Nuovi dettagli sulla malattia dello scomparso CEO di Apple, Steve Jobs, sono stati rivelati da Walter Isaacson alla catena televisiva CBS. Durante la lunga intervista alla trasmissione 60 minutes, Isaacson ha parlato della sua relazione con Steve Jobs e del suo rapporto con la malattia.
Sembra che Jobs avesse ritardato l’operazione chirurgica al pancreas quando questo avrebbe potuto allungargli la vita. Jobs avrebbe detto a riguardo: “Non voglio che il mio corpo venga aperto, non voglio essere violentato in questo modo“. Isaacson interpreta questo gesto come una volontà di ignorare la malattia, sperando che scompaia da sola. Difatti Jobs si sottomise a diverse cure alternative: “Ha provato a curarsi con una dieta alimentare, andò persino a visitare degli spiritualisti e provò in diverse occasioni la macrobiotica, tutto per non farsi operare“, rivela Isaacson.
Alla fine, Jobs decide di passare alla chirurgia, spinto da tutta la sua famiglia e dagli amici. Ma sono passati 9 mesi da quando il cancro gli è stato diagnosticato, seppur curabile, si è esteso ai tessuti circostanti. Steve Jobs riceve poi un trapianto del fegato nel 2009 e nel gennaio di quest’anno decide di ritirarsi dalla vita attiva. Secondo Isaacson, Steve Jobs ha continuato ad essere curato per il cancro segretamente durante tutti questi anni, malgrado si dicesse che fosse completamente guarito. Jobs muore il 5 ottobre 2011.
[Via Le Monde]
windsurfando
21 ott 2011 - 10:43 - #1(OFF TOPIC)
salve,
volevo segnalare che sul sito apple store italia non si riesce ad accedere alla pagina di acquisto e selezione degli iMac.
david37
21 ott 2011 - 12:23 - #2questo qui é uno che, forte di essere stato il biografo di Steve Jobs, vuol fare dello sciacallaggio e specularci su. già il semplice fatto che abbia venduto i diritti per un film alla Sony deve far capire che personcina a modo sia.
barabba2
21 ott 2011 - 12:51 - #3Raccontare qualcosa di Steve Jobs che non vorresti sentirti dire non è sciacallaggio, è successo, ha fatto le sue scelte, condivisibili o meno… per il film stai certo che Jobs si sarà accordato prima della sua morte su tutti questi aspetti, non sono cose che si lasciano da parte quando si fanno accordi su una biografia ;)
waddington
21 ott 2011 - 13:19 - #4Ma avete usato il traduttore automatico?
Correzioni:
sperando che scompaia da sola –> che scomparisse da sola
dieta alimentaria —> dieta alimentare
dei spiritualisti —> degli spiritualisti
“Ma sono passati 9 mesi da quando il cancro gli è stato diagnosticato CHE, seppur curabile, si è esteso ai tessuti circostanti” —> Ma sono passati NOVE mesi da quando il cancro gli è stato diagnosticato; seppur curabile, si è esteso ai tessuti circostanti”
Povera lingua italiana.
shito
21 ott 2011 - 15:40 - #5Oltre a sottoscrivere il post sopra di me, capisco Steve Jobs. Sono anch’io contro la medicina tradizionale, sento spesso di dover ascoltare il mio corpo, e dico questo avendo affrontato casi medici anche gravi, tra cui quella che la medicina tradizionale definisce una “malattia non curabile”, che porto con me ormai da più di tre lustri. Sono situazioni difficili. La medicina chirurgica è una extrema ratio, e personalmente penso di abbracciarla solo quando non c’è niente da perdere. Nel caso, si direbbe che Jobs abbia sbagliato nell’opporre la sua resistenza iniziare, permettendo un’evoluzione metastatica di un tumore che, come dimostrano le statistiche, quasi certamente non sarebbe stato letale. Quasi certamente, perché ogni corpo umano è un unicum. Resta che l’intervento chirurgico è l’unica pratica medica reale, per quanto estrema, e che la statistica di casi analoghi è l’unico fondamento di una “scienza” che di scientifico ha ben poco, per quanto sia spesso utile.
lukaka
22 ott 2011 - 11:11 - #6una idea GENIUS!!!!
manang
22 ott 2011 - 11:33 - #7shito, non si parla di mal di testa però…le alternative si provano nei casi estremi, quando ti dicono che sei spacciato e ti aggrappi a qualsiasi cosa…
piervittorio
22 ott 2011 - 16:43 - #8Shito: che la medicina moderna (non tradizionale, bensì scientifica) ti dica che una malattia sia incurabile, non significa che sia automaticamente mortale e meno ancora che lo sia in tempi brevi.
Ci sono dozzine di patologie note per le quali non esiste ancora un rimedio medico, chirurgico o farmacologico, ma con le quali puoi serenamente convivere (più o meno a lungo) prestando la più ovvia delle attenzioni: ovvero mantenere un fisico in forma al fine di consentire al sistema immunitario di rispondere al meglio.
L’idiozia sta nel raccontarci che esista una “medicina alternativa”, e che abbia qualche risultato diverso da quello che otterresti comunque bevendoti una gazosa al giorno.
Invece no: non c’è “alternativa”… o accetti quello che la ricerca scientifica ti offre come cura, pur con tutti i sui limiti e rischi, oppure incrocia le dita e confida nella normale capacità di reazione del tuo fisico.
Ma non utilizziamo la parola “medicina” abbinata alla parola “alternativa”.
E’ un ossimoro, come dimostra anche la triste notizia della giornata:
http://www.corriere.it/cronache/11_ottobre_22/cure-omeopatiche-bimbo-muore_623c538e-fc7d-11e0-92e3-d0ce15270601.shtml
augustus
22 ott 2011 - 22:44 - #9piervittorio
quoto in pieno. Stavo per scrivere la stessa cosa dopo aver letto il commento di shito, ma senza l’esempio che hai portato alla fine, perche’ non ne ero al corrente. Solo l’ultimo dei casi.
Riguardo l’articolo, Steve Jobs e’ stato un grande dirigente di un’azienda. Questo non significa che non aveva pregiudizi e “idee” che hanno molti altri, come appunto la fiducia in medicine “alternative” che di conseguenza non sono medicine.
brickness
23 ott 2011 - 02:39 - #10Qui secondo me il biografo non fa sciacallaggio, semplicemente conferma un’ipotesi che personalmente avevo già sentito circolare. Anche perché fu lo stesso jobs a dire che per fortuna dall’esame istologico risulto essere una forma di cancro del pancreas curabile chirurgicamente. Visto come invece sono andate le cose è normale che il dubbio circolasse e intendo già prima del decesso (da tempo si vedeva che non stava bene). Riguardo ai diritti cinematografici… Beh, non ci vedo nulla di strano. Se avesse aspettato un anno sarebbe cambiato qualcosa? Se era lui il titolare dei diritti e la Sony gli ha proposto una trasposizione cinematografica non vedo perché avrebbe dovuto rifiutare. Non mi sembra che la cosa leda in alcun modo la memoria di steve.
Vorrei vedere se quelli che fanno i moralisti avrebbero rifiutato (tra l’altro non si capisce a che pro) davanti alla montagna di soldi con cui la Sony si è probabilmente presentata dal biografo x avere i diritti…