Portavano tutti le camicie hawaiane


Mi capita spesso, parlando di Apple e della sua storia, di sentir domandare cosa significhi Think Different, slogan che ha accompagnato il suo rilancio nella seconda metà degli anni '90 e filosofia che sembra tuttora permeare l'azienda di Cupertino.

Cosa significa quella frase semplice, un po' sgrammaticata, che ha avuto un impatto così forte nel mondo dell'IT degli anni 2000?

Oggi rispondere a questa domanda è più facile, grazie al documentario trasmesso ieri sera di History Channel sulla storia del co-fondatore di Apple, Steve Wozniak.
Passiamo molto del nostro tempo a parlare dell'altro Steve, Jobs, delle sue idee, del suo carisma e del suo essere guru tra i guru. Parliamo della diversità di Apple, dei crazy ones, del proporre sempre nuove sfide e creare nuove opportunità.
Ma non sappiamo, o dimentichiamo, che buona parte di questo spirito è stato infuso nell'azienda fin dai suoi albori dall'altro fondatore.

Woz ha portato in Apple la volontà di innovare, spinto dal desiderio di spostare un po' più in là i confini della conoscenza, di migliorare il sistema non curandosene. Il merito di Jobs è stato poi quello di trovare una sintesi tra questa visione e l'ambito commerciale, affaristico.
Woz è diventato milionario senza essere davvero interessato ai soldi, ha avuto il coraggio di sbattere la porta e di lasciare la società che aveva fondato una volta persi gli stimoli per continuare a fare ciò che desiderava. Jobs è stato allontanato, ha avuto altre esperienze e solo al suo ritorno è stato in grado di conciliare la mission iniziale di Apple con Wall Street, di unire lo spirito dei crazy ones con il mercato.

Ma Woz è stato il primo crazy one dentro ad Apple.

E non è il solo nel mondo della tecnologia.
C'è un gruppo variegato ed eterogeneo di professionalità e personalità. C'è chi è diventato famoso, chi no, chi si è fatto "contaminare" dal business, chi è rimasto un puro. Ci sono esperienze diverse, carriere diverse, motivazioni diverse, ma un solo scopo: far avanzare l'umanità.
Assieme a Woz, Tim Berners-Lee, Linus Torvalds, Jef Raskin, Richard Stallman e molti altri.
Li chiamavano nerd, almeno una volta hanno tutti portato una camicia hawaiana: sognavano un computer su ogni scrivania, una società libera e liberata grazie alla tecnologia. Sognavano la conoscenza accessibile a tutti, un mondo più ricco ed equo, una società avanzata, civile, moderna.
Pensavano, e pensano, "diverso".

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