Il CEO di Beats parla di Jobs e degli abbonamenti musicali

Jimmy-Iovine

In una intervista concessa a AllThingsD, il CEO di Beats Electronics Jimmy Iovine ha confessato di essere al lavoro per lanciare al più presto un nuovo sito di musica online in abbonamento. E nel mentre, si è lasciato andare a qualche retroscena di quando circuì Steve Jobs per proporgli il servizio.

Sulla novità in sé, Iovine mantiene il massimo riserbo, ma in questo caso è il contorno che interessa a noialtri. Il tutto è accaduto nel lontano 2003, quando iTunes approdava su piattaforma Windows e quel che conoscevamo come iTunes Music Store debuttava ufficialmente:

Nel 2002-2003, Doug [Morris, ex capo di Universal Music] mi ha chiesto di andare da Apple ad incontrare Steve. Così ci siamo incontrati ed è stata subito intesa. Eravamo davvero vicini. Abbiamo anche fatto del bel marketing assieme: 50 Cent, Bono, Jagger, roba per l'iPod; abbiamo fatto un sacco di cose assieme.
Ma continuavo a fare pressioni su Steve per convincerlo con gli abbonamenti. Ma su questo non concordava granché. Luke Wood [co-fondatore di Beats] ed io abbiamo passato tre anni a tentare di convincerlo. Talvolta sembrava d'accordo, altre no; non voleva pagare a sufficienza le etichette. Sentiva che prima o poi avrebbero ceduto.
Non so cosa direbbe Eddy Cue -lo incontrerò presto- ma credo che alla fine Steve se lo sentisse, solo che gli aspetti economici... fosse stato per lui avrebbe anche voluto pagare le etichette [per gli abbonamenti], ma [le tariffe che proponeva loro] non sarebbero risultate accettabili.


E che Apple fosse idealmente in sintonia con la faccenda degli abbonamenti musicali non facciamo fatica a crederlo; dopotutto, è cosa nota ai più che a Cupertino vorrebbero lanciare un servizio di Radio on demand in stile Pandora integrato direttamente in iTunes e iOS. Solo che poi le trattative -e in particolar modo la parte economica- hanno creato incomprensioni attualmente ancora irrisolti tra le parti.

Photo | Getty

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