Pagamenti Mobili, gli esercenti boicottano Apple Pay & Google Wallet

Molti esercenti USA hanno abbracciato Apple Pay, ma altri hanno iniziato a boicottarlo. Peccato che la cosa riguardi anche gli utenti Android. Ecco perché.

applepay


È proprio vero che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Negli USA, un numero crescente di negozianti ha iniziato a boicottare Apple Pay per favorire altri sistemi di pagamento mobile più scomodi e meno rispettosi della privacy. Ed è un grosso problema per tutti, visto che la cosa riguarda anche gli utenti Android.

Tutto è iniziato la scorsa settimana, quando le farmacie del gruppo statunitense CVS si sono accorte che Apple Pay funzionava anche sui loro POS, nonostante non fosse stato steso alcun accordo specifico. Come noto, tutto quel che serve ad Apple Pay è un hardware di pagamento recente col supporto ad NFC, e questo spiega per quale ragione molti erano riusciti a pagare con iPhone 6 nei giorni scorsi. Quando il management di CVS se n'è accorto, ha chiesto ai punti vendita di disabilitare tout court l'NFC dai propri terminali, tagliando fuori non soltanto gli utenti Apple ma anche quelli Android con Google Pay. E per una semplice ragione: vogliono cavalcare l'onda dei pagamenti mobili alle loro condizioni. La circolare interna recita:

Per favore considerate che non accettiamo Apple Pay al momento. Tuttavia, stiamo lavorando con un grosso gruppo di rivenditori per sviluppare un portafoglio mobile che consenta i pagamenti mobili collegati alle carte di credito e ai conti correnti bancari direttamente dallo smartphone. Ci aspettiamo che questa feature sia disponibile nella prima metà del 2015.
Qualora gli utenti dovessero tentare una transazione attraverso Apple Pay, un messaggio chiederà sia al cliente che al cassiere di impostare un diverso metodo di pagamento.

Il nuovo portafoglio mobile di CVS ( e di 7-Eleven, Wal-Mart e molti altri) si chiama CurrentC, è già disponibile su iTunes Store, ma è infinitamente più scomodo degli omologhi Apple e Google. Non funziona con NFC ma con i codici QR. Al momento del pagamento, la cassa mostra un codice, il cliente ne effettua la scansione con l'app di CurrentC, e poi il telefono genera un altro codice QR di verifica che il cassiere deve a sua volta acquisire con un lettore ad hoc. In questo modo, vengono tagliati i costi legati ad Apple e ai network come Visa e Mastercard, visto che questo metodo di pagamento è direttamente collegato al proprio conto corrente. Ma il vero problema è altrove.

Mentre Apple Pay è stato progettato tenendo sempre bene in vista la privacy dell'utente, CurrentC nasce per studiare l'utenza conservando sui server della società l'intera cronologia degli acquisti. "Ti aiuterà a tenere traccia di tutti i tuoi scontrini e renderà più semplici le restituzioni," si legge su App Store. "E in un futuro non lontano, ti darà tanti coupon e sconti esclusivi per aiutarti a risparmiare."

E così, per una volta, negli USA gli utenti Android si sono uniti a quelli Apple per boicottare i boicattotori, ed evitare di effettuare acquisti nei punti vendita che hanno chiuso i rubinetti di NFC. La guerra dei pagamenti mobili è iniziata: all'utente l'ultima parola.

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