Stallman: non si chiama iPad, chiamatelo iBad!




Alla villa Reale di Monza, per Focus2011 di Unesco (qui su Booksblog), ho incontrato Richard Stallman per una intervista. Stallman è uno dei padri del movimento hacker, nel senso originario del termine, e poi nei primi anni '80 è stato il fondatore della Free Software Foundation - da allora è la figura di riferimento per chi sviluppa tecnologia con una coscienza del valore che ha per l'uomo la difesa della propria libertà personale e informatica. Documentatevi sulla sua pagina ufficiale o sul profilo pubblico di Wikipedia.

Stallman mi blocca subito appena sfodero l'iPad con le domande.

Noto che hai un iBad, un prodotto che è una prigione, per quello che la gente parla di jailbreaking. Per prima cosa, è pieno di software che non è libero, che gli utenti non controllano: cosa inaccettabile perchè se non sei tu a controllare i programmi, sono loro a controllare te. Se finisci come l'uccellino, che entra nella gabbia perché ci son dentro semi appetitosi da mangiare, poi dopo quando la gabbia si chiude ti troverai nella posizione di uno stupido.

E Rockbox?

E' software libero, è ok per rimpiazzare tutto quanto.

iPad è giovane, per questo non esiste ancora un ripiego. Anche Rockbox, non è pronto per l'ultima generazione di iPad.

Ok ma vivi nel presente, in futuro vedremo se arriverà la possibilità di scegliere ma fino a quel momento si tratta di belle prigioni.

Abbiamo diviso l'intervista in tre parti: una per Melablog sapendo non tutti avranno la capacità dialettica di confrontarsi, che si rischia di cadere nel flame e fanboysmo - va bene, proviamo e vediamo come ne usciamo. Una seconda parte è qui su Downloadblog, dove si parla di peer to peer, hacking e Facebook, una terza più centrale è qui su Ossblog dove si articola tutto il discorso su Android, sui compilatori, sul software libero contro a quello open source e tutto il resto.

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