Calo vendite di iPhone, giù le azioni Apple

Apple continua a sperimentare un drastico calo nelle vendite di iPhone. E l'andamento in Borsa ne risente parecchio.

Qualcosa si è inceppato, e gli iPhone non si smerciano più come un tempo. Evidentemente aveva ragione Tim Cook quando ammoniva sui rischi del primo calo fisiologico delle vendite di iPhone della storia di Cupertino. In altre parole, il mercato è saturo e non ci sono più nuovi clienti da convincere: d'ora in avanti, dunque, diventerà sempre più difficile vendere telefoni.

Il Nikkei Asian Review la mette così:

Le vendite lente dell'iPhone 6s di punta e dell'iPhone 6s Plus, lanciati lo scorso autunno, hanno costretto Apple a limitare i propri inventari. Ha abbassato la produzione per il trimestre di gennaio-marzo di circa il 30% rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente. Con vendite che ancora languono, la mela ha comunicato ai partner in Giappone e nel resto del mondo che intende mantenere questi livelli di produzione ridotta per l'intero trimestre.

Una notizia che non è piaciuta agli azionisti, che infatti hanno punito Apple con un drastico calo azionario nell'ordine di oltre 2 punti percentuali. Ecco perché si comincia a pensare ad un rilascio anticipato di iPhone 7 per ridare vigore al titolo:

A quanto pare, Apple non ha in mente di produrre un volume sufficientemente ampio di iPhone SE, quelli più piccoli rilasciati lo scorso mese per compensare il calo della serie di punta. Tuttavia, se Apple dovesse decidere di lanciare il suo prossimo modello di punta prima del solito lancio settembrino, la produzione delle componenti dovrebbe partire già a fine maggio.

Chissà dunque se Tim Cook darà ascolto agli azionisti, e lancerà iPhone 7 prima del tempo; non sarebbe molto nello stile della mela, ma d'altro canto una contrazione delle vendite non si era mai vista fino ad oggi. Come dire: a scenari mutati corrispondono reazioni diverse.

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