Gli USA indagano sulla privacy nelle app iOS per bambini

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Lo U.S. Federal Trade Commission ha aperto un fascicolo sulle implicazioni della privacy nelle app per bambini dell'App Store e del Market Google Play. L'ipotesi è infatti che sussistano violazioni sistematiche delle leggi federali su centinaia di titoli apparentemente innocui.

Lo studio, rivisitazione aggiornata della relazione fatta anche nel 2011, si intitola "Mobile Apps for Kids: Disclosures Still Not Making the Grade" ("App mobili per bambini: l'informazione agli utenti non è ancora sufficiente") e viene menzionata in un interessante articolo pubblicato sull'Associated Press:

Lo staff ha esaminato centinaia di app per bambini, con un occhio in particolare sulle informative sulla privacy, e sui vari link di promozione dell'app sull'App Store, sul sito dello sviluppatore e all'interno dell'app stessa. Stando al documento, "la maggior parte delle app non forniva una informazione adeguata circa i dati che vengono raccolti attraverso l'app, men che meno il tipo di dati raccolti, lo scopo della raccolta e chi avrebbe avuto accesso a tali informazioni. Per di più, i risultati mostravano che molte delle app condividevano certe informazioni con società terze -cose come l'ID del dispositivo, la geolocalizzazione o il numero di telefono- senza un adeguato avviso ai genitori. Inoltre, un certo numero di app conteneva feature interattive -come pubblicità, acquisti in-App, link a social media- senza però informare della cosa i genitori prima del download."


Per questa ragione, l'FTC ha dato il via ad una "investigazione non pubblica atta alla determinazione delle eventuali violazioni sui mercati mobili delle app." Dove porterà, tuttavia, non è dato sapere, anche se a questo punto è lecito aspettarsi iniziative esemplari.

Dopo qualche scandalo e l'intervento diretto di un senatore, con iOS 6 Apple ha rafforzato i controlli sulla privacy lato utente, e ha imposto agli sviluppatori regole decisamente più severe. Ed è sorprendente constatare che a tutt'oggi vi sia ancora qualcuno che si ostina a profilare gli utenti con l'ID del dispositivo dopo tutto quel che è successo. Sull'argomento, Apple non si è ancora espressa formalmente, ma c'è da scommettere che Tim Cook, a Cupertino, oggi sia di pessimo umore.

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