Smart Cover iPad, i magneti disattivano i defibrillatori cardiaci

Un quattordicenne statunitense ha scoperto per pure caso che i magneti incastonati nelle SmartCover per iPad possono interagire con alcuni dispositivi impiantabili nel corpo umano, e arrivare a costituire così un rischio per la vita.

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Col termine ICD, o defibrillatore cardiaco impiantabile, si intende una classe di dispositivi medici utilizzati nei pazienti a rischio di morte cardiaca improvvisa. "Esso viene impiantato chirurgicamente sottocute," si legge su Wikipedia, "nella regione pettorale" per monitorare gli impulsi fisiologici, e correggerli se necessario.

Il fatto è che questo tipo di dispositivi risulta pericolosamente sensibile alla Smart Cover se quest'ultima viene posta sul petto, come quando ci si addormenta per esempio con l'iPad in mano. Una controindicazione inaspettata causata dai magneti presenti all'interno della custodia.

La scoperta l'ha fatta Gianna Chien in una sorta di tesina presentata in occasione di una fiera della scienza, cui tuttavia non è arrivata prima. La notizia però sta già circolando negli ambienti medici, e presto sarà presentata ufficialmente in una conferenza ad hoc davanti a 8.000 esperti:

La ricerca offre un monito formidabile alle persone con defibrillatori impiantati, quelli capaci di far ripartire un cuore fermo, ha affermato John Day, il responsabile dei servizi cardioritmici presso il Intermountain Medical Center di Murray nello Utah. [...]
Se una persona si addormentasse con un iPad 2 sul petto, i magneti nella cover potrebbero "spegnere per sbaglio" il dispositivo cardiaco, ha affermato Chien, una studentessa al primo anno alla Stockton, in California, il cui padre è medico. "Credo decisamente che le persone dovrebbero essere a conoscenza della cosa. Ecco perché sto presentando il mio studio."

Niente panico, comunque. I magneti delle Smart Cover sono troppo piccoli per poter creare problemi nella quotidianità; il rischio si presenta sempre e soltanto quando vengono posizionati esattamente sul petto. In particolare, dallo studio è emersa un'incidenza del 30% di disattivazioni involontarie. Nella maggior parte dei casi, i dispositivi si riavviano da sé non appena l'agente di disturbo viene allontanato, ma talvolta non accade e serve l'intervento manuale. Ed è proprio quella finestra temporale a costituire un pericolo di vita per i pazienti.

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