Le reazioni a caldo sulle dimissioni di Steve Jobs


Non si può dire che la cosa fosse totalmente inaspettata, eppure la notizia delle dimissioni di Jobs ha suscitato un unanime dispiacere dentro e fuori le mura di Cupertino. E così, tra cinguettii sul Web e dichiarazioni ai giornali, nomi più o meno noti hanno iniziato a tributare tutta la propria ammirazione all'ex iCEO, compresi personaggi di spicco presso Microsoft e qualcuno che la butta sul ridere. Infondo, parliamo dell'uomo che con le sue idee ha grandemente contribuito a definire l'informatica moderna.

All'interno di Apple, manco a dirlo, le parole spese suonano piene di rammarico e vagamente retoriche. Il che è comprensibile visto che secondo i sondaggi di Glassdoor, effettuati su 1.000 impiegati di Cupertino, risulta che Jobs riceva il 97% di apprezzamento dai suoi dipendenti. Steve Perlman, il creatore del primo QuickTime Player e attualmente CEO di OnLive, afferma:

Il mondo ha un enorme debito nei confronti di Steve. Ha capeggiato un'infinità di paradigmi tecnologici e di design che oggi diamo per scontati. Steve è uno di quelli che hanno maggiormente ispirato e influenzato la nostra era, e la sua leadership diretta su Apple ci mancherà.

E non mancano enfatici riferimenti agli eventi più avventurosi della sua vita da imprenditore. "Questa è una brutta notizia. Steve è un combattente, non un amante, e questo significa che la lotta è finita," ha affermato Trip Hawkins, ex responsabile del multimedia per Apple e ora CEO di Digital Chocolate. "Steve è la persona più incredibile che abbia mai conosciuto. Lo considero il più grande CEO della storia perché ha salvato Apple e Pixar contemporaneamente, e entrambe si sono rivelate degli indicibili successi. [...] Steve ha definito la nostra generazione e se i libri di storia dovessero menzionare una sola persona di questo periodo, allora parlerebbero di lui."

Più sobria la pacca sulle spalle di Bill Cox, senior director of communications del Windows Phone presso Microsoft:

Auguro tutto il bene a Steve Jobs, una vera leggenda nell'industria tecnologica e oltre.


E così, tra un tweet vagamente interessato di Arnold Schwarzenegger ("E' uno degli innovatori più grandiosi della California. Pochissimi hanno raggiunto l suo impatto negli ultimi 50 anni e probabilmente nei prossimi 100") e un altro meno drammatico di MarkJeffrey ("Tra quattro mesi Jobs rilascerà una lettera di dimissioni più piccola e con fotocamera frontale"), c'è chi teme per il futuro. Sarà pur vero che nell'immediato non c'è praticamente nulla da temere, se non gli isterici alti e bassi della Borsa, ma il dubbio è legittimo e il technology columnist del New York Times David Pogue lo spiega benissimo in una riga su Twitter:

Steve Jobs ha dato le dimissioni di CEO proprio oggi. Ci sono probabilmente due anni di prodotti Apple grandiosi, in cantiere, ma dopo...?

Dopo, io speriamo che me la cavo e del doman non v'è certezza. Dopotutto, avere fiducia in Jobs significa averne anche nelle sue scelte, magari con un po' di fortuna però.

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