Da anni circolano online presunti “codici segreti” capaci, a detta di molti, di svelare se uno smartphone è stato hackerato o messo sotto controllo. La verità è più sfumata e merita di essere spiegata con precisione: quei codici esistono e funzionano, ma fotografano una cosa ben specifica, lo stato delle deviazioni di chiamata, non la presenza di uno spyware nel dispositivo.
Il più citato è *#21#. Digitandolo e avviando la chiamata, lo schermo mostra se è attiva una deviazione incondizionata, cioè se chiamate, SMS o dati vengono inoltrati automaticamente verso un altro numero. È un controllo che ha senso, perché chi ha avuto accesso fisico al telefono, anche solo per pochi minuti, potrebbe aver impostato un inoltro per intercettare le comunicazioni. Quello che il codice non fa, e qui sta l’equivoco diffuso, è rilevare un software-spia: un risultato “pulito” non garantisce affatto che il dispositivo sia sicuro.
Telefono hackerato: come controllare
Accanto a questo ci sono altre sequenze utili. Il codice *#62# indica verso quale numero vengono dirottate le comunicazioni quando il telefono risulta irraggiungibile, spento o in modalità aereo; *#67# mostra la deviazione che scatta quando si è occupati in un’altra conversazione. Se uno di questi controlli rivela un inoltro sospetto, la contromisura è ##002#, che disattiva in un colpo solo tutte le deviazioni impostate sulla linea, riportando la configurazione allo stato di partenza. C’è poi *#06#, forse il più conosciuto, che restituisce il codice IMEI del dispositivo: non c’entra con lo spionaggio, ma è prezioso per identificare il telefono in caso di furto.

Telefono hackerato: come controllare-Melablog.it
Conviene chiarire un punto, perché la confusione su questo tema è notevole. Le intercettazioni disposte dall’autorità giudiziaria, le uniche legali, sono per definizione invisibili e non lasciano tracce rilevabili da un dialer: clic, fruscii o rumori in linea non sono indizi di alcunché. Lo scenario che riguarda davvero il comune cittadino è un altro, ovvero lo stalkerware installato da una persona vicina con accesso al dispositivo, oppure l’accesso non autorizzato al proprio account cloud. In nessuno di questi casi i codici da tastierino offrono una risposta certa.
I segnali che vengono comunemente associati a un telefono compromesso esistono — batteria che si scarica in fretta, consumo anomalo di dati, surriscaldamento, app sconosciute che lavorano in background — ma presi singolarmente sono quasi tutti ambigui e spesso dipendono da cause banali come l’usura della batteria o un’app mal ottimizzata. Per questo gli esperti raccomandano, in caso di sospetto reale, un’analisi più approfondita del dispositivo accompagnata da buone pratiche di base: aggiornare sistema operativo e applicazioni, non installare software da fonti non ufficiali, non lasciare il telefono incustodito.
I codici, insomma, restano uno strumento di verifica veloce e gratuito, perfetto per togliersi un dubbio sulle deviazioni di chiamata in trenta secondi. A patto di sapere esattamente cosa stanno misurando, e di non scambiarli per un antivirus.