo deve fare anche nei confronti di tutti i propri investitori.”……………
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Però non puo farlo vessando i clienti, ci sarà in america una legge che difendi i clienti dallo strapotere commerciale? Non lo so, ma dire che apple ha il diritto di farlo mi sembra sbagliato.
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Come è possibile che si continui a considerare lecito tutto ciò che è sottoscritto? come è possibile che si continui a considerare lecito un monopolio? come è possibile che si ragioni come 100 anni fa? la civiltà occidentale è arrivata a determinare la necessità di un equilibrio economico tra i poteri forti e quelli deboli. Non si dovrebbe accettare di arretrare solo per simpatia verso una multinazionale che fa bei prodotti ma li commercializza secondo una politica infame!
Inciampando sulle Acque
24 set 2008 - 12:14 - #11@iSimone
Vedi, se davvero Apple ritenesse di essere dalla parte della ragione, non avrebbe motivo di censurare (è questo che sta chiaramente facendo) le proteste di chi si è trovato l’applicazione rifiutata. Si mette a tacere ciò che potrebbe far danni, che vantaggio si avrebbe dallo zittire qualcosa che non fa né bene né male?
[QUASI OT]
IMHO Apple sta pagando lo scotto di essere scesa prematuramente con l’iPhone. Già dal primo doveva essere presente lo store delle webapps e la possibilità di salvarle nelle pagine delle applicazioni. Doveva fin da subito rendere disponibile un framework decente in JavaScript per permettere la creazione delle webapps e l’SDK solo per applicazioni che non potevano essere create via web. C’erano già state delle belle creazioni via web e fatte meglio le cose, forse, poteva davvero rivoluzionare completamente il mercato (una rivoluzione l’ha fatta, per carità, ma poteva essere un botto molto più potente). Tutto questo IMHO e anche un po’ OT. ;)
Trollone
24 set 2008 - 13:45 - #12http://www.alleyinsider.com/2008/9/renegade-iphone-podcaster-developer-neutered-by-apple-headed-to-google-s-android
iSimone
24 set 2008 - 15:46 - #13@Pio Alt
Sul sacrosanto diritto di scegliere cosa vendere e cosa no…
Di questo si tratta e non c’è legge che tenga, se io non voglio vendere un’applicazione sul mio negozio non la vendo e basta. Credo sia piuttosto semplice e, presumo, lecito. Prendiamo ad esempio le applicazioni di carattere pornografico espressamente vietate dalla licenza della SDK… perché? Cioè, mica fa male a nessuno un po’ di porno mentre si è in treno… eppure Apple sceglie di non vendere tali applicazioni, è una scelta che personalmente condivido anche se si tratta sempre di “censura”.
In futuro io, consumatore, non mi servirò più di quel negozio se non mi aggrada. Viceversa se risponde alle mie aspettative diventerà un posto fisso dal quale passare per l’acquisto di applicazioni. Il problema qui è che non c’è concorrenza… c’è solo un negozio. E questo diventa un grosso problema.
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“Come è possibile che si continui a considerare lecito tutto ciò che è sottoscritto? come è possibile che si continui a considerare lecito un monopolio? come è possibile che si ragioni come 100 anni fa?”
La risposta è semplice: l’App Store non è un innovazione. Ovvero, lo è perché permette di acquistare software on-line ma è il vecchio negozio di 100 anni fa. Apple, in fondo, è una grande compagnia che vende da sola, vende quello che vuole e come vuole. Trova clienti lo stesso e nel farlo è molto brava. Ma segue regole di mercato che gli altri non possono più permettersi di seguire. Forse anche Apple, allargando il mercato, dovrà finire per diventare più “aperta” e sottostare alla pressione dei clienti che vorranno più libertà nelle applicazioni. Ma credo che i clienti “liberi” si orientino sul futuro Android. iPhone è tutto fuorché libero nelle intenzioni di Apple… poi c’è il Jailbreak che rende tutti felici.
@(Xanderoby)
Forse ho esagerato un pochino… volevo solo dire che l’unico modo per scalfire la corazza di Apple è la concorrenza; dopotutto il link di Trollone punta proprio in questa direzione. Benedetto Android che promette di portare un po’ di concorrenza ad iPhone… ma ci vorranno ancora un paio d’anni, nel frattempo Apple la farà da padrona, e che ci vuoi fare? Si sono svegliati per primi… A me non piacciono le posizioni di monopolio, ma esistono e chi vuol cavalcare l’entusiasmo del mercato per le mobile-apps farebbe bene a prenderne atto.
Lone Wolf
24 set 2008 - 16:10 - #14Mi sa che qualcuno alla Apple farebbe bene a rivedersi lo spot del 1984…
Alla faccia del ‘Think Different’!
iSimone
24 set 2008 - 16:27 - #15@Lone Wolf
questa merita un +1