Super High Aperture nel Retina display di iPad


I motivi per cui il Retina Display dell'iPad è all'avanguardia ma difficile da produrre consistono principalmente nell'altissima concentrazione di pixel e nella presenza della tecnologia Super High Aperture o SHA. Grazie ad essa, i pixel risultano più luminosi e possono raggiungere risoluzioni più elevate, ma a fronte d'un costo notevole in termini di dispendio energetico.

Nella complessa analisi di DisplaySearch sullo schermo del nuovo iPad, si legge che gran parte dell'innovazione deriva dall'aver frapposto uno strato di materiale organico sui pixel; una tecnica che consente di raggiungere un angolo di visione molto ampio e una luminosità estremamente più omogenea e potente. Il rovescio della medaglia, tuttavia, sta nella necessità d'un sistema di retroilluminazione decisamente più efficace: secondo gli analisti serve almeno un numero doppio di LED rispetto a prima.

Ecco perché la terza generazione di iPad dispone d'una batteria più capiente e risulta lievemente più spesso dell'iPad 2; altrimenti, si sarebbe dovuto dire semplicemente addio a alle 10 ore di autonomia dichiarata.

Tutti contenti quindi, Apple, gli utenti e pure gli sviluppatori. Tutti, tranne i produttori che invece sono costretti a fare i salti mortali per onorare gli accordi commerciali stipulati:

Inizialmente l'adozione [di SHA] è stata lenta per via della complessità che si è aggiunta al processo, all'aumento dei costi e alle sfide del prodotto finale. Tuttavia, così come i display ad altissima risoluzione per le applicazioni mobili hanno aumentato l'importanza di trasmissioni rapide e bassi consumi energetici, parimenti SHA sta diventando una tecnologia necessaria alla produzione di LCD di alta qualità.

Il futuro, in altre parole, è dell'SHA, e Apple come al solito ha fatto solo da apripista. Per ora, più del 25% di tutti i pannelli prodotti ne fa uso, ma una volta entrati a regime diventerà una tecnologia estremamente diffusa.

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