“iPhone, non se lo comprerà nessuno” e altre profezie high-tech completamente cannate

Da Microsoft a Steve Jobs, molti non hanno compreso Internet, iPhone e Apple Music: eco 5 profezie high-tech invecchiate malissimo.
Da Microsoft a Steve Jobs, molti non hanno compreso Internet, iPhone e Apple Music: eco 5 profezie high-tech invecchiate malissimo.

L’industria high-tech è cambiata tantissimo negli ultimi anni, e oramai certe cose -tipo iPhone, Spotify, i PC e Internet- le diamo semplicemente per scontate. Ma al momento del lancio non era così ovvio per tutti che ci si trovasse di fronte a una svolta epocale. Anzi, le innovazioni più importanti sono state anche quelle più incomprese o criticate. Come quando Steve Ballmer blastava iPhone dicendo che era troppo caro e nessuno le avrebbe comprato. Perfino Steve Jobs cannò alla grande un vaticinio. Ecco quindi 5 profezie high-tech che al tempo sembravano mordaci e che invece si sono rivelate completamente sbagliate.

iPhone 2007

“Non c’è alcuna possibilità che l’iPhone ottenga una quota di mercato significativa. Nessuna possibilità” diceva l’ex CEO di Microsoft Steve Ballmer a USA Today nel 2007, anno di lancio. “È un articolo sovvenzionato da 500$. Possono fare un sacco di soldi, sì. Ma se si dà un’occhiata agli 1,3 miliardi di telefoni venduti, preferirei avere il nostro software nel 60% o 70% o 80% di essi, piuttosto che avere il 2% o il 3%, che è ciò che Apple potrebbe ottenere. ”

E invece, iPhone ha cambiato per sempre l’industria ed è diventato rapidamente uno dei prodotti di consumo più venduti di sempre (2 miliardi di dispositivi a vendite per 1 trilione di dollari.) Apple aveva fiutato l’affare, e aveva capito che agli utenti piace la semplicità anche nel modello di vendita. E lo smartphone incluso nell’abbonamento del gestore telefonico è stato innovativo quanto l’iPhone stesso. “Vorrei aver pensato al modello di sovvenzionare i telefoni attraverso gli operatori. L’innovazione del modello di business di Apple è consistito essenzialmente nell’integrarlo nella bolletta mensile del cellulare” avrebbe dichiarato qualche anno dopo Ballmer.

La leggenda narra che, a un certo punto della sua storia, il team che gestiva le trattative con gli operatori fosse grande quanto il team di sviluppo del software del telefono.

Internet  (1995)

“Prevedo che Internet… presto diventerà una supernova spettacolare e nel 1996 collasserà catastroficamente” aveva detto Robert Metcalfe, il padre del protocollo Ethernet su cui si bassa mezza Internet. Tra le ragioni di questo pessimismo, i collegamenti sovraccarichi della Rete, un modello di business “flat” che era considerato inadeguato per sostenere la crescita, e i crescenti problemi di sicurezza che Internet imponeva.

“La crescita di Internet rallenterà drasticamente, man mano che il problema della ‘legge di Metcalfe’ diventerà evidente: la maggior parte delle persone non ha nulla dirsi! Entro il 2005, diventerà chiaro che l’impatto di Internet sull’economia non è stato superiore a quello del fax” aggiunse nel 1995 Paul Krugman, in un audace articolo intitolato “Perché la maggior parte degli economisti sbaglia le predizioni.” Vita beffarda.

Quando nel 1999 fu chiaro che la previsione era evidentemente sbagliata, Metcalfe mise in un frullatore il magazine che aveva riportato la sua intervista e si “rimangiò” le sue parole alla conferenza WWW (inchiostro atossico, confermò prima di ingollare l’amaro boccone).

Mobile Computing (1992)

L’idea di un comunicatore personale wireless nella tasca di ogni utente è “un sogno irrealizzabile guidato dall’avidità” diceva convinto il CEO di Intel Andy Grove alla Mobile Conference del 1992. Il riferimento era a un articolo del New York Times che si chiedeva: “Executive Computer; Madre di tutti i mercati o sogno irrealizzabile guidato dall’avidità?”

E forse è vero che al tempo l’informatica in mobilità era tutto hype e funzionava malissimo, ma è stato il passaggio fondamentale e necessario per arrivare ai dispositivi e all’Internet of Things dei nostri giorni.

Musica in Abbonamento

“Il modello di musica in abbonamento è fallimentare. Penso che potresti rendere disponibile il secondo avvento di Cristo in un modello di abbonamento e neppure quello avrebbe successo” disse Steve Jobs stesso in un’intervista a Rolling Stone.

Il problema è che, fino al 2003, gli utenti erano abituati a comprare la propria musica. “Hanno comprato 45 giri, poi hanno comprato LP, hanno comprato cassette, hanno comprato 8-track, poi hanno comprato CD. Vorranno comprare download”.

E invece l’idea di un servizio musicale all-you-can-eat ad abbonamento fisso è stata una delle innovazioni più grosse viste nel panorama musicale, soprattutto se consideriamo quanto fossero poco forniti i cataloghi dei pionieri del settore come MusicNet, PressPlay e Rhapsody.

PC (anni ’70)

“Nessuno, per nessuna ragione al mondo, vorrebbe tenersi un computer a casa” disse Ken Olsen, fondatore di Digital Equipment Corporation (DEC), un produttore di mini-computer. Oggi, tra dispositivi mobili e fissi, laptop e tablet, praticamente l’informatica è diventata tutta personale e mobile.

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