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Tech

Obvious Engine, la realtà aumentata senza marcatori

pubblicato da aWilito in: Varie Tech

Sembrava dovesse rivoluzionare la nostra vita da un momento all’altro, e invece la Realtà Aumentata resta vincolata ad alcune applicazioni piuttosto specifiche. Ora però, grazie a una spettacolare tecnologia chiamata Obvious Engine le cose potrebbero cambiare.

Tra le cause principali della scarsa diffusione della Realtà Aumentata c’è sicuramente la necessità dei cosiddetti marcatori, ovvero codici o immagini che vengono utilizzate dalle app per ancorare i contenuti digitali alla realtà registrata dalla fotocamera. Con risultati, occorre dirlo, spesso legnosi e sgraziati, ma per fortuna Obvious Engine potrebbe modificare radicalmente questa percezione.

Nel video qui sopra una lattina di Dr. Pepper viene distorta e “aumentata” in tempo reale, e l’effetti che se ne ottiene lascia davvero sbigottiti, soprattutto quando due dita le passano dietro. E che dire delle creature che le corrono attorno? Certo, si tratta di un oggetto ben delineato su uno sfondo piuttosto omogeneo, il che deve semplificare non poco l’elaborazione dei dati, ma resta un esperimento di tutto rispetto. E ora che il Software Development Kit è ufficialmente disponibile per gli sviluppatori, chissà che la Realtà Aumentata non faccia finalmente un auspicato salto di qualità. Per maggiori informazioni, è possibile consultare obviousengine.com.

Bill Gates parla del rapporto con Steve Jobs

pubblicato da Claudia in: Tech

Il cofondatore ed ex CEO di Microsoft, Bill Gates, si è raccontato a Yahoo! e ABC News. Il volto pubblico di Microsoft ha risposto a una vasta gamma di domande, raccontando anche della sua ultima conversazione con Steve Jobs e come la sua morte lo ha colpito. Contrariamente a quanto potremmo credere, i due luminari della Silicon Valley si tenuti in contatto tra loro per tutta la durata delle loro rispettive carriere. Di cosa chiacchieravano Jobs e Gates durante l’ultimo contatto avuto?

A me e lui è sempre piaciuto parlare. Aveva sempre qualcosa da proporre, argomenti stimolanti. Si parlava delle altre società che si sono create, delle nostre famiglie e di quanto fortunati siamo stati a sposare le nostre mogli. È stata una bella conversazione rilassata.

Come si è sentito Gates dopo la morte di Jobs?

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Final Cut Pro X "bocciato" da una famosa casa di produzione TV in USA

pubblicato da Androe in: Software Tech

final cut pro x

Final Cut Pro X continua ad essere criticato dai professionisti non convinti dal nuovo software professionale di editing video. La notizia più recente è il comunicato ufficiale di Bunim/Murray, pluripremiata compagnia di produzione televisiva USA che ha annunciato la decisione di passare alla suite Avid abbandonando per sempre Final Cut in seguito allo scarso supporto dato da Apple ai professionisti intenzionati all’upgrade.

Il problema principale è nella gestione degli archivi: Apple ha “ucciso” Final Cut Server e la serie di XServe, una mossa che non ha lasciato fraintendimenti riguardo il futuro rapporto con gli utenti pro con esigenze particolari come le case di produzione. Final Cut Pro X ha aperto una nuova strada, un nuovo approccio per i “nuovi” videomaker armati della propria DSLR ma significa addio ai “vecchi” workflow.

La vicenda di Bunim/Murray non sarà l’ultima, molti professionisti lamentano la mancanza di “riconoscenza” da parte di Apple quando è riuscita a mantenersi a galla proprio grazie a loro. O forse si tratta di una manovra ben architettata per invogliare altri a preferire Adobe o Avid e screditare ulteriormente Final Cut Pro X che, nonostante le critiche, dimostra di non essere un iMovie con gli steroidi e di aver reinventato una geniale interfaccia di editing video, meno macchinosa ma ancora acerba.

Via | Arstechnica
Photo | Flickr

L'amore reciproco tra Steve Jobs e il Giappone

pubblicato da Androe in: iPod Storia Tech

giappone apple logo

Semplicità ed estetica sono due fattori ricercati da sempre da Steve Jobs, è risaputo. Pochi sanno, invece, che tale attrazione deriva anche dall’interesse maturato negli anni dall’iCEO nei confronti del Giappone: la religione, la cultura, la filosofia di vita, l’arte. Ne parla il giornalista Hayashi Nobuyuki, giornalista esperto di tecnologia, in un gradevole articolo su Nippon.com.

Si tratta di un vero e proprio amore reciproco tra Jobs e il Giappone, sin dal primo contatto avvenuto da parte dei giapponesi con il lancio del primo iPod che invase in poco tempo i trasporti pubblici e da parte di Zio Steve con l’avvicinamento al buddismo zen, ciò che ha influenzato maggiormente la sua filosofia e senso estetico. Il discorso tocca anche temi più concreti: Jobs fu affascinato dall’arte giapponese, la maestria nella selezione di colori e materiali al punto da creare un iMac del colore bianco identico a un tatami visto a casa di un amico, dice la leggenda.

Steve Jobs fu “innamorato” anche dell’ex presidente e fondatore di Sony Morita Akio, scomparso circa dieci anni fa e a cui dedicò un omaggio durante un Apple Event. Dall’esempio dell’azienda giapponese, che fornì ai propri dipendenti dei vestiti nel periodo successivo alla Guerra Mondiale, nacque l’intenzione di fornire un’uniforme all’interno di Apple. Fortunatamente ci fu una specie di rivolta interna e a Cupertino non fu imposto il maglione girocollo nero, jeans e sneakers.

L’ultima frase è volutamente ironica ma la lettura dell’articolo originale è degna di un rimando su Instapaper per poter scoprire interessanti aneddoti su Jobs.

Via | CultofMac
Photo | Flickr

Tutta RIM vale meno del solo App Store di Apple

pubblicato da Androe in: Tech App Store

rim blackberry

Brutte notizie per RIM, casa produttrice di BlackBerry, data per spacciata dall’analista Brian S. Hall sul proprio blog (offline al momento) a causa del proprio crollo del valore sul mercato.

Si tratta di un processo graduale causato sia dall’ascesa di iPhone e dei dispositivi con Android nell’utenza business, sia dal famoso disservizio di qualche mese fa, l’insuccesso di Playbook , la sfiducia data dagli investitori. Afferma Hall:

È difficile da credere: l’App Store vale probabilmente più di BlackBerry. Tutto il marchio BlackBerry. Solo l’App Store, nient’altro. Non l’iPhone o l’iPod, solo l’App Store.

Si tratta di una situazione difficilissima per Research in Motion che dovrebbe presentare la nuova linea di prodotti, ben dieci, nel prossimo anno e che Matt Brian di The Next Web azzarda nel definire «nati morti».

Photo | Flickr

Un bug di iMessage ruba l'identità dell'utente

pubblicato da aWilito in: Tech iOS


Se qualcuno vi ruba l’iPhone, e avete maturato l’amara certezza di averlo perduto per sempre, l’unica cosa che vi resta è la cancellazione remota di tutti i dati così da limitare quantomeno i danni sulla privacy. Una volta effettuata l’operazione, però, diversi utenti hanno constato che iMessage continua a inviare e ricevere messaggi come se niente fosse. La prima SIM non si scorda mai.

La storia di David Hovis è semplice. Dei ladri hanno fatto piazza pulita a casa sua, compreso l’iPhone 4 della moglie che, subito dopo il fatto, è stato disattivato e re-inizializzato da remoto. In seguito alla modifica della password dell’ID Apple, alla disattivazione della SIM e al recupero del numero di telefono, quindi, il giorno dopo i due hanno acquistato un telefono in tranquillità, sapendo che l’assicurazione avrebbe pagato il tutto. I problemi sono iniziati quando l’iPhone rubato è stato anche rivenduto ad un acquirente, il quale ha iniziato a ricevere gli iMessage originariamente legati al numero della signora Hovis:

Hovis ha cominciato a scambiarsi messaggi col possessore dell’iPhone rubato- i suoi iMessage, manco a farlo apposta, arrivavano contemporaneamente sia al nuovo telefono della moglie che al vecchio- ma l’uomo si è dimostrato estremamente confuso e poco collaborativo, e l’intera situazione s’è fermata al palo.

E a quanto pare, almeno a leggere questo thread di Macrumors e queste pagine dell’assistenza Apple, il fenomeno è tutt’altro che circoscritto; anzi, si ripete con le stesse caratteristiche in molte vicende analoghe.

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xPrintServer trasforma qualunque stampante in dispositivi AirPrint

pubblicato da aWilito in: Anticipazioni Apple Gadget Tech


AirPrint è una delle feature più interessanti di iOS e non ha mancato di attirare l’interesse dei produttori, ma ha bisogno di un dettaglio fondamentale, ovvero del supporto al protocollo lato stampante. Nel tempo sono nati e hanno prosperato hack e app di terze parti per sopperire allo scopo, ma presto un gadget di Lantronix promette di risolvere definitivamente la questione, seppur con costi non proprio alla mano.

A occhio, le stampanti col supporto ad AirPrint reperibili sul mercato sono già più di cento, tutte a marchio Canon, HP, Epson e Lexmark, e nuovi modelli si aggiungono con cadenza ciclica. Lo scoglio più grosso della tecnologia, tuttavia, consiste nel fatto che l’hardware debba nativamente supportarne le feature, il che significa in pratica sostituzione toutcourt della vecchia (o neppure tanto vecchia) stampante. Per fortuna, gioielli di utility come AirPrint Hacktivator o Ecamm Printopia sono venuti in soccorso degli utenti e, sebbene non richiedano una connessione fisica alla periferica, necessitano comunque d’un Mac perennemente acceso che funga da server.

Se possedete però una multifunzione con connettività di rete, allora avete un’ulteriore possibilità. Con un comunicato stampa risalente a poche ore fa, Lantronix ha infatti presentato xPrintServer , un gingillo in grado di portare AirPrint dove non c’è:

xPrintServer, grossomodo delle dimensioni di un iPhone, è una soluzione hardware che utilizza il menu nativo di stampa di iOS e non richiede applicazioni, software e download aggiuntivi, e neppure installazione di driver. Le stampanti vengono rilevate e configurate automaticamente, e la stampa è facile e senza problemi. Apri semplicemente la scatola, inserisci xPrintServer in qualunque punto del network e stampa senza fili da qualunque dispositivo Apple con iOS 4.2 o superiore, virtualmente su qualunque stampante connessa alla rete.

Si tratta di un’interessante novità dedicata al mercato business e a chi possiede un ufficio a casa, ma con un costo salato: 150$, circa 115€, in prevendita su questa pagina, cui vanno aggiunte le spese di spedizione e dogana. Occhio però, perché sarà disponibile a partire dall’inizio dell’anno prossimo: meglio aspettare e assicurarsi che 1) non si tratti di vaporware e 2) funzioni come dicono.

Siri per Mac nel futuro di Apple?

pubblicato da aWilito in: Mac mini iMac Anticipazioni Apple Tech


Spesso se ne parla bene, talvolta invece no, fatto sta che l’assistente virtuale di Apple piace agli sviluppatori e solletica gli utenti: è, di fatto, la killer app del momento nell’ecosistema con la mela. Ecco perché, dopo il debutto su iPhone 4S, si vocifera di un porting sui Mac.

L’approdo di Siri sulle Apple TV tra qualche mese è praticamente dato per scontato, ma l’avanzata potrebbe toccare ben altri lidi. Negli ultimi tempi, infatti, Apple ha iniziato ad assumere nuovi ingegneri e specialisti da affiancare al progetto, con lo scopo -si legge tra le righe- di estendere i servizi vocali anche ai computer tradizionali.

Già perché negli annunci di lavoro si richiede esplicitamente agli ingegneri una “passione per la piattaforma Mac”, mentre Siri viene definita un “un intero OS in miniatura all’interno di un OS.” Ciò lascia intuire che presto potremo fare molto più che impartire comandi ad un telefono, a cominciare dall’integrazione con le app di terze parti, per finire col controllo trasversale delle piattaforme con la mela.

Un esempio di cosa potremmo aspettarci lo fornisce Jonny Evans di ComputerWorld, secondo presto presto saremo in grado di inoltrare al Mac richieste come queste:

  • Computer, potresti aprire Safari e mostrarmi il sito della BBC? Vorrei che leggessi i titoli di ogni articolo e l’intero articolo, se te lo chiedo.
  • Computer, vorrei scaricare il nuovo album di Skrillex appena verrà pubblicato l’anno prossimo.
  • Computer, vorrei che traducessi questo messaggio dall’inglese al cinese per me, e vorrei anche che poi lo copiassi in un documento Word, lo salvassi e lo stampassi.

Insomma, l’impressione è che quanto abbiamo visto sin’ora corrisponda al semplice antipasto d’un pranzo infinitamente più ricco e ghiotto, ma soprattutto che presto queste argomentate speculazioni potrebbero trasformarsi in prodotti inediti e tangibili. E quel giorno non arriverà mai troppo in fretta.

Rarissimo Apple Multiserver di metà anni '80 in asta su eBay e altri pezzi d'antiquariato

pubblicato da Androe in: Prodotti Storia Tech

apple multiserver 1980

Su eBay fanno la comparsa alcuni veri e propri pezzi d’antiquariato prodotti da Apple una trentina di anni fa e mai distribuiti su larga scala.

Il pezzo forte è un raro modello di Apple Multiserver risalente a metà anni ‘80 in «eccellenti condizioni» di cui purtroppo non sono disponibili dati tecnici (anche perché come mi fanno notare i lettori si tratta del chassis, ovvero del telaio) tranne sulle ragguardevoli dimensioni: 43 centimetri di larghezza per 40 per 6 di altezza e un ragguardevole peso di quasi 11 kg.

Si tratta di un cimelio un po’ ingombrante, lontano dal Mac Mini, tanto per fare un esempio. Mentre scrivo l’asta termina tra 3 giorni e 10 ore e l’oggetto sarà venduto a 760 dollari.

Se siete curiosi e volete dare uno sguardo ad altri pezzi rari made by Apple, sempre su eBay sono in vendita un Macintosh PowerBook Duo 270C (alimentatore compreso) di circa 17 anni fa e un prototipo di scheda ROM prodotta da Apple Computers in USA nel lontano 1978.

Via | AppleInsider

Apple "Spaceship": il nuovo quartier generale a Cupertino prende forma

pubblicato da Michele G. in: Varie Tech

Apple Campus 2: galleria immagini

Annunciato nell’aprile del 2006 da Steve Jobs in persona, il progetto del nuovo Apple Campus si avvia ad entrare nella sua fase più importante: con l’approssimarsi del giorno d’apertura del ciclopico cantiere (previsto tra aprile 2012 e marzo 2013) i curatori di questa opera faraonica ci comunicano di aver apportato delle modifiche al concept originario e, nel farlo, ci mostrano alcuni rendering inediti dai quali è possibile osservare questi cambiamenti.

Soprannominato “Spaceship” da quando lo stesso Jobs ne definì la struttura futuristica ad anello come una sorta di “astronave in fase di atterraggio”, l’Apple Campus 2 sorgerà in quel di Cupertino a pochi chilometri di distanza dal vecchio quartier generale in un polmone verde di 70 ettari: la struttura toroidale in vetro e cemento dell’astronave, alta 9 metri e dal diametro di 463 metri, sarà tappezzata di pannelli solari e ospiterà gli uffici di 13.000 dipendenti, un auditorium con 1.000 posti a sedere, dei centri di ricerca e sviluppo, un ampio parcheggio sotterraneo e una grande area relax interna adibita a boschetto.

Il Campus, com’è naturale che sia, avrà anche la firma di Tim Cook: in virtù della sua passione per lo sport, il nuovo amministratore delegato di Apple ha caldeggiato l’ampliamento della palestra al chiuso (che passa dai 2.300 metri quadrati del progetto originario a ben 4.200 metri quadrati) e ha ottenuto la modifica del percorso pedonale dell’area verde per favorire la creazione di una pista di jogging in grado di abbracciare tutto l’anello esterno del nuovo Campus. I lavori sull’Apple “Spaceship” dovrebbero concludersi entro il 2015: subito dopo la pausa, i restanti rendering offertici di fresco dai progettisti.

via | Cupertino.org

Apple Campus 2: galleria immagini

Apple Campus 2: galleria immaginiApple Campus 2: galleria immaginiApple Campus 2: galleria immaginiApple Campus 2: galleria immagini

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