John Sculley torna a parlare della cacciata di Steve Jobs da Apple

John Sculley e Steve Jobs erano grandi amici. Eppure, il loro scontro causò l'allontanamento da Apple al suo fondatore.

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Nella storia di Apple, l'anno 1985 è anche quello della famosa cacciata di Steve Jobs, che di fatto mise il fondatore della società in mezzo alla strada (se così si può dire) per poi vederlo tornare quasi 15 anni dopo. Sull'argomento e su come andarono i fatti è tornato a parlare l'ex CEO di Apple, John Sculley, a cui molti attribuiscono in realtà anche la colpa dell'allontanamento di Jobs da Apple.

Il palcoscenico sfruttato da Sculley per parlare di storia di Apple è stato l'incontro avvenuto a Bali, in Indonesia, per la Forbes Global CEO Conference. Ecco le sue parole:

"Sono sempre sorpreso dal fatto che le persone non mi chiedano mai com'è possibile che due persone come Steve Jobs e io, teoricamente inseparabili - al lavoro insieme tutto il tempo e grandi amici - siano potute finire in questi scontri affascinanti e celebrati? Do la colpa al consiglio, perché credo che conoscessero Apple prima che io arrivassi, e conoscessero Steve. Sapevano quale fosse la mia esperienza e quale no. E credo fermamente che ci sarebbe potuta essere una soluzione per tenere me e Steve a lavorare insieme, perché a quei tempi eravamo buoni amici."

Colpa di Macintosh Office


Secondo il racconto di Sculley, il punto principale di discordia tra i due fu legato al lancio di Macintosh Office, con cui Apple tentò di fare concorrenza a IBM nel mercato business:

"Steve ebbe una profonda depressione. Venne da me e disse 'Voglio abbassare il prezzo del Macintosh e spostare gli sforzi pubblicitari dall'Apple 2 al Mac.

Dissi 'Steve, non farà alcuna differenza. La ragione per la quale il Mac non vende non ha a che vedere con prezzo o pubblicità. Se lo fai rischi di mandare la società in perdita'. Lui era totalmente in disaccordo con me, quindi dissi 'Andrò al consiglio.' Lui disse: 'Non credo che lo farai' e io risposi 'Guardami'"

Come raccontato da Walter Isaacson nella sua biografia, Jobs e Sculley presentarono le loro ragioni al consiglio, che si schierò col secondo:

"La mia impressione è che avrebbe potuto esserci un risultato diverso. Non era un grande dirigente in quei giorni. Il grande Steve Jobs che conosciamo oggi come forse il più grande CEO di sempre della nostra era, ha imparato molto dagli anni selvaggi."

Il rimpianto


Sculley ha anche dichiarato quello che è il suo più grande rimpianto:

"Mi sono sentito male, perché dopo 10 anni ero alla società e volevo tornare alla mia New York. Non andai da Steve Jobs a dirgli 'Steve, vediamo come puoi tornare e guidare la tua società'. Non lo feci ed è stato un terribile errore per me. Non riesco a immaginare perché non ebbi la saggezza di farlo. Ma non lo feci. E la storia insegna che, poco dopo, fui licenziato."

Via | Forbes.com

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